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Ippica, Ddl di Fratelli d'Italia: 'Creare un'Agenzia autonoma'

Per i firmatari, i senatori La Pietra e De Carlo, con migliaia di operatori attivi, il comparto ippico necessita di una propria autonomia gestionale, tecnica ed economica.

Presentato al Senato un disegno di legge per l'istituzione dell'Agenzia autonoma per la promozione, lo sviluppo e la tutela dell'ippica nazionale e disposizioni per la riforma del settore ippico. Il Ddl, che vede tra i suoi firmatari i senatori Patrizio Giacomo La Pietra e Luca De Carlo (Fratelli d’Italia), non è ancora pubblicato perché al vaglio dell’ufficio revisione testo legislativo del Senato (che in ogni caso potrebbe fare solo alcune correzioni di base, senza stravolgere il testo presentato).

“Per noi è un punto di partenza – spiega La Pietra a Gioconews – che deve passare al vaglio delle commissioni e poi dell’aula per essere migliorato. Rimane fermo il fine di dare autonomia al mondo dell’ippica e riportarla al centro dell’azione politica”.

AGENIPPICA - Il Ddl propone dunque al Mipaaf, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e al Mef, Ministero dell'economia e delle finanze, l’istituzione dell’Agenzia autonoma per la promozione, lo sviluppo e la tutela dell'ippica nazionale, che si chiamerà AgenIppica, secondo la proposta di La Pietra e De Carlo. 

I DATI NAZIONALI – Tutto parte da un’analisi dei dati che a livello italiano raccontano di un importante incremento della presenza di equidi più o meno in tutte le regioni italiane. Una crescita dovuta sia alle attività legate all’universo agricolo, sia alla grande 'riscoperta' del ruolo e della rilevanza del cavallo in ambiti come quelli dell’agriturismo, dell’ippoterapia e del turismo equestre in generale. “In Italia, secondo i dati dell’Anagrafe degli equidi – spiegano ancora i senatori nella presentazione del Ddl -, ci sono oltre 450.000 equidi, la maggior parte dei quali sono cavalli. In forte aumento, analogamente, il numero di allevamenti di cavalli e altri equidi, con 2.884 imprese registrate nel 2018 rispetto alle 2.560 del 2008 (+ 12%). Il Nord Ovest domina con 1.130 imprese, seguito dal Nord Est con 630, dal Centro con 619 e dal Mezzogiorno con 505.

OCCUPAZIONE - Il cavallo in Italia è fonte di occupazione per una schiera che oscilla tra le 40.000 e le 50.000 persone, suddivise in realtà poliedriche ma con una linea ascendente soprattutto nelle attività legate all’agricoltura tra artieri, stallieri e addetti all’allevamento. Sono 35.000 le aziende agricole che allevano equidi, di cui 2.884 come attività prevalente. Numero consistente anche quello dei veterinari, che si occupano di zootecnia e cavalli di equitazione, che assommano a 1.200. Sono 125.000 i proprietari di cavalli, 480 i fantini e quasi 100.000 gli atleti tesserati alla Federazione italiana sport equestri (Fise), cui vanno aggiunti 28.800 atleti tesserati alla Federazione italiana turismo (Fitecrec-Ante). In più ci sono allenatori, istruttori, giudici di gara e i lavoratori dell’indotto (vestiario, accessori cavallo, mezzi di trasporto).

LA QUESTIONE SOCIALE – “È condivisa in questa sede – continuano La Pietra e De Carlo nella presentazione del Ddl - l'opinione secondo la quale l'ippica rileva anche la ‘questione sociale’, dato il coinvolgimento di una vastissima platea di soggetti e operatori (allevatori, proprietari, allenatori, driver/fantini, ecc.) con una forte rilevanza in termini economici e produttivi, con un significativo impatto sul Made in Italy. 

1999, L’INIZIO DEL DECLINO – L'anno 1999 “ha rappresentato per il mondo ippico l'inizio di un lungo e lento declino, ascritto anche dalla scelta politica di accorpare sotto il diretto controllo dello Stato tutto il nuovo sistema di giochi che si stava sviluppando in Europa: diretta conseguenza fu la comparsa dei Monopoli di Stato e, precisamente, dell'Agenzia autonoma dei Monopoli di Stato (Aams), confluita nell’attuale Agenzia delle dogane e dei monopoli”. 

CAMBIANO I GIOCHI, ‘UNIRE’ IN CRISI – “In poco tempo l'intera rete nazionale di raccolta delle agenzie ippiche fu in qualche misura destinata alla gestione di altri giochi e tipi di scommesse, facendo dimenticare, secondo un orientamento largamente diffuso tra gli storici operatori del settore, lo scopo e la mission per cui era stata allestita. L'introduzione di nuovi giochi, nel sistema di raccolta proprio del mondo ippico, ha fatto sì che avendo questi coefficienti vantaggiosi sia per gli scommettitori che per le strutture di scommessa, hanno determinato una caduta di appetibilità delle corse dei cavalli, provocando, di conseguenza, una marcata diminuzione nella raccolta sulle corse ippiche e, quindi, una riduzione della disponibilità economica per l'Unire e per l'intero settore agrizootecnico”.

‘UNIRE’ DIVENTA ‘ASSI’ PER UN ANNO – Del 2011 è la trasformazione dell'Unire in Assi, Agenzia per lo sviluppo del settore ippico, a sua volta soppressa nel 2012 con il passaggio di tutte le funzioni e le competenze ad essa attribuite in parte al Mipaaf e in parte al Mef. 

IL NUOVO DDL - Da queste premesse nasce il disegno di legge proposto da La Pietra e De Carlo, considerando che “oggi il comparto costituito dalle migliaia di operatori della filiera ippica – spiegano ancora i senatori – manifesta la necessità di una propria autonomia gestionale, tecnica ed economica, al fine di gestire e promuovere adeguatamente la cultura del cavallo. Con queste finalità, il presente Disegno di legge propone l'istituzione dell'Agenzia autonoma per la promozione, lo sviluppo e la tutela dell'ippica nazionale”. Nei sette articoli che lo compongono il nuovo Ddl propone quindi l’istituzione di AgenIppica, che in collaborazione con gli attuali ministeri (Mipaaf, Mef ma anche ministero della Salute e le Federazioni sportive) organizzerà il riordino del settore e della disciplina delle scommesse ippiche, pensando anche alle coperture finanziarie, che potrebbero arrivare anche da scommesse, diritti televisivi oltre che da contributi ministeriali.

IL DPL GADDA – Il nuovo Ddl propone dunque una ridefinizione del settore integrandosi con la Pdl sulla "Disciplina dell'ippicoltura e delega al Governo per l'adozione di disposizioni volte allo sviluppo del settore", presentata da Maria Chiara Gadda (Italia viva), la quale non ha mancato, anche di recente, di ricordare che “Il lockdown ha messo a dura prova gli operatori dell’ippica. La riapertura delle attività a porte chiuse e a calendario ridotto è stato un primo ritorno alla normalità, ma ora al settore servono certezze”.

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