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Marino: 'Gioco, servono nome uniformi e non stratificate'

  • Scritto da Ca

Il presidente della commissione di inchiesta sul gioco, Marino, evidenzia la necessità di superare la stratificazione normativa attuale.

 Roma - Il Rapporto Lottomatica Censis sul gioco legale è un rapporto "fondamentale che conferma anche dati che ho letto su altre inchieste e questo consola e rafforza alcuni concetti sul settore".

Lo afferma il presidente della commissione di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfuzioni del gioco legale, il senatore Mauro Maria Marino (Iv), che osserva come "il gioco aleatorio ha sempre avuto un legame con lo sviluppo della società. È considerato un fattore pre culturale delle società. C’è un rapporto con l’alea ma è controllato ed è basato sulla sfida. Il concetto di probabilità viene studiato proprio in relazione al gioco dei dadi tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo".

In questo contesto, "lo Stato deve creare gli strumenti per gestire un tema di enorme rilevanza sociale. Come diceva Sabino Cassese, il concessionario è un imprenditore legato allo Stato e che gestisce e controlla un determinato servizio di pubblica rilevanza".

Più in dettaglio, "dobbiamo regolare l’offerta a fronte di una domanda anelastica e l’unica risposta è quella della lotta senza confini al gioco illegale. Anche la nostra commissione vuole puntare sulla qualità della regolamentazione. La stratificazione normativa è una dei maggiori problemi per qualsiasi settore. E va uniformata a livello nazionale e locale".

Quanto alle proroghe delle concessioni, "esse non sono un vantaggio come si pensa se i concessionari non hanno la certezza del futuro. Da qui è nata l’esigenza di una commissione d’inchiesta, anche per adeguare le leggi all’evoluzione tecnologica. Fondamentale, ovviamente, la protezione dei più deboli. Sarà un lavoro senza pregiudizi e senza ira, come lavorano gli storici. Solo così potremmo fare un buon servizio per lo Stato".

 

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