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Ippica, le società di corse diffidano il ministro Centinaio a riformulare il contratto 2018

  • Scritto da Roberta Falasca

Le società di corse chiedono risposte al ministero delle Politiche agricole in merito al futuro dell'ippica, invitano a formalizzare il rapporto in essere per l’anno 2018 e a pagare gli arretrati.

 

Le società di corse di ippica tornano all'attacco e diffidano il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, ad avere risposte in merito al futuro dell'ippica, oltre a invitarlo a formalizzare il rapporto in essere per l’anno 2018, con i medesimi atti e criteri generali di erogazione applicati nel 2017 (art.2 D.M. n. 66046/18) e senza attendere l’approvazione da parte degli Organi di controllo di altri atti (riclassificazione degli ippodromi) non attinenti al rapporto economico con le società di corse. Inoltre, come si legge nella lettera inviata al Mipaaft "le società chiedono al ministro di riconoscere loro la congrua remunerazione per le prestazioni già fornite, a provvedere all’immediato pagamento di quanto dovuto e delle spettanze arretrate, secondo norma e sulla base degli stessi criteri di assegnazione delle risorse utilizzato per l’anno 2017".

"Abbiamo più volte richiamato l'attenzione del ministero delle Politiche Agricole che si occupa del settore ippica - scrivono in una nota congiunta le società di corse (Ippodromo di Alfea, Hippogroup Cesenate Spa, Hippogroup Torinese Spa, Hippogroup Roma Capannelle Srl, Ippodromi Meridionali Srl, Ippodromi Partenopei Srl, Ippomed Srl, Nordest Ippodromi SpA, Snaitech SpA, San Felice Srl, Sifj SpA, Sistema Cavallo Srl, Società Varesina Incremento Corse Cavalli Srl, Valentina Srl, Samac snc) - per illustrare la situazione di grave stato di crisi nella quale versano le nostre società, a causa della mancata definizione del nuovo rapporto contrattuale per l’anno 2018, e a questo riguardo, abbiamo richiesto sempre al ministero, in più occasioni, quanto meno di prorogare l’accordo in essere per l’anno 2017 e di provvedere al regolare pagamento, a nostro favore, delle prestazioni previste, a norma dell’art. 2 del D.Lgs. n. 449/99, per lo svolgimento dell’attività di organizzazione di corse presso i vari ippodromi. Qualora le nostre richieste non siano prese in considerazione, il ministero sarà chiamato a rispondere, quale unico e solo responsabile, di tutti i danni economico-patrimoniali e non, subiti e subendi dalle scriventi società di corse, oltre all’eventuale danno erariale derivante da un fermo delle attività ippiche. Dove la situazione d’insostenibilità dovesse ulteriormente protrarsi, invitiamo il ministero a non programmare ulteriore attività ippica".

"In assenza di un’immediata convocazione per la sottoscrizione dell’accordo - spiegano le società - potremmo, già nell’immediato futuro, non garantire le nostre prestazioni di servizi in favore di questo ministero. Nell’attesa che il ministero provvedesse al decreto relativo alla regolazione dei rapporti contrattuali ed economici per l’anno in corso - continuano le società - al fine di evitare l’eventuale esclusione dei propri impianti dalla programmazione e classificazione nazionale con i conseguenti ed ulteriori danni economici di rilevantissima entità, abbiamo protratto la prestazione dei medesimi servizi in favore del Mipaaft, secondo il calendario di corse che, mensilmente, il ministero ha continuato a predisporre".

I RITARDI DEL MINISTERO - "A dispetto delle rassicurazioni e degli impegni di pronta soluzione assunti dal Mipaaft nei numerosi incontri istituzionali che si sono succeduti - aggiungono - sono inutilmente trascorsi ben nove mesi e, a fronte degli impegni finanziari e dei costi di esercizio e di gestione che dobbiamo anticipare e sostenere per la regolare prestazione dei servizi - parlano ancora le società - ad oggi, il ministero, nonostante le vigenti disposizioni del D.M. 66046 del 21/09/2018, non ha adottato alcun atto e/o provvedimento prodromico al pagamento, secondo le previsioni dell’art.2, in nostro favore, delle spettanze dovute per i servizi pur ricevuti ed accettati".

In considerazione della situazione di dipendenza economica in cui le scriventi società di corse sono costrette ad operare, avendo per legge il Mipaaf competenza esclusiva nell’organizzazione delle corse ippiche, ed essendo quindi lo stesso ministero monocliente delle società stesse, "il complessivo comportamento tenuto, e gravemente protratto, dal medesimo ministero - spiegano agli operatori del settore - continua a causare ingentissimi danni economici. Tenuto conto che tutte le società di corse italiane, dall’inizio dell’anno 2018, stanno scrupolosamente svolgendo tutta l’attività volta a garantire il regolare svolgimento delle corse e degli allenamenti secondo il calendario assegnato dal Mipaaft, e ciò esclusivamente in base al principio del legittimo affidamento stante l’assenza del rapporto contrattuale, a ciò, va aggiunto, che molte di queste società come noto tenute per legge a verificare la sussistenza dei presupposti di salvaguardia del patrimonio aziendale e del capitale sociale, nell’esercizio 2018 si trovano nelle condizioni di subire perdite di bilancio superiori al terzo del capitale sociale, dal momento che non possono essere contabilizzati e registrati ricavi potenziali in assenza di un regolare contratto con l’amministrazione".
 
"La situazione di insostenibilità è resa ancor più grave dal fatto che  - si legge ancora nella nota - nel corso degli ultimi 5 anni gli stanziamenti complessivi per le società di corse hanno subito tagli di oltre il 76 per cento, comportando agli operatori del settore ingenti perdite economiche che il ministero ha potuto verificare documentalmente sulla base delle rendicontazioni (obbligatorie) per l’esercizio 2016, dalle quali risultano comprovate perdite di bilancio per complessivi 8 milioni di euro circa su uno stanziamento di circa 46 milioni (pari a circa il 17 per cento dello stanziamento)".

 

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