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Ippodromo Sassari, Pala: 'Gara a vuoto, ora accordo con il Comune'

  • Scritto da Fm

Peppino Pala, presidente della Società ippica sassarese, chiede incontro con il Comune dopo che la seconda gara per la gestione dell'ippodromo è andata deserta.

Mentre Palermo e Livorno tornano a sperare nella riapertura, un nuovo ippodromo “rischia” la crisi, o almeno un lungo contenzioso nei tribunali amministrativi.

È quello di Sassari, dove è appena andata deserta – per la seconda volta – il bando di gara indetto dal Comune per la gestione.

A raccontare la vicenda a Gioconews.it è Peppino Pala, presidente della Società ippica sassarese che dal 1988 ha in mano ufficialmente le chiavi dell'impianto.

 

CEDUTO DALLA REGIONE PER MILLE LIRE - “La nostra società non poteva partecipare al bando, visto che ha in concessione l'ippodromo con atto pubblico, dopo che l'ex proprietario l'ha ceduto alla Regione Sardegna, che a sua volta l'ha dato al Comune di Sassari per il prezzo simbolico di mille lire, con una delibera (firmata il 9 febbraio 1988 ) in cui dava come condizioni essenziali l'impegno a non modificare la destinazione d'uso (a suo tempo l'amministrazione aveva espropriato 5 ettari per farci delle case per le cooperative), ad abbellirlo, a mettere alberi, e a mantenere la gestione in capo alla Società ippica sassarese che di fatto lo aveva realizzato”, ricorda Pala, sottolineando che il Comune tra il 1988 e il 1995 ha continuato a trovare scuse per non accettare tali condizioni finendo poi con l'accettare.
 
IL RICORSO AL TAR - “In quegli anni il Comune non l'ha mai preso in carico, l'ha gestito la Società ippica sassarese e negli anni seguenti ci sono sempre stati buoni rapporti. Un giorno però ci hanno convocato, sottolineando che la concessione così come formulata dalla Regione non aveva scadenza e che ciò non era lecito.
Io ho suggerito di scrivere alla Regione e di proporre la modifica dell'atto del 1988, inserendo appunto una scadenza, concordandola. Il Comune non si è più mosso fino al 2012, quando ci ha mandato una comunicazione, ha proposto delle condizioni per la gestione ed abbiamo sottoscritto un accordo per fruirne al meglio.
Ma l'amministrazione ha inteso questo come una chiusura della concessione motu propriu e ha applicato questa sua visione, che noi abbiamo contestato. Quindi è stato fatto un primo bando nel 2017, la Regione non ha cancellato l'atto del 1988, noi abbiamo fatto ricorso al Tar della Sardegna per tutelare i nostri diritti, il bando è andato deserto e quindi Tar non si è pronunciato per 'cessata materia del contendere'.
Intanto noi abbiamo fatto degli investimenti, per centinaia di migliaia di euro, tutti autorizzati, come la sistemazione del tetto della tribuna visto che il Comune non era in grado di affidarne la sistemazione con un progetto organico, e che si rischiava l'inagibilità e di conseguenza il blocco delle corse”, puntualizza il presidente della Società ippica sassarese.
 
 
UN TAVOLO CON IL COMUNE - “Secondo la legge il Comune poteva proporre un nuovo bando di gestione, con delle piccole modifiche, ma la gara è andata di nuovo deserta.
Se avessimo partecipato saremmo andati contro il nostro diritto acquisito.
La legge dice che ora il Comune potrebbe avviare una trattativa diretta, quindi credo che debba interpellarci. Non ci resta che aspettare, visto che è stato da poco eletto un nuovo sindaco e che si sta ancora formando la Giunta. Mi auguro che ci convochino al più presto. Se così non sarà, se non ci sarà un accordo, ognuno cercherà di tutelarsi nei modi opportuni. Il Comune ha il dovere, con il buon senso, di mettere idee e programmi sul tavolo, noi ne abbiamo, nonostante ci siano problemi da sistemare, anche a livello ministeriale”, afferma ancora Pala.
 
 
"DECRETO IPPODROMI, FARE PRESTO" - Il presidente della Società ippica sassarese quindi ne approfitta per chiedere al ministero delle Politiche agricole di fare presto con la pubblicazione del decreto per gli ippodromi, annunciato qualche giorno fa, e con il riordino del settore. “Il Mipaaft a parole dice molte cose ma a fatti siamo tutti fermi. È possibile arrivare a oltre metà anno e non riuscire a preparare uno straccio di contratto? Chi corre come fa? Se dovesse succedere qualcosa a un fantino, come ne usciamo? Gli ippodromi stanno facendo svolgere le corse sotto la propria responsabilità. Perché rimandare? Basterebbe applicare quello del 2018 e dare un quadro di certezze.
Gestire la società di corse presuppone una marea di adempimenti quotidiani, autorizzazioni, permessi, rinnovo di patenti: siamo fermi a 10 anni fa, la burocrazia si è inserita ovunque e blocca tutto. A parte i costi che aumentano, ad esempio abbiamo un canale tv che è in regime di proroga, e siamo l'unico settore che non incassa dalla pubblicità che trasmette, ma paga.
Altro nodo è l'accredito dei premi alle scuderie, che ora passa dai ministeri delle Politiche agricole e di Economia e finanze: per incassare, prima dobbiamo aspettare che il Mipaaft mandi i resoconti al Mef, e poi con comodo ci vengono accreditate le somme, ma senza pezze giustificative.
Fino a qualche tempo fa queste competenze le avevano gli ippodromi, mandavamo alle scuderie l'estratto conto con tutti i dati aggiornati e gli importi finali da accreditare alle scuderie che sapevano quanto ricevevano. Non si potrebbe tornare a questo?”.
 
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