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Spagna: stop a licenze per sale scommesse a Madrid

  • Scritto da Ac

L'amministrazione spagnola ha sospeso l'autorizzazione delle sedi di scommesse nella capitale spagnola e prevede di modificare le regole per quelle già esistenti.

Stop al rilascio di autorizzazioni per ulteriori punti vendita di scommesse nella capitale spagnola. La decisione è stata appena annunciata dal ministro della Giustizia, Enrique López, il quale ha riportato la decisione presa dal Consiglio direttivo della Comunità di Madrid come misura temporanea, allo scopo di proteggere i minori e i soggetti vulnerabili. "La comunità ha dichiarato guerra al gioco d'azzardo", spiega il ministro. Aggiungendo che le autorità regionali avevano già promesso di voler riformare il processo di concessione delle licenze per i luoghi di scommesse.

SPAGNA COME ITALIA? NON PROPRIO - Un qualcosa di analogo a quanto accade in Italia già da qualche anno, con le regioni che hanno dichiarato guerra al gioco imponendo restrizioni a livello territoriale e limitando le possibilità di installazione ed esercizio del gioco. Con la differenza, tuttavia, non soltanto nel fatto che ad essere prese di mira, in Spagna, sono le scommesse e non gli apparecchi da intrattenimento: ma anche – e soprattutto – che tale tipo di misure, nella Penisola iberica appaiono coerenti con il sistema legislativo corrente, visto che le regioni sono vere e proprie Comunità autonome e possono quindi interpretare in una certa misure i dettami del governo centrale. Diversamente da quanto dovrebbe accadere in Italia, dove il gioco è (teoricamente) protetto da una Riserva di legge che ne vorrebbe la centralità dello Stato. Salvo poi assistere allo stesso Stato inerme di fronte al proliferare di leggi di carattere locale, anche quando palesemente incoerenti con i principi nazionali. Ma tant'è. E oggi, dopo anni di contenzioso tra industria e amministrazioni locali, a queste ultime è stata concessa facoltà di intervenire sul funzionamento del gioco se effettuato in riferimento alla tutela della salute, essendo questa sì una competenza demandata alla Regioni. Col risultato che lo Stato si trova ad affrontare l'annosa Questione territoriale, tutt'altro che risolta e che l'attuale governo sembra voler provare a sanare attraverso una misura inserita nell'approvanda manovra economica, nella quale si farebbe riferimento a un successivo provvedimento del Ministero dell'Economia di concerto con gli Interni.

LA SITUAZIONE A MADRID - Intanto, anche in Spagna, si registrano comunque delle levate di scudi nei confronti del gioco, che hanno tra le conseguenze l'introduzione di limiti alle installazioni di attività di gioco. Che, per ora, riguardano comunque la capitale. Attualmente a Madrid si contano 678 punti di raccolta scommesse, di cui 171 sono negozi appartenenti a bookmaker, 470 sono sale da gioco con un "corner" di scommesse e 33 sono sale bingo con corner. Inoltre ci sono quattro casinò con servizi di scommesse annessi. Per questi punti già esistenti, comunque, l'amministrazione ha annunciato ulteriori interventi che potrebbero limitarne l'azione o comunque ridefinirne le regole.
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