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Cova (Pd): 'Ippica, rilancio con corse selezionate e impianti accoglienti'

  • Scritto da Sara Michelucci

Il deputato Paolo Cova (Pd) punta su un rilancio del settore ippico con corse selezionate e di pregio in strutture accoglienti.

 

La riforma ippica continua ad essere attesa dagli operatori del settore, che auspicano una serie di interventi in grado di dare certezza al loro lavoro. Il Milleproroghe ha prorogato il riassetto del settore ippico a diciotto mesi, invece di dodici.
Secondo il deputato Paolo Cova (Pd) “la cosa fondamentale è che vengano attuati al più presto i decreti attuativi di riforma, con la costituzione dell'organismo ippico, ovvero di un nuovo ente che dovrà gestire l'ippica. Poi ci saranno i bandi per gestire la governance del settore, e si potranno attuare concretamente i cambiamenti”.


Quanto contenuto nel Collegato Agricolo è a suo avviso utile per la riforma del settore?
“Non è utile, ma è necessario e obbligatorio. Senza il passaggio della delega non si può fare nulla. Mi auguro che a breve il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, che ora ha dovuto gestire l'impasse della decadenza del Governo Renzi, metta a punto questi decreti attuativi per la riforma. Un cambiamento che va condiviso da tutto il mondo ippico. Devono essere gli stessi attori ippici a farsi promotori del rinnovamento e riformarsi. Possiamo immaginare due soluzioni. Gli ippodromi devono offrire un bello spettacolo e devono essere un luogo accogliente. Bisogna avere gare e corse di qualità e di livello molto alto. Serve un investimento sulle corse, sul sistema degli allevatori, che devono creare dei campioni, sulla selezione genetica, su un sistema di allenamento più adeguato per fantini e cavalli. La struttura, poi, dove va in scena lo spettacolo delle corse, deve essere all'altezza, dando la possibilità agli spettatori di partecipare in modo piacevole. Penso che queste siano le fondamenta. A fronte, però, di una entrata maggiore dalle scommesse. Devono esserci una onestà, una trasparenza e una serietà del gioco sui cavalli, affinché il tutto torni realmente appetibile”.

Quindi una riforma delle scommesse ippiche a suo avviso sarebbe auspicabile per riportare gente negli ippodromi?
“Se non viene fatto il resto, non serve a nulla. Prima occorrono attori e protagonisti che facciano un bello spettacolo in una struttura adeguata. È sotto gli occhi di tutti come le scommesse sull'ippica siano andate scemando, proprio perché non c'era più interesse verso un prodotto sempre meno appetibile”.

L'Anci, a suo avviso, dovrebbe essere coinvolto nel rilancio degli ippodromi, dato che la maggior parte sono comunali?
“È chiaro che alcuni ippodromi sono comunali e in questo caso gli enti hanno un interesse, ma la gestione è di società private. Non vedrei un coinvolgimento diretto dei Comuni, dato che l'amministrazione è esterna. Il rilancio di uno spirito imprenditoriale nel settore è fondamentale, basta guardare alle società di allevamento che devono gestire tutta una serie di cose affinché i cavalli rendano al meglio. Una buona e corretta gestione del prodotto corse deve essere centrale”.

Paragonare l'ippica al Coni e quindi allo sport a suo avviso è una strada da seguire?
“Secondo me le condizioni sono quasi simili, per cui il nuovo ente che dovrà gestire l'ippica dovrà avere una gestione simile al Coni, anche perché entrambi ricevono finanziamenti pubblici o hanno delle concessioni pubbliche”.

Sulla classificazione degli ippodromi cosa si può migliorare?
“Il mio auspicio più grosso è che ci si fermi un attimo, si metta in atto la riforma, si formi l'organismo ippico e poi si stabiliscano dei criteri per gli ippodromi, che però non devono essere stringenti come adesso”.

Qual è la ricetta per dare maggiori certezze agli operatori ippici?
“Credo che in questo momento serva innovazione, non guardare indietro e non pensare di andare avanti come si è fatto in questi anni. Bisogna trovare nuovi percorsi e offrire agli spettatori novità vere e un prodotto di qualità. Penso che gli operatori debbano guardare a questa svolta”.
 
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