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Nuovi codici Ateco, Servizio bilancio: 'Rilievi su contributo medio a imprese'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il Servizio bilancio del Senato analizza le disposizioni nel decreto Ristori Bis che inserisce nuovi codici Ateco.

 

Le norme dell'articolo 1 del decreto "Ristori bis", quello che include altri 20 codici Ateco (tra cui 920002 Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone) tra quelli ammessi a "ristoro" con il primo decreto Ristori, sono oggetto di analisi e di qualche rilievo da parte del Servizio bilancio del Senato, secondo il quale è evvettuare degli ulteriori approfondimenti sulal quantificazione del contributo medio.

In riferimento a tali disposizioni, i tecnici di Palazzo Madama premettono che "la metodologia adottata appare ispirata a criteri di prudenzialità (in particolare con riferimento ai soggetti che, pur avendone il diritto, non hanno presentato richiesta per il beneficio di cui all'articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020) e che la relazione tecnica di fatto afferma di aver considerato le risultanze già emerse in relazione ai precedenti, analoghi provvedimenti".

Tuttavia, "in relazione al comma 1, si osserva innanzitutto che la Rt non fornisce elementi di dettaglio inerenti alla suddivisione dei beneficiari nell'ambito dell'ormai consueta tripartizione adottata dalla Rt (precedenti beneficiari, potenziali precedenti beneficiari che si erano astenuti dal presentare domanda in relazione al decreto-legge n. 34 e nuovi beneficiari con fatturato superiore a 5 milioni di euro).
Comunque, mentre nel complesso appare realistico il numero stimato di imprese indicate (circa 75.000), un approfondimento sarebbe opportuno in ordine all'ammontare del contributo medio spettante alle imprese in questione, valutato in circa 3.400 euro (a fronte dei 5.200 euro circa stimati per le imprese già beneficiarie della medesima provvidenza in virtù dell'articolo 1 del decreto-legge n. 137). Tale importo, significativamente più modesto, potrebbe essere correlato a un minor fatturato medio dei nuovi venti settori oppure a un minor declino del fatturato medio rispetto a quello delle imprese precedentemente ristorate ovvero a una combinazione dei due fattori".

In ogni caso, si osserva nella nota di lettura, "un chiarimento appare opportuno al fine di verificare positivamente questa componente della quantificazione dell'onere del presente articolo".

 

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