Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
Log in

Ippodromi, gli operatori: 'Usare altri parametri per sovvenzioni'

  • Scritto da Fm

Dopo la pubblicazione del decreto direttoriale sugli ippodromi, gli operatori chiedono altri parametri per definire l'ammontare delle sovvenzioni.

Un totale di 18,425 per gli ippodromi del galoppo e di 27,63 milioni per quelli del trotto. A fare la parte del leone Milano e Roma, nel primo caso, con uno stanziamento di 3,51 milioni, e Napoli nel secondo (con 2,57) e ancora Roma (con 2,18).
Sono le somme stanziate dal ministero delle Politiche agricole con il decreto direttoriale sulle sovvenzioni degli ippodromi per il 2018 che è possibile consultare nel dettaglio al link (galoppo) e al link (trotto).

Gioconews ha raccolto i commenti di alcuni dei principali rappresentanti del settore.


PAUTASSO (FEDERIPPODROMI): "USARE ALTRI PARAMETRI" - Cominciamo da Elio Pautasso, presidente di Federippodromi. "Finalmente il decreto è arrivato, ed è un passo in avanti per normalizzare il flusso finanziario per gli ippodromi.
Rispetta il decreto firmato dal ministro Centinaio in precedenza, ma penso che vadano utilizzati altri parametri per completare la remunerazione degli impianti, specie di quelli più grandi: il principale è la presenza del centro di allenamento, poi va considerato il gioco sul campo, un indice importante per le società di corse".


MAZZARELLA (UNI): "ORA ASPETTIAMO L'ACCONTO" - Per Concetto Mazzarella dell'Uni è "positivo che la Corte dei conti abbia registrato il decreto, e che quindi si sia riusciti ad avere un contratto a fine luglio sperando di prendere almeno un acconto dopo le ferie". Ma non "condividiamo i criteri di remunerazione degli ippodromi, basati su dati degli anni precedenti, senza tenere conto della presenza dei cavalli all'interno degli ippodromi e dei centri di allenamento", puntualizza Mazzarella, "ma non eravamo in linea neppure con gli atti precedenti, quindi, considerando che questi sono l'applicazione di quelli non c'è nulla di cui meravigliarsi".
 
D'ALESIO (COORDINAMENTO IPPODROMI): 'SI GIUNGA A NUOVO SISTEMA FINANZIAMENTI) - Da parte sua, il presidente del Coordinamento Ippodromi, Attilio D'Alesio, prende atto che "sono finalmente arrivati agli ippodromi i contratti per i finanziamenti del corrente anno e non ci resta che aspettarne i futuri sviluppi sperando di incassare molto presto i corrispettivi per i servizi forniti. Il decreto direttoriale registrato l’8 Luglio dalla Corte dei Conti - osserva - dà piena attuazione ai 'parametri' stabiliti dal precedente decreto del Ministro Centinaio finalizzato a determinare le sovvenzioni per ogni singolo ippodromo". Come Coordinamento Ippodromi, "ne prendiamo atto e ci auguriamo di poter presto incontrare il ministro e giungere a una nuova e condivisa classificazione degli ippodromi e a un nuovo sistema di finanziamento".
 
D'ANGELO (AGNANO): "STABILIZZARE PAGAMENTI"- Ambivalente anche la posizione assunta da Pierluigi D'Angelo, presidente di Ippodromi partenopei, gestore dell'impianto di Agnano: "Al momento non possiamo emettere fattura, visto che il provvedimento deve andare ancora in Ragioneria e poi tornare indietro, con l'approvazione dell'ente contabile. Allo stato attuale non siamo ancora in grado di incassare il dovuto, aspettiamo il completamento dell'iter e augurarci che non ci siano altre novità.
È chiaro che per noi questo è un passaggio importante, che ci dà speraza, perché mette un punto su prosieguo dell'annualità.
Vorremmo che si applicasse agli impianti la stessa dinamica che c'è per i pagamenti degli allevatori, che si stanno stabilizzando sui 90 giorni; va fatto un ulteriore sforzo.
Apprezziamo comunque la buona volontà e l'impegno del ministero. La situazione presente non è imputabile a questa amministrazione, ovviamente. Ci è stato detto che il 2019 era un anno di transizione, che poi ci sarebbero stati interventi strutturali, quindi noi siamo fiduciosi".
D'Angelo poi sposta la lente sull'ippodromo di Agnano: "Per quanto riguarda gli stanziamenti per Napoli trotto, ne siamo contenti ma sono commisurati al fatto che è l'unico impianto che è rimasto dove è sempre stato, non è una sopresa che abbia ricevuto il corrispettivo che ha avuto, visto che è l'unico in Italia ad avere un centro di allenamento interno sia per il trotto sia per il galoppo, con 500-600 cavalli. La spesa per la struttura quindi è di gran lunga superiore a quella per gli altri impianti. Quanto ci è stato assegnato è il 'minimo sindacale': se si sommano le cifre stanziate per Milano e Roma per trotto e galoppo, si vede che Napoli sta al di sotto di tali numeri per il 25 percento.
Quest'anno i proprietari del trotto ad Agnano hanno perso 1,5 milioni. Ciò è il frutto della della ridistribuzione delle risorse a livello nazionale, sottraendole anche a Napoli. Ora stiamo a vedere i benefici di questo riequilibrio; dovrebbe essere una spinta a migliorare, invece allo stato attuale si assiste ancora ad una guerra fra fazioni, nella quale anche chi deve governare fa fatica a ragionare, riscontrando una disarmonia di fondo. A causa di questo si trova la scusa per dire che non si può fare nulla, una giustificazione che crea più difficoltà a chi deve fare interventi strutturali".
 
 

HORSE ANGELS:"DOPING,ESCLUDERE UOMINI, NON I CAVALLI" - Il Mipaaft ha infine comunicato i benefici pubblici che riceveranno, tramite sovvenzione, gli ippodromi italiani secondo la nuova ripartizione.
Nel galoppo, in testa Milano e Roma, davanti a Pisa. Nel trotto, in testa Napoli davanti a Roma e Bologna.
Come sempre, il benessere e la tutela della vita dei cavalli non hanno fatto parte dei criteri di spartizione del bottino pubblico", evidenzia Roberta Ravello di Lrpt Horse Angels, sindacato per i cavalli e per le persone che i cavalli che li amano veramente (così si definiscono, Ndr).
"Si attende forse ancora la riforma delle scommesse. Bottino rimanente per i cavalli = zero assoluto.
Non è previsto che una quota delle scommesse sia destinata alla salute e benessere del cavallo, tramite riabilitazione degli infortunati e ricollocamento dei fine carriera agonistica.
Il riparto per l'antidoping a Unire Lab era già stato deciso qualche tempo fa. Non che
l'antidoping nel lungo periodo salvi i cavalli. Va detto che quando ottengono la punizione massima, loro che sono innocenti, tipo due anni di esclusione dal circuito, possono già dirsi spacciati", prosegue Ravello, che lancia la sua proposta: "Escludiamo per due anni l'umano, e mettiamogli a carico come sanzione pecuniaria la riabilitazione e il ricollocamento del cavallo, forse così imparerà a non dopare.
Inoltre, o importanza. È solo questione di una lenta agonia di decrescita infelice".
 
Share

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.