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Si torna a correre 'a porte aperte', gli ippodromi: 'Primo passo verso normalità'

  • Scritto da Fm

In molti ippodromi italiani dallo scorso weekend si è tornati a correre 'a porte aperte' seguendo Dpcm e norme regionali, ma manca ancora una circolare del Mipaaf.

Il weekend appena trascorso ha portato con sé una gradita novità per gli appassionati di ippica: la ripresa delle corse “a porte aperte”, seppure nel rispetto delle norme per assicurare il distanziamento sociale anti-Covid.

Una “Fase 3” non priva di incertezze per gli operatori del settore, e anche per il pubblico, come ci spiegano i rappresentanti di alcuni dei maggiori ippodromi italiani.


“Finalmente, dopo quattro mesi di chiusura, alcuni ippodromi hanno iniziato a riaprire al pubblico, nel rispetto del Dpcm dell’ 11 giugno, delle ordinanze regionali e dei protocolli approvati dalle Autorità sanitarie locali.
Sarebbe stata opportuna una circolare del Mipaaf condivisa con il ministero della Salute e con le relative linee guida nazionali, come fatto, peraltro, per la ripartenza delle corse a porte chiuse il 25 maggio scorso, ma così non è stato e quindi ogni società di corse si è mossa autonomamente nel rispetto degli documenti sopra elencati”, rimarca Attilio D'Alesio, presidente del Coordinamento Ippodromi.
“Pur tra mille difficoltà ed in Fase 3 dell’emergenza Covid 19 , le società di corse si stanno impegnando per riportare il pubblico a trascorrere una bella giornata/serata all’aperto.
Gli ippodromi sono grandi parchi dove si svolge una bella competizione sportiva e ci auguriamo che questo sia il primo passo per tornare alla normalità ed imboccare la migliore strada per la salvezza e per il rilancio dell’ippica nazionale, puntando a riportare tanti appassionati e le famiglie negli ippodromi”, conclude D'Alesio.
 
 
“Finalmente abbiamo riaperto, e ricominciato a vendere scommesse, siamo più tranquilli.
Ci sono ancora delle limitazioni per l'accesso ai recinti riservati, nella parte del tondino e delle scuderie, per cui restano in vigore le regole varate dal ministero durante il lockdown.
Chiederemo al ministero di aggiornarle, tenendo conto del fatto che la situazione è mutata”, afferma Elio Pautasso, presidente di Federippodromi, precisando che sul territorio nazionale hanno riaperto quasi tutti gli impianti, a cominciare da Bologna, Siracusa, Napoli e Roma.
“Il pubblico è tornato sugli spalti, ma distanziato secondo i protocolli. Rispettiamo quello che è previsto anche per quanto riguarda le sale scommesse, il bar e i servizi di ristorazione, i parchi pubblici, incrociando le varie norme previste dalle linee guida della Conferenza delle Regioni”.
 
 
Anche Pierluigi D'Angelo di Ippodromi partenopei traccia un quadro dei primi giorni di ritorno in attività di fronte agli spettatori. “Al momento riscontriamo una certa diffidenza da parte del pubblico.
Sono tornati gli scommettitori abituali e le scommesse hanno ripreso a pieno ritmo, ma per i luoghi della ristorazione è più complicato: i gestori devono cercare di comprendere se ricominciare o meno, e come.
Stesso scenario sugli spalti: sulle tribune viene assicurato il distanziamento – abbiamo segnato i posti a sedere, quelli che si possono occupare e quelli da evitare – mentre per le scuderie è ancora in vigore l'obbligo di consentire l'accesso solo ad un proprietario per cavallo. Un fatto che per gli ippodromi è limitante, oggettivamente mortificante ed immotivato nella sostanza, e comporta un notevole disagio per i proprietari. Che, peraltro, sono quelli che finanziano il sistema-ippica alla base, con il mantenimento dei cavalli.
Si è tornati nei bar, nei locali delle vie cittadine, ma è un problema per una famiglia entrare nelle scuderie, per fare una carezza al proprio cavallo.
Ci sono delle norme che dicono tutto e il contrario di tutto, scontiamo il fatto che l'ippica non abbia un vero e proprio codice Ateco, e sia vittima della burocrazia.
Speriamo che il Mipaaf batta un colpo”.
 
 
“Da un certo punto di vista è un po' anomala questa ripartenza a macchia di leopardo basata sulla ripresa delle attività delle agenzie di scommesse ai sensi delle ordinanze regionali”, esordisce Marco Rondoni, direttore generale di HippoGroup Cesenate. “Avrebbe avuto senso un coordinamento sostanziale da parte del Mipaaf, anche se dopo il Dpcm dell'11 giugno con cui il Governo ha delegato la riapertura delle attività di intrattenimento alle Regioni, qualsiasi provvedimento normativo del ministero, nella gerarchia delle fonti, risulterebbe di grado inferiore quindi inutile.  Sarebbe stato meglio avere, e sarebbe opportuno che arrivasse nei prossimi giorni, una circolare esplicativa, che, appunto, pur non avendo valore di norma possa fornire delle linee guida condivise. Così si potrebbe evitare una crisi interpretativa oggettiva, perché magari ci sono ippodromi più ligi, ad esempio sul divieto di accesso ai minori, ed altri meno, con ristoranti o senza. Serve un documento di riferimento per non dare luogo a polemiche o ad errori, anche in buona fede. Le linee guida a cui ancora oggi dobbiamo fare riferimento, per l'accesso alle scuderie o la misurazione della temperatura, sono state varate i primi di maggio, quindi adesso risultano un po' anacronistiche, visto che c'era ben altro clima”, prosegue Rondoni. Quanto alla prima giornata di corse a porte aperte, il Dg evidenzia che “ieri, domenica, a Bologna c'era un po' di gente, considerando che la notizia era uscita il giorno prima, ma c'è comunque un limite alla fruizione dell'ippodromo. Per le scommesse ci atteniamo a quanto previsto dall'ordinanza regionale dell'Emilia Romagna, in cui si dice che nei punti scommesse bisogna favorire per chi ha aree all'esterno la fruizione delle stesse Noi per evitare assembramenti e dare più spazio al pubblico abbiamo tolto le panchine e posizionato monitor aggiuntivi sul parterre. Per le scuderie dovrebbero valere norme diverse, visto che le corse ippiche sono qualificate dal Mipaaf come attività agricola. Speriamo di risolvere al meglio e con buon senso nei prossimi giorni il tutto sia a beneficio del pubblico che degli operatori".
 
Oggi, intanto, si torna a correre a Chilivani, Tagliacozzo, Follonica e Taranto.
 
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