Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
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Rapporto Censis: 'Regole nazionali gioco, sì dall'83,6% degli italiani'

  • Scritto da Ca

Nel Rapporto Lottomatica-Censis la ricercatrice Italia evidenzia importanza della regolamentazione del gioco legale per gli italiani e crescita di illegale in pandemia.

Roma -  “Analizziamo i risultati del lavoro Censis e Lottomatica. Il gioco legale è componente fisiologica della quotidianità e 19 milioni di italiani adulti hanno giocato legalmente, il 37,8 percento del totale. Qual è il valore sociale del gioco legale? Consente ogni giorno a milioni di persone di divertirsi in contesti regolati e trasparenti ed è l’argine più solido allo sviluppo del gioco illegale nelle mani della criminalità. Il settore ora è composto da 300 concessionari, 3200 imprese di gestione, 80mila punti vendita e 150.000 occupati. La filiera diretta fattura 14 miliardi di euro per 8271 imprese e 40mila addetti”.

Sono i numeri messi in fila dalla ricercatrice Anna Italia, alla presentazione del Rapporto Lottomatica-Censis sul gioco legale, oggi lunedì, 15 novembre, al Senato.
 
L’83,6 percento degli italiani sono convinti che lo Stato debba regolare il gioco legale e che questo rappresenti un’assicurazione contro l’illegalità. Per il 71,2 percento è fondamentale l’affidabilità del concessionario. Un due terzi della popolazione crede che il proibizionismo sia inutile per combattere l’illegalità. Lo Stato, però, deve sensibilizzare e informare sui rischi della dipendenza anche se ciascuno deve essere libero di decidere se giocare o meno. La patologia esiste e va affrontata attraverso la definizione scientifica e condivisa della stessa. Può aiutare anche lo sviluppo online essendo più tracciabile e può aiutare a individuare fenomeni di degenerazione. Fondamentale il lavoro del Sert, dell’Asl e del Sistema sanitario nazionale e del sistema sociale sul territorio”, puntualizza Italia.
 
Nel tracciare un quadro del gioco durante la pandemia di Covid e la messa in atto delle relative limitazioni alle attività economiche per il suo contenimento, la ricercatrice del Censis evidenzia che in tali mesi si sono scatenati due fenomeni: “la diminuzione del fatturato, che segna 22,9 miliardi per una spesa di 13 miliardi (meno 6,5 rispetto al 2019), con una perdita ingente per l’Erario. Nel 2020 il gioco illegale è salito a 18 miliardi dai 12 del 2019. Nel 2020 la quota del gioco online e arrivata al 55,7 percento, superando quello fisico. Dal 7,2 percento rilevato nel 2010, è arrivato al 32,9 percento nel 2019”.

I DATI COMPLETI DEL RAPPORTO

Il ruolo dello Stato e dei concessionari

Le opinioni degli italiani riflettono il valore sociale del gioco legale percepito dai cittadini: consentire che una forma di divertimento possa svolgersi in un contesto regolato, controllato e sicuro. Per questo è fondamentale la presenza di concessionari, autorizzati dallo Stato, affidabili e capaci, in grado di far funzionare il sistema del gioco legale: lo pensa il 71,2 percento.

L’83,6 percento degli italiani ritiene che lo Stato deve regolare e gestire il gioco legale a tutela del consumatore e della collettività. Per il 66,8 percento (è il 71,3 percento tra i laureati, il 73,4 percento degli alti redditi) il gioco legale è il vero argine contro quello illegale gestito dalla criminalità.

L’81,7 percento (l’83,6 percento tra i laureati, l’85,7 percento nel Nord Est) è convinto che sia compito dello Stato sensibilizzare e informare sui rischi di dipendenza dal gioco.

Dal Rapporto emerge, inoltre, che la scelta di giocare è trasversale ai gruppi sociali e territori, ma con qualche differenza: giocano gli alti redditi (42,9 percento) come quelli bassi (35,2 percento), gli adulti (45,4 percento) come i giovani (45,2 percento), ma un po’ meno gli anziani (18 percento), i residenti nel Sud e Isole (42,4 percento) come quelli nel Nord Ovest (36,6 percento), nel Nord Est (31,8 percento) e nel Centro (37,4 percento).

La lotta al gioco illegale per gli italiani non si fa con soluzioni proibizioniste: infatti, per il 59,8 percento (il 63,4 percento tra i laureati e il 63,8 percento tra i giovani) penalizzare eccessivamente il gioco legale farebbe lievitare il numero di giocatori illegali. È una minoranza del 28,9 percento a pensare che il divieto di giocare ridurrebbe il numero di giocatori, con vantaggi per la salute pubblica e la collettività.

Il valore economico del gioco legale

Il sistema del gioco legale è un settore economico che genera benefici come occupazione, reddito, valore aggiunto, gettito fiscale che finanzia la spesa pubblica. Sono 300 i concessionari autorizzati dallo Stato, 3200 le imprese di gestione che, per conto dei concessionari, si occupano del coordinamento del gioco pubblico sul territorio, 80mila i punti vendita tra bar, tabacchi, esercizi pubblici che consentono l’accesso ai cittadini ad uno o più tipologie di gioco legale, 150mila gli occupati diretti e indiretti nel settore. Nella filiera diretta, il gioco legale si compone di 8271 imprese, con circa 40mila addetti e un fatturato annuale di 14 miliardi di euro.

Effetto Covid-19: crollo del gioco su rete fisica, solo parzialmente compensato dal gioco online

Il settore del gioco è stato tra i più penalizzati dalle misure restrittive. Nel 2020 la raccolta complessiva è stata di 88,4 miliardi di euro, di cui 75,4 miliardi tornati ai giocatori nella forma di vincite (85,3 percento). Circa 13 miliardi di euro è la spesa effettiva sostenuta, distribuita tra erario (circa 7 miliardi di euro) e ricavi delle imprese (circa 6 miliardi di euro).

Il confronto con il 2019 rende evidente l’impatto dell’emergenza sanitaria: infatti, la raccolta complessiva segna -22,2 miliardi di euro (-20 percento reale), le vincite -15,7 miliardi di euro (-17,2 percento reale), l’erario -4,1 miliardi (-36,3 percento reale), i ricavi delle imprese del settore -2,3 miliardi di euro (-28,9 percento reale). Nel 2020 l'incremento del gioco a distanza per via della pandemia ha solo parzialmente compensato il crollo del gioco su rete fisica: l’online ha registrato una raccolta pari a 49,2 miliardi di euro, +12,8 miliardi circa di euro rispetto al 2019 (+35,3 percento), mentre il gioco su rete fisica si è fermato a 39,1 miliardi di euro (-35 miliardi di euro rispetto al 2019, -47,2 percento).

Illegalità

L’esperienza pandemica conferma il nesso tra la caduta del gioco legale e il decollo di quello illegale controllato dalla criminalità, che utilizza strumenti tecnologici e di frode. Se nel 2019 il valore del gioco illegale era stimato in circa 12 miliardi di euro, nel 2020 è salito a 18 miliardi (+50 percento) e nel 2021 rischia di andare oltre i 20 miliardi di euro.

Ulteriori segnali della crescita del gioco illegale vengono dalle operazioni di contrasto delle forze dell’ordine: tra inizio del 2020 e aprile 2021 ogni 3 giorni è stata scoperta una sala clandestina, 145 sono le inchieste condotte dalle forze dell’ordine, 1000 le persone denunciate (493 nel 2019).

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