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Ippodromo Padova, appello al Mipaaf per tutelare i cavalli

Celin (Comitato padovano contro doping e macellazione cavalli da corsa) chiede a L'Abbate (Mipaaf) risposte su condizioni di vita degli animali dell'ippodromo Breda e proroga della gestione del Gruppo Coppiello.


Si avvicina a grandi passi il 26 gennaio, data in cui l'ippodromo di Padova andrà all'asta per la terza volta, a pochi giorni di distanza dalla proroga per un altro anno della gestione dell'impianto affidata al Gruppo Coppiello, che ne è titolare dal 2012.
Ma le polemiche sulla sorte dei cavalli che si trovano nelle sue scuderie non cessa.
Sergio Celin, portavoce del Comitato padovano contro il doping e la macellazione dei cavalli da corsa, torna infatti a scrivere al sottosegretario con delega all'ippica, Giuseppe L'Abbate, denunciando le condizioni di "incuria" in cui vivono gli animali.

Celin chiede a L'Abbate diverse migliorie in proposito e, corredando le sue richieste con alcune foto, parla di "paddock circondati da sbarre, che assomigliano più a dei recinti per il circo, dove a malapena il cavallo può girarsi", cumuli di letame lasciati "davanti alle scuderie, con tutti i problemi igienico/sanitari del caso, per i cavalli e per gli operatori ippici", dell'affitto di "box chiusi con un cancello e con la catena, dove i cavalli possono vedere il sole solamente quando vanno a lavorare o correre in pista".
 
Nella lettera inviata al sottosegretario quindi il portavoce del Comitato padovano contro il doping e la macellazione dei cavalli da corsa sottolinea la necessità di dotare la struttura di  "un ambulatorio o presidio veterinario, dal momento che l'ippodromo 'Breda' è anche un centro di allenamento con circa 60 cavalli in stallo quotidianamente", di una "specie di ambulanza, per soccorrere un cavallo che rimane ferito in pista, durante la gara od un allenamento".

Quindi chiede e si chiede: "È possibile lasciare incustodito di notte l'ippodromo? In caso di un incendio come possono entrare i vigili del fuoco se il cancello di ingresso è chiuso a chiave, senza allarmi e del tutto incustodito?
È mai possibile che all'ingresso delle scuderie non esista nessuno che controlli e certifichi i cavalli che entrano od escono? Si è mai visto che un ippodromo sia trasformato in un 'supermercato' di cavalli, che entrano ed escono a loro piacimento?".

Celin quindi auspica risposte anche in merito al prosieguo della gestione dell'ippodromo da parte del Gruppo Coppiello.
"L'attuale proroga concessa per il terzo anno consecutivo (ricordo che il regolare contratto del Gruppo Paolo Coppiello con la Regione Veneto è scaduto il 31 dicembre 2018!) dalla Regione Veneto al Gruppo Paolo Coppiello (senza una parola a favore del benessere dei cavalli!) per continuare a gestire in comodato gratuito l'ippodromo 'Breda', nonostante l'inadeguatezza dimostrata negli anni, ritengo meriti una profonda riflessione su come il Mipaaf 'controlli' i soldi pubblici che annualmente vengono stanziati per la gestione degli ippodromi (sono anni che chiedo un'accurata ispezione in merito)!
È lecito chiedersi come sia possibile che in tre anni non si sia ancora riusciti a predisporre un bando pubblico (a cui anche lo stesso Paolo Coppiello può partecipare legittimamente) per la gestione dell'ippodromo 'Breda', dal momento che a forza di proroghe sono state di fatto tagliate fuori molte altre realtà del territorio (come associazioni no/profit, imprenditori, cooperative, etc.) che potevano essere interessate a loro volta alla gestione dell'ippodromo.
E, non ultimo, dal momento che parliamo di centinaia di migliaia di euro (circa 800mila), a tutt'oggi da parte del Gruppo Paolo Coppiello non si è mai avuto un rendiconto (nonostante le ripetute richieste) di come e quanti soldi siano stati utilizzati per il benessere dei cavalli. Ritengo sia legittimo saperlo, dal momento che sono soldi di noi cittadini che amiamo i cavalli, perché è solamente grazie a quest'ultimi che il Gruppo Paolo Coppiello ha ragione di esistere".
 
Le foto delle scuderie inviate da Sergio Celin
 
 
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