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Marcotti (Federbingo): ‘Cartelle cartacee da produrre in sala’

  • Scritto da Ca

All'open hearing di Adm, Marcotti (Federbingo) ricorda l'importanza delle gaming hall e di aumentarne l'attrattività garantendone la tenuta finanziaria.

“Qualsiasi novità per il Bingo sarà un bene visto che il gioco non si rinnova dal 2001. Più che togliere la cartella di carta per noi andrebbe prodotta in sala. Anche perché i giocatori sono affezionati al cancellare i numeri su un pezzo di carta. Tuttavia, se a livello finanziario le cose non cambieranno in questi mesi, al momento del lancio del nuovo gioco rischiamo di rimanere con un pugno di mosche in mano”.

Italo Marcotti, presidente di Federbingo, fa il punto sul settore nell’open hearing dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli sul nuovo modello di sviluppo del gioco, tenutosi oggi, 6 novembre.

Il nodo sembrano essere le cartelle: “Ripeto, per noi possono essere prodotte in sala e il modello giusto sembra essere un ibrido tra cartelle online e cartacee. Sulla tracciabilità con pagamento elettronico si possono implementare varie soluzioni come il Pos ai tavoli o sistemi hardware che stampino le cartelle. Ma ricordiamo che si tratta di un gioco d’aggregazione e anche un posto per vendere cartelle e produrre posti di lavoro. Non abbiamo problemi nel vendere le cartelle ma abbiamo necessità di essere più attrattivi e di aumentare i pagamenti online”, sottolinea ancora Marcotti.

E l’appello finale: “Abbiamo un documento pronto da presentare, redatto con le altre associazioni sulle novità da introdurre. L’Agenzia deve ricordare che il bingo è un grande punto vendita, 200 sale che sono gaming hall dove vendiamo l’intero pacchetto giochi Adm. Siamo direttamente concessionari e non intermediari, una filiera corta facile da controllare. Per questo rappresentiamo un presidio dello Stato a contrasto della criminalità, del gioco illegale e minorile. Collaboreremo per rendere il bingo più moderno ma se a livello finanziario le cose non cambiano qualsiasi novità non potrà vedere la luce perché non avremo più le sale”, conclude il presidente di Federbingo.
 
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