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Ippodromo Tor di Valle e stadio Roma, senza accordo va all'asta

L’ippodromo di Tor di Valle rischia di andare all’asta se non verrà chiuso l'accordo definitivo fra Eurnova, proprietaria dei terreni, e la Cpi, che li ha comprati.

In questi giorni, complice la scomparsa del “Mandrake” Gigi Proietti, si è tornato a parlare delle sorti dell'ippodromo romano di Tor di Valle, storico impianto di trotto chiuso ormai dal 2013, e teatro del film “Febbre da cavallo”, uscito nel lontano 1976, che di quella pista ha raccontato l'epoca d'oro.

Un ippodromo annoverato fra i più grandi d'Europa, chiuso a seguito dell'accordo per la costruzione di uno stadio di calcio per la As Roma tra il presidente della società James Pallotta, l'amministratore delegato Italo Zanzi e il costruttore Luca Parnasi, proprietario del terreno.

 

E che ora potrebbe andare all'asta, se entro il 18 dicembre non verrà chiuso l’accordo definitivo fra Eurnova (la società della famiglia Parnasi che finora ha detenuto la proprietà dei terreni di Tor di Valle) e la Cpi dell’immobiliarista ceco Radovan Vitek, che a metà ottobre aveva sottoscritto un atto di compravendita per la cessione dell’area dell’ippodromo ed il progetto relativo al cosiddetto “Stadio della Roma”.
 
Sul tavolo il debito iniziale di 1 milione e 160mila euro contratto dai predecessori di Eurnova con la Cassa di Risparmio di Rieti, con l’acquisto dei terreni.
Con la firma del nuovo preliminare, secondo quanto scrive il quotidiano Il Tempo, “stanno per entrare nelle casse di Eurnova i fondi necessari a pagare i creditori. Sia il milione e seicentomila con Penelope che la quota mancante pari a 26 milioni circa alla Sais di Papalia”.
 
LA STORIA DELL'IPPODROMO – Inaugurato nel 1959, e costruito su progetto dell'architetto Julio Lafuente -  in collaborazione con l'ingegnere Gaetano Rebecchini, l'ingegnere strutturista Calogero Benedetti, Aicardo Birago e Paolo Vietti-Violi - l'impianto è celebre anche dal punto di vista strutturale per la sua pensilina composta da 11 umbrelle sostenute da pilastri-sculture, considerata la più grande paraboloide iperbolica al mondo.
Le gare sono ufficialmente cessate il 30 gennaio 2013.
Il 23 febbraio 2017, a seguito di un incontro tra il sindaco Virginia Raggi, il presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito, il costruttore Luca Parnasi e, in rappresentanza del presidente Pallotta, il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni, si è raggiunto un nuovo accordo dopo notevoli modifiche al progetto originario per la realizzazione dello stadio romanista.
Caduto nel nulla l'appello di Clara Lafuente figlia dell'architetto Julio, perchè le tribune degli anni 50 vengano salvate e integrate nel nuovo progetto.
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