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Verso il nuovo Dpcm: possibili lockdown 'locali', gioco ai minimi termini

  • Scritto da Fm

Atteso entro oggi il nuovo Dpcm: tre regioni sull'orlo del lockdown e il gioco terrestre, ridotto ai minimi termini (sono salve solo le lotterie), sta a guardare.

 

Potrebbe arrivare nella serata di oggi, 3 novembre, il nuovo Dpcm con ulteriori misure restrittive per il contenimento del Covid-19.

A essere decisivi saranno il nuovo confronto – in videoconferenza – con le Regioni e con il Comitato tecnico scientifico, chiamato ad esaminare i dati del nuovo monitoraggio sui casi di positività, che potrebbero confermare i trend preoccupanti di questi ultimi giorni o a riflettere gli eventuali effetti del Dpcm del 24 ottobre.

 

GIOCO AI MINIMI TERMINI - Lo scenario di massima dovrebbe essere quello tracciato dal premier Giuseppe Conte nelle informative di ieri in Parlamento: limiti alla circolazione delle persone nella fascia più tarda della giornata e fra le regioni a più alto rischio di contagio,  chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, e dei musei, la possibilità per le scuole superiori di passare progressivamente alla didattica a distanza esclusiva, riduzione al 50 percento della capienza dei mezzi pubblici e lo stop quasi totale al gioco pubblico, che dopo la sospensione delle attività di sale slot/Vlt, bingo, scommesse e casinò vede anche quella dei corner per il betting, e degli apparecchi “ovunque collocati", cioè in bar e tabaccherie.
Un'ennesima, affilata scure che si abbatte sul settore, dopo il lockdown di primavera, che fa moltiplicare gli appelli delle rappresentanze di categoria per la certezza di un sostegno a tutti gli operatori, che in caso contrario non riuscirebbero a sopravvivere , e dell'inclusione del decreto Ristoro delle aziende restate fuori dal provvedimento, come le imprese di gestione delle slot.
 
IN PREPARAZIONE NUOVO DECRETO RISTORO - Mancanze a cui potrebbe ovviare un secondo decreto, annunciato da Antonio Misiani, vice ministro dell’Economia, “ per sostenere e aiutare le attività economiche interessate ai nuovo provvedimenti restrittivi, analogamente a quanto abbiamo fatto con il primo decreto ristoro”.
Al momento quindi, secondo l'orizzonte che si è delineato nelle ultime 24 ore, gli unici giochi “salvi”, online a parte, sarebbero le lotterie, come confermato anche dall'Agenzia delle dogane e monopoli, intervenuta con una nota ufficiale nella serata di ieri a smentire le indiscrezioni giornalistiche secondo le quali Lotto e 10eLotto, Gratta e vinci e SuperEnalotto avrebbero potuto subire un secondo storico stop dopo quello già avvenuto durante la fase acuta del coronavirus a fine marzo.
Il prossimo Dpcm quindi non dovrebbe riservare nuove “sorprese” al comparto, già ridotto ai minimi termini.
 
TRE AREE DI RISCHIO - Resta da vedere quali saranno le misure “forti” del provvedimento, anticipate ieri da Conte: “Il prossimo Dpcm - ha spiegato il premier ai deputati presenti in Aula ieri - individuerà tre aree corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio: l'inserimento di una regione all'interno di un'area avverrà con un'ordinanza del ministro della Salute e dipenderà solo dal coefficiente di rischio quale certificato dall'Istituto superiore di sanità. Sarà poi possibile entrare e uscire da una fascia all'altra, sempre con un'ordinanza del ministero".
 
PIEMONTE, LOMBARDIA E CALABRIA SOTTO OSSERVAZIONE, PROVINCIA BOLZANO VA IN LOCKDOWN - Sotto osservazione e quindi più a rischio di diventare “zona rossa” sono Piemonte e Lombardia, in particolare, che hanno superato la soglia dell’indice di trasmissibilità Rt pari a 2 (rispettivamente sono a 2.16 e 2.09) e la Calabria, a 1,66.
In questi territori si andrebbe verso un lockdown di tre settimane, già deciso dalla Provincia autonoma di Bolzano, dove dalla mezzanotte di mercoledì 4 novembre entrerà in vigore una nuova ordinanza, valida sino al 22 novembre in tutto il territorio altoatesino. Il divieto di spostarsi dalla propria abitazione sarà anticipato alle ore 20 e rimarrà in vigore sino alle ore 5, prevista la chiusura di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie, anche se sarà consentito l’asporto e la consegna a domicilio. Alberghi e hotel, inoltre, non potranno più ospitare turisti, ma solamente coloro che devono pernottare in Alto Adige per esigenze di lavoro. Chiusura sino al 22 novembre anche per palestre, piscine,centri termali e spa. Tutti i negozi al dettaglio saranno chiusi, ad eccezione degli esercizi che vendono generi alimentari e beni necessari al consumo quotidiano, che dovranno in ogni caso rispettare l’obbligo di chiusura domenicale. Non saranno sottoposte alle limitazioni di questo provvedimento, invece, farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccherie. Sospese tutte le manifestazioni, gli spettacoli e gli eventi di natura pubblica e privata per quanto riguarda sport, cultura e tempo libero, riunioni e assemblee dovrebbero sempre tenersi in videoconferenza. Per quanto riguarda la scuola, la didattica a distanza sarà adottata per tutte le ore di lezione delle scuole superiori e dell’Università, con singole eccezioni. Il servizio di trasporto pubblico rimarrà inalterato per ciò che concerne gli orari, ma la capacità dei mezzi non potrà superare il 50 percento dei posti disponibili, e gli stessi potranno essere utilizzati solamente per motivi di studio, di lavoro o per altre esigenze indifferibili. In tema di sport, saranno possibili le attività svolte all'aperto e in forma individuale, sospesi tutti gli sport che si svolgono al chiuso, gli sport di contatto e gli sport di squadra. Fanno eccezione gli allenamenti e le competizioni di atleti e squadre che partecipano a manifestazioni o tornei di livello nazionale e internazionale.
La Giunta provinciale, inoltre, ha elaborato una serie di consigli, in maniera particolare per quanto riguarda lo smart working che, dove possibile, dovrebbe essere applicato non solo nel pubblico impiego, ma anche nel settore privato, con l'obiettivo di ridurre al minimo i rischi di assembramento. 
 
LE REGIONI IN PREALLERTA – Nelle regioni più a rischio quindi si prevede un lockdown locale della durata minima di tre settimane: due più una terza per valutare se qualcosa è cambiato.
Se la situazione non migliora, scatta la proroga delle misure per altri sette giorni; in caso contrario la revoca delle restrizioni. Pronte a tornare all'occorrenza, in caso di un nuovo aumento dei contagi.
Fra le regioni attenzionate in tal senso al momento figurano anche Emilia Romagna (con un indice di contagio di 1,63), Friuli Venezia Giulia (1,5), Lazio (1,51), Liguria (1,54), Molise (1,86), Provincia di Trento (1,5), Puglia (1,65), Umbria (1,67) e Valle d’Aosta (1,89).
Il livello più basso è quello occupato dalle regioni che hanno un Rt tra 1,25 e 1,5 e che presentano un rischio molto alto non più gestibile con misure ordinarie, per cui sono valide le misure decise a livello nazionale ma possono entrare in campo ulteriori restrizioni a seconda dell'andamento dei casi.
A preoccupare è anche lo scenario fissato dagli esperti al 26 novembre, quando molte regioni potrebbero entrare in crisi dal punto di vista sanitario, con lo sfondamento della soglia del 30 percento dell'occupazione dei posti letto in terapia intensiva e/o del 40 percento negli ospedali. Sotto la lente in questo senso ci sono: Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli-Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Bolzano, Trento, Puglia, Sicilia, Umbria.
 
 
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