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Benessere dei cavalli, Celin a D'Alesio: 'Serve un dibattito pubblico'

  • Scritto da Redazione

Sergio Celin (Comitato contro il doping e macellazione dei cavalli) invita Attilio D'Alesio (Coordinamento ippodromi) ad un dibattito pubblico sul benessere dei cavalli.

 

Sembra non avere fine la "polemica a distanza" fra Sergio Celin, portavoce del Comitato contro il doping e macellazione dei cavalli, e Attilio D'Alesio, presidente del Coordinamento ippodromi, nata a proposito della gestione dell'ippodromo Breda di Padova da parte del Gruppo Paolo Coppiello ma poi sconfinata in una discussione generale sulla tutela del benessere degli animali.

Dopo l'ultima replica di D'Alesio, arriva una nuova risposta di Celin, con la speranza che segni la conclusione dello scontro, e magari l'avvio di un confronto, con un produttivo "faccia a faccia".


"Chiedo ad Attilio D'Alesio: cosa intende per benessere dei cavalli da corsa?
Come mai i cavalli da corsa continuano a morire in gran numero negli ippodromi? Non é che a volte dipenda dalla scarsa manutenzione della pista di gara da parte di coloro che gestiscono l'ippodromo? Oppure per controlli carenti sotto il profilo medico/veterinario?", domanda Celin, che poi prosegue: "Come mai la piaga del doping è sempre più dilagante negli ippodromi?
Come mai a volte viene a mancare addirittura l'acqua negli ippodromi? O quando piove si allagano i box dei cavalli?
Come mai le scuderie a volte si trasformano in autentiche 'farmacie', imbottite come sono di farmaci di vario tipo?
Come mai, a parte gli ippodromi di Taranto, Varese e Napoli (e solamente grazie allo sforzo economico ed alla sensibilità dei singoli proprietari o gestori, e non certamente per la 'volontà' espressa dagli ippodromi o dal Mipaaf!), non esistono all'interno delle scuderie apposite cliniche attrezzate di pronto soccorso ai cavalli feriti in pista?
Come mai all'interno delle scuderie degli ippodromi si notano dei 'personaggi' che i cavalli dovrebbero vederli solamente in cartolina?
Come mai non viene a visitare oggi l'ippodromo Breda di Padova, invece di vivere dei ricordi del suo passato?
L'aspetto più che volentieri (sempre che lei gradisca la mia presenza...) e così l'accompagno per una 'salutare' passeggiata tra le scuderie a guardare negli occhi i nostri adorati cavalli!".
 
Per poi concludere: "Gentilissimo Signor D'Alesio, non mi dilungo oltre, perché la lista dei problemi da risolvere per i cavalli sarebbe interminabile e sono ad invitarla ad un dibattito pubblico (in un luogo di sua scelta), dove ognuno di noi esprimerà il suo punto di vista, di cosa si intenda per 'benessere' dei cavalli, dal momento che il suo mi sfugge del tutto!".
 
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