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Lega: 'Fiere asset strategico, 240 quelle saltate per Covid'

  • Scritto da Mr

Anche gioco e intrattenimento tra i settori di interesse fieristico, Enada 2020 in scena solo a Rimini tra settembre e ottobre: la Lega chiede contributi per il rilancio delle fiere.

"Nel corso del 2020 erano programmati 947 eventi fieristici – di cui 224 internazionali, 234 nazionali, 400 regionali/locali e 89 organizzati all’estero – rivolti principalmente ai settori: tessile (15 percento); sport, hobby, gioco, intrattenimento e arte (13 percento); food, bevande e ospitalità (11 percento); gioielli, orologi e accessori (7 percento); meccanica (6 percento); agricoltura, silvicoltura e zootecnia (6 percento).

A causa dell’emergenza sanitaria in corso, sono state rinviate o annullate numerose fiere. In particolare, nel periodo dal 23 febbraio al 31 luglio, 88 manifestazioni internazionali e 93 nazionali; poi il comparto ha provato a ripartire il 1° settembre 2020 con grandi investimenti, realizzando 43 manifestazioni internazionali e 69 nazionali, ma con l’entrata in vigore del decreto del presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020 sono state annullate di punto in bianco 13 manifestazioni internazionali e 46 nazionali che dovevano svolgersi tra la fine ottobre e la fine novembre".

Sono i numeri che alcuni deputati della Lega, nell'ambito della X commissione alla Camera portano all'attenzione del Governo, proponendo un atto parlamentare col quale impegnare l'esecutivo nazionale a prevedere risorse adeguate per il rilancio di un settore che lo stesso partito di Salvini definisce strategico, tirando addirittura in ballo la possibilità di inserirlo fra quelli di Golden power.

"È dimostrato - argomentano i deputati leghisti - che ogni evento fieristico determina un fattore moltiplicatore di 10-15, cioè ogni euro speso in queste realtà espositive ne porta altri 10-15, in termini di produzioni industriali ma anche e soprattutto per l’indotto. Chi partecipa ad una fiera, infatti, alloggia, pranza e cena in ristoranti del territorio, partecipa a esperienze turistiche, visita musei o beni culturali, diventa un testimonial del made in Italy nel mondo acquistando prodotti locali; senza contare gli eventi collaterali, come ad esempio i «fuori salone» che vengono organizzati in corrispondenza di un’esposizione, che nel caso di fiere internazionali sono un evento nell’evento che produce un ulteriore indotto".
 
"Considerato che il settore fieristico genera ogni anno un giro d’affari di 60/80 miliardi di euro veicolando quasi il 50 per cento dell’export made in Italy - sostengono dalla Lega - è impensabile ragionare su una strategia di ricostruzione e ripartenza dell’economia italiana senza riaprire le fiere e, nello specifico, senza iniziative mirate ed efficaci per riavviare l’attività dell’intera filiera; il Recovery Plan - aggiungono - rappresenta un’occasione importante per scongiurare il collasso del sistema ma per far questo occorre ricomprendere il settore fieristico in più linee progettuali, perché tali manifestazioni impattano l’economia italiana sotto diversi punti di vista".
 
"Il Governo - propongono - adotti iniziative per compensare nel minor tempo possibile i danni subiti dal settore fieristico per lo spostamento o l’annullamento delle manifestazioni programmate nel corso del 2020 e aumentare le risorse a fondo perduto all’intero comparto; e iniziative per ricomprendere il settore fieristico in alcune linee previste dalle proposte italiane per il Recovery Fund di più immediato intervento e utilità per l’intero comparto, tenendo conto che tra queste le aree che possono risultare strategiche per la filiera espositiva sono la digitalizzazione e l’innovazione, la transizione ecologica e la rivoluzione verde, le infrastrutture per la mobilità e la salute che ha incontrato un fondamentale alleato nel settore fieristico, ove nell’emergenza, le strutture espositive sono state sedi di ospedali, di centri medici per tamponi e per ricovero di persone e potrebbero essere attrezzate a questo scopo.
 
Vale la pena ricordare, a proposito di eventi fieristici, che Enada primavera, nel 2020 è riuscita ad avere luogo nel quartiere fieristico di Rimini solo tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre, non senza dubbi fino alla vigilia, proprio per la precaria situazione dettata dall'emergenza sanitaria.

 

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