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L'ippica protesta: 'Settore invisibile, Governo consenta riavvio corse'

  • Scritto da Fm

Dopo il Mipaaf, anche gli ippici chiedono al Governo la ripresa delle corse, con manifestazioni di protesta e avviando le procedure tecniche per l'organizzazione dei convegni fin da questa settimana.


Caos ed incertezza. Sono loro a dominare il mondo dell'ippica, ancora immerso nella snervante attesa di una data in cui riprendere le corse dopo il fermo di oltre due mesi scaturito dall'emergenza Covid-19.
Il tutto nonostante gli appelli, al momento senza risposta, lanciati dai vertici del ministero delle Politiche agricole - dal sottosegretario Giuseppe L'Abbate e dal ministro Teresa Bellanova - all'indirizzo del premier Giuseppe Conte e del ministro della Salute Roberto Speranza, per ottenere l'agognato via libera.

Un silenzio che ha provocato l'intervento di diversi esponenti politici. A cominciare dal vice presidente della Camera e deputato di Fratelli d'Italia Fabio Rampelli: "Tra i tanti settori invisibili agli occhi del Governo vi è anche quello dell'ippica, di cui non c'è traccia nemmeno nell'ultimo Dpcm. Parliamo di un settore produttivo a tutto tondo oggi in pericolo, dal segmento agricolo a quello sportivo: allevatori, maniscalchi, allenatori e veterinari, insieme alla tutela del benessere dei cavalli. È a rischio, infatti, anche la gestione degli ippodromi che si occupano sia dell'allenamento che dell'ospitalità degli animali, e che in questi due mesi e mezzo sono rimasti aperti come sede per la cura dei cavalli. Un'intera filiera bloccata, dove anche la ripresa delle corse - che rappresentano l'unico strumento di reddito per gli allevatori e gli operatori del settore - non conosce ancora una data certa, nonostante le attività siano svolte all'aria aperta e sarebbe possibile effettuare le corse con regole di distanziamento in tribuna o al limite a porte chiuse. Il Governo batta un colpo e dia risposte anche al mondo dell'ippica".

Restando nella stessa area politica, gli fanno eco Fabrizio Ghera, capogruppo alla Regione Lazio, e Alessandro Cochi responsabile dipartimento Sport FdI. “L’ippica è in pericolo. Il settore del trotto e del galoppo sono stati completamente dimenticati dal Governo Pd e 5 Stelle. Un settore che porta occupazione e produttività ma che è stato ingiustificatamente tagliato fuori dai Dpcm firmati da Conte. Così come non si ha contezza sulla riapertura delle corse. Un comparto a rischio, per il settore agricolo e per quello sportivo. Nel frattempo, negli ippodromi ci sono migliaia di cavalli nutriti e allenati tutti i giorni e se non ci sarà almeno nel medio termine una ripartenza il danno per tutta la filiera sarà enorme”.
 

Dal settore si leva la voce di Ippica nuova, associazione di filiera del trotto italiano, che interviene in merito alle tante voci circolate sulla possibile ripresa delle corse già da venerdì 22 maggio. "Un'ipotesi tecnicamente impossibile, se solo si esaminano tutte le attività da svolgere sia a livello ministeriale che locale - ippodromi - per arrivare alla dichiarazione dei partenti), la realtà è che il ministro Bellanova ha de facto preferito girare al ministro Speranza ed al presidente Conte la decisione sulla ripartenza.
A quanto risulta ci sono state interlocuzioni tra le strutture dei Ministeri ma non risulta essere ancora arrivata nessuna luce verde.
Auguriamoci che gli approcci che mirano ad individuare una possibile soluzione proseguano nei giorni prossimi e portino in tempi brevissimi al risultato da tutti desiderato; al momento però purtroppo dobbiamo riscontrare che non ci sono atti ufficiali.
Per quanto riguarda le iniziative da parte di alcuni ippodromi di raccogliere le iscrizioni alle corse, nella totale assenza di una ufficializzazione preliminare da parte del Mipaaf non possono che essere considerate prive di validità e da valutarsi come una 'provocazione' per spingere il responsabile politico del ministero a dare il via libera.
So che qualcuno, poco al corrente di come funziona la macchina delllo Stato, in un post sui social ha deriso la lettera che abbiamo scritto come Associazione al ministro Speranza, informando preliminarmente il suo staff, ritenendola erroneamente indirizzata. Mi spiace contraddirlo, oggi le difficoltà (anche per aver proposto nelle settimane passate la ripartenza delle corse ippiche come uno 'sport' invece che come parte integrante della filiera economica dell’ippica) vengono proprio dall’esterno del Mipaaf e si rischia di essere accumunati ad altre manifestazioni ed eventi la cui data di ripartenza è lontana nel tempo.
Credo che in questo momento più che mai sia necessaria da parte di tutti una grande serietà e dare poco spazio ai protagonismo ed alle voci di corridoio, per concentrare gli sforzi di tutti gli operatori del settore e degli appassionati sull’importantissimo obiettivo della ripresa delle corse e garantire il massimo sostegno a chi davvero lavora per il bene della nostra ippica".
 

Restando nel settore, c'è chi esprime posizioni più battagliere, come ad esempio Antonio Somma, allevatore e membro del Comitato di crisi ippica Covid-19 che lancia una serie di manifestazioni di protesta in varie città italiane. "Un'altra giornata è passata e siamo sempre più invisibili fra poco scompariremo (forse è l'interesse di qualcuno, vedi emendamenti bocciati). Il ministro competente scrive da capo dell'opposizione, i burocrati del Mipaaf sbagliano a scrivere i contratti con gli ippodromi (solo tre volte) nonché i protocolli. Il sottosegretario delegato è molto bravo a fare post inutili e il comparto continua a subire. Troppe cose strane".
Al momento, sono confermate manifestazioni a Milano, Napoli, Pisa, Siena, Sassari, Bologna e Palermo (giovedì 21 maggio dalle 11 alle 13) e a Roma (venerdì 22, nello stesso orario).
Per la prossima settimana, casomai non la situazione non si sblocchi, sono previste "azioni più incisive".
 
 
Infine, sul versante dei gestori degli impianti, la società Ippodromi Partenopei comunica di aver "avviato le procedure tecniche propedeutiche all'organizzazione della giornata di corse in calendario il giorno 22 maggio.
Anche in considerazione del comunicato stampa del ministro Bellanova che ritiene urgente l'avvio delle corse dal giorno 22 maggio, si chiede all'Amministrazione in indirizzo l'autorizzazione a procedere nella giornata del 20 maggio alla dichiarazione dei partenti per le corse di venerdì 22".
La mossa di Ippodromi partenopei, arriva dopo l'assist offerto dal governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che nell'ordinanza attuativa dell'ultimo decreto del Governo sull'emergenza Covid-19, consente "le attività sportive, anche agonistiche, purchè in assenza di pubblico, svolte in strutture autorizzate all’aperto su ampi spazi (golf, motociclismo, equitazione, ippica), nel rispetto delle misure precauzionali predisposte dalle federazioni, associazioni, circoli o strutture e validate dall’Unità di crisi regionale".
L'ippodromo di Merano (Bz) invece evidenzia che "in caso di via libera da parte delle Autorità preposte, si potrà partire domenica 24 maggio".
 

Non resta che aspettare, quindi, la presa di posizione ufficiale del Governo. Sperando che arrivi al più presto.
 
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