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Ippodromo Capannelle, operatori chiedono certezze al Comune

  • Scritto da Fm

I rappresentanti di Federippodromi e Siag chiedono certezze al Comune di Roma sulla riapertura dell'ippodromo di Capannelle.

"Ho contattato Elio Pautasso per sapere se Hippogroup avesse ricevuto il verbale sottoscritto e protocollato avente ad oggetto quanto stabilito tra le parti nell’incontro tenutosi il 31 gennaio 2019 (il tavolo tecnico fra gestore e Comune di Roma, Ndr), e mi ha riferito che fino alle ore 20.45 di ieri, 8 febbraio, non è stata ricevuta alcuna mail nè ordinaria nè certificata dal Comune di Roma, parimenti lo studio legale che li rappresenta non ha ricevuto nulla.
Qualora si fosse trattato di un problema tecnico e la mail dovesse giungere lunedì valuteremo il suo contenuto e le conseguenti azioni da intraprendere".

 

È il colonnello Giuseppe Satalia di Federippodromi a dare aggiornamenti sulla mancata formalizzazione degli impegni presi dall'ammnistrazione capitolina per la riapertura dell'ippodromo di Capannelle. 
Situazione di stallo che ha portato Satalia ad annunciare una manifestazione di protesta per il 13 febbraio, a Roma, in piazza del Campidoglio, davanti alla sede del Comune. 
 

Sul tema interviene anche Roberto Faticoni, segretario del Siag - Sindacato italiano allenatori guidatori, con un commento alla decisione della società pisana Alfea di scendere in campo in difesa di Capannelle e a quella di Hippogroup torinese di non avviare le corse a Vinovo previste per il 15 febbraio, di fronte alle mancate certezze sulle politiche del Mipaaft per il rilancio del settore.
"Siamo molto felici che Alfea sia di supporto a Capannelle e che speri che l''ippodromo riapra. Certamente, non siamo felici che Hippogroup Torinese abbia pensato di chiudere Vinovo mettendo in difficoltà gli operatori con un calendario annuale come era richiesto da tutti, con i gran premi già assegnati e non capiamo la situazione perché non vogliamo entrare nel merito.
Però, il problema è che sempre, costantemente, gli ippodromi fanno il bello e il cattivo tempo, a scapito degli operatori e della filiera produttiva. Si spera che anche Torino apra e che quelle giornate non vengano perse ma ridistribuite nelle varie aree geografiche. Chiunque può pensare la propria attività ma non può pensare di partire quando vuole e quando non vuole perché così si distrugge il sistema".
 
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