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Distante: 'Gioco pronto a ripartire in zona bianca, bene parole Costa'

  • Scritto da Redazione

Il presidente Sapar, Domenico Distante, sottolinea come, in linea con le parole del sottosegretario Costa, il gioco sia pronto a ripartire in zona bianca.

 

Ancora dibattito sulle zone bianche di prossimo arrivo e sulla possibile riapertura del gioco. A tale proposito, il presidente Sapar Domenico Distante saluta con favore le dichiarazioni del sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, secondo il quale "in zona bianca riapre teoricamente tutto, compreso il Casinò di Sanremo che potrebbe eventualmente rimanere chiuso solo se il presidente della Regione, con una propria ordinanza, decidesse in senso restrittivo di slittare la riapertura di certe tipologie di attività”.

"Le parole del sottosegretario alla Salute Andrea Costa sono ovviamente gradite", afferma Distante, anche se "rimane la domanda del perché parli solo del Casinò di Sanremo e non di tutte le altre attività. Come se i lavoratori dei Casinò fossero privilegiati rispetto a tutti gli altri o come se nei casinò non ci fosse la stessa identica offerta di gioco che nel resto del paese".

Ma "derubricando a 'semplice dimenticanza0 la questione, in realtà quello che speravamo di sentire è che in zona bianca (e quindi non necessariamente dal primo luglio) potranno tornare operative tutte le attività di gioco legale, non solo i casinò. Noi siamo pronti dalla scorsa estate da quando i protocolli di sicurezza sono stati condivisi con ministero della Salute e Istituto Superiore della Sanità, per poi essere messi da parte non si sa per quale motivo per 10 mesi".

Le parole del sottosegretario "hanno finalmente chiarito tutti i dubbi interpretativi sulla questione. In zona bianca quindi gli italiani avranno l’alternativa legale al gioco visto che sino ad oggi lo Stato ha scelto di regalare 35 miliardi alla malavita. Da troppo tempo 5mila piccole e medie imprese aspettano una decisione sensata e i 150mila lavoratori del comparto, ormai allo stremo, non possono più essere vittime della demagogia della politica", conclude Distante che ritiene "evidente un accanimento ideologico contro il nostro comparto e questo non è tollerabile. Questi mesi di chiusura forzata, con ristori che non sono arrivati al 5 percento del fatturato hanno regalato a siti stranieri e alle bische clandestine il monopolio del gioco. Gli italiani non hanno mai smesso di giocare, semplicemente non hanno avuto modo di farlo in modo legale e sicuro. Noi e 150mila lavoratori siamo pronti a riprendere in mano la nostra vita".

 

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