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Legge Bilancio, Relazione tecnica: 'Canoni bingo, fra 2021 e 2023 entrate a + 35 milioni'

  • Scritto da Redazione

Secondo la Relazione tecnica sulla legge di Bilancio 2021, nei prossimi tre anni dagli interventi sul canone mensile di proroga delle concessioni bingo deriverebbero incrementi di entrata complessivi di circa 35 milioni di euro.

Nessun onere aggiuntivo rispetto alle ordinarie spese di funzionamento dell'Agenzia e incrementi di entrata complessivi di circa 35 milioni di euro, fra il 2021 e il 2023, derivanti dalla proroga delle concessioni per il bingo.

Li prevede la Relazione tecnica sulla nuova legge di Bilancio, di cui pubblichiamo integralmente gli approfondimenti in merito agli articoli su gioco e Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Cominciamo dall'articolo 205, intitolato "Disposizioni in materia di giochi".
La disposizione recata dal comma 1, si legge nella Relazione tecnica, "non comporta oneri aggiuntivi rispetto alle ordinarie spese di funzionamento dell'Agenzia, in quanto le attività previste verranno svolte con le risorse umane e materiali esistenti.
In relazione a quanto previsto al comma 1, considerando che attualmente sono operative 195 concessioni, ad invarianza di costo per il canone mensile di proroga delle concessioni, è possibile stimare dalla proroga una entrata, per l’anno 2021 pari a euro 13.162.500 (euro 7.500
x 9 mesi = euro 67.500 x 195 concessioni = euro 13.162.500), per l’anno 2022 pari a euro 17.550.000 (euro 7.500 x 12 mesi = euro 90.000 x 195 concessioni = euro 17.550.000) e per l’anno 2023 pari a euro 4.387.500 (euro 7.500 x 3 mesi = euro 22.500 x 195 concessioni = euro
4.387.500).
Dalla proposta normativa inserita nel comma 2 deriverebbe una minore entrata nel primo semestre del 2021 pari a euro 5.499.000, calcolata sottraendo all’importo del canone mensile relativo al primo semestre dell’anno pari a euro 8.775.000 (euro 7.500 x 6 mesi = 45.000 x 195
concessioni = 8.775.000) la somma di euro 3.276.000 quale totale delle entrate, per il citato semestre, calcolate avendo a riferimento la somma di 2.800 euro mensili (euro 2.800 x 6 mesi = 16.800 x 195 concessioni = euro 3.276.000).
Dalla proposta normativa inserita nel comma 3 deriverebbe un aumento delle entrate erariali per il secondo semestre del 2021 pari a euro1.833.000 (euro 5.499.000/18 rate mensili = euro 305.500 x 6 mesi = 1.833.000) e per il 2022 pari a euro 3.666.000 (euro 5.499.000/18 rate mensili = euro 305.500 x 12 mesi = 3.666.000).
Tanto premesso, dalla proposta normativa deriverebbero, in totale, i seguenti incrementi di entrata, distinti per anno: nel 2021, 9.496.500 euro; nel 2022, 21.216.000 euro; nel 2023, 4.387.500 euro.
 
 
Passiamo all'articolo 206, inerente la "Previsione della figura del vicedirettore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli".
La Relazione tecnica ricorda che al comma 1 la disposizione, nel modificare il comma 7 dell’articolo 23-quater del DL 95/2012, si limita a prevedere la facoltà di istituire, per l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, uno o più posti di vicedirettore, fino ad un massimo di tre solo nei casi in cui tale previsione sia effettivamente necessaria, in luogo dell’attuale obbligo. La norma, pertanto non determina nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
 
 
Sempre in tema di Adm, facciamo un piccolo salto indietro, all'articolo 203 sul "Whistleblowing".
Al comma 1, si legge nel testo, "la norma permette di applicare la normativa sul whistleblowing anche ai concessionari di Adm e alle imprese soggette a controllo e regolazione da parte di Adm.
La proposta non comporta maggiori oneri per la finanza pubblica".
 
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