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Confagricoltura: 'Dl Rilancio, bene norme a favore dell'ippicoltura'

  • Scritto da Redazione

Confagricoltura Varese evidenzia l'importanza delle norme anche a favore dell'ippicoltura contenute nella legge che ha convertito il Dl Rilancio.

 

"Tra le norme emergenziali in materia di lavoro e previdenza introdotte in sede di conversione del Decreto Rilancio, la novità più importante è senz’altro rappresentata dall’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro agricoli appartenenti a determinate filiere per il periodo 1° gennaio – 30 giugno 2020".

Lo afferma Confagricoltura Varese, spiegando come "la norma riconosce l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro dovuti per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020 alle imprese appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura".

I criteri e le modalità attuative della norma saranno definiti entro 20 giorni con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali da emanarsi di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro dell’economia e delle finanze. ( L’efficacia dell’esonero contributivo è subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea. )

Si tratta, secondo l'associazione, di una disposizione che "va incontro ad una esigenza molto sentita dalle imprese agricole che maggiormente hanno risentito delle conseguenze economiche negative derivanti dal blocco delle attività e dalle limitazioni alla libera circolazione dei beni e delle persone disposte dalla normativa diretta a fronteggiare l’emergenza Covid-19".

LE CRITICITA' - Tuttavia, la norma, pur essendo apprezzabile per la finalità che si propone (alleviare il costo del lavoro alle imprese agricole maggiormente colpite dall’emergenza Covid -19), presenta alcune criticità che potrebbero renderne difficoltosa la piena e tempestiva attuazione. "Dalla lettura della norma emergono i seguenti aspetti: l’esonero riguarda solo le imprese appartenenti alle filiere a grituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura. La norma - pur avendo una portata molto ampia (ricomprende quasi tutti i comparti agricoli) - pone una delicata questione interpretativa nella individuazione delle filiere in questione (codici Ateco), soprattutto con riferimento a quelle imprese che svolgono attività miste; l’esonero straordinario riguarda solo i contributi previdenziali e assistenzial i a carico dei datori di lavoro (quelli a carico del lavoratore restano quindi dovuti); i contributi oggetti dell’esonero sono quelli dovuti per il periodo (di competenza) dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020".

 

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