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Calendario ippica 2022, gli ippodromi: 'Mettere in sicurezza il settore'

  • Scritto da Fm

I rappresentanti di alcuni dei maggiori ippodromi italiani commentano i criteri per il calendario di corse del 2022 pubblicati dal Mipaaf e chiedono di ripianare i tagli agli stanziamenti.

All'indomani della pubblicazione del decreto dipartimentale con cui il ministero delle Politiche agricole ha individuato i criteri per la formulazione del calendario nazionale delle corse ippiche per l’intero anno 2022, arrivano i commenti dei rappresentanti degli ippodromi.

Alle prese anche con la riduzione del numero della capienza degli impianti – al 50 percento – secondo quanto previsto dal decreto per il contrasto alla diffusione della variante Omicron che entrerà in vigore il 10 gennaio.

Facciamo quindi il punto su questi importanti temi, senza dimenticare l'ulteriore spada di Damocle del taglio dei finanziamenti agli ippodromi – di sei milioni – deciso con l'ultima legge di Bilancio, mitigato solo in parte dagli stanziamenti per gli ippodromi di nuova apertura nel 2021 (Livorno e Palermo), pari a sette milioni fra il 2022 e il 2023, e dalle promesse del sottosegretario Francesco Battistoni di trovare nel bilancio del Mipaaf le risorse necessarie a ripianarlo.

 

In primis con Attilio D’Alesio (Coordinamento ippodromi) e Alessandro Arletti (Associazione nazionale ippica), che ricordano alcuni dei capisaldi del decreto dipartimentale del Mipaaf. “Ci sono alcuni punti importanti da sottolineare: il lunedì non si svolgeranno le corse, le giornate di corse saranno in totale 1330 di cui 890 al trotto (circa 40 in meno rispetto al 2021) e 440 al galoppo (circa 25 in più rispetto al 2021), il numero annuale delle giornate di corse assegnate ad ogni ippodromo terrà conto del numero di giornate svolte nel triennio 2019-2021) così come lo dotazione del monte premi. Nel prendere atto di questo, come già richiesto ai dirigenti ministeriali incontrati recentemente, crediamo necessario ed urgente un incontro per giungere ad un 'calendario condiviso' con tutti gli ippodromi nazionali, che sono gli impianti che ospitano ed organizzano le giornate di corse. Ci è stato assicurato che entro il prossimo mese di gennaio si svolgerà questa riunione”.
Inoltre, proseguono D'Alesio e Arletti, “siamo in attesa della realizzazione degli impegni assunti dal sottosegretario Francesco Battistoni: se non si concretizzassero all’inizio del nuovo anno, si verrebbe a creare un grande disastro sociale. Gli ippodromi non possono continuare a subire tagli dei loro finanziamenti che rendono impossibile la prosecuzione della loro attività. Ci auguriamo che la 'Politica' intervenga, finalmente, per la salvezza ed il rilancio dell’ippica”, concludono i presidenti di Coordinamento ippodromi ed Ani.
 
Per Pier Luigi D'Angelo, presidente di Ippodromi partenopei, gestore dell'impianto di Agnano, fresco di proroga della convenzione biennale con il Comune di Napoli, “sembra un decreto equilibrato, che nel caso di particolari esigenze o inconvenienti di qualsiasi natura, garantisce sufficientemente tutti gli operatori in merito alle rispettive diverse aspettative di tutto il 'variegato' comparto di trotto e galoppo.
Ancora una volta mi preme evidenziare come purtroppo per la filiera ippica vi sia una disomogeneità per la differenza di collocazione oltre che di qualità dei cavalli in ambedue le discipline in ben note aree geografiche del Paese, finendo con rendere ininfluente l’attività e il numero dei partenti degli impianti più distanti dai centri di allenamento che sempre più sono esterni agli ippodromi”.
Per D'Angelo “la politica inopportuna e miope degli ultimi anni dell’amministrazione centrale anche per convenienza di alcune società di corse in merito al contenimento dei costi, in sede di stipula del decreto sovvenzioni, non vede riconosciuto il fondamentale ruolo degli ippodromi come centro allenamento e di quotidiana aggregazione per i proprietari oltre che per l’ospitalità, anche per una indispensabile vivibilità sulla scorta dei sempre più fruibili 'racinos' americani. Al momento non vengono tutelati gli acquirenti delle aste, non avendo sufficienti 'palestre' di doma per i puledri, il che va a scapito degli oneri aggiuntivi molto più esosi dei centri di allenamento privati, e della salvaguardia atletica di soggetti, spesso con pedigree di livello internazionale quale ad esempio la produzione degli ultimi anni degli allevamenti italiani di trotto”.
 
Secondo Marco Rondoni, direttore generale di HippoGroup Cesenate, gestore degli ippodromi di corse al trotto di Bologna e Cesena, “i criteri di calendario di fatto sono in questo momento un atto dovuto da parte dell’amministrazione al di là dei contenuti condivisibili o meno.
La stessa amministrazione però non credo ignori la concreta possibilità, nel caso gli impegni del sottosegretario Battistoni non trovino riscontro, di dovervi rimettere mano a causa, probabilmente, del venir meno di importanti ippodromi che non potranno, se confermato, sopportare il taglio attualmente deciso delle risorse disponibili.
Così come in base alle risorse assegnate chi sarà in grado di proseguire magari sarà costretto a forzare il numero massimo di corse a giornata previsto o ad accorpare giornate pur di risparmiare sui costi senza penalizzare gli operatori”.
Anche per Rondoni “nelle prossime settimane andranno fatte attente valutazioni sull’impatto, non sufficientemente ponderato, di un eventuale stop alle corse preannunciato per fine febbraio dalla stragrande maggioranza degli ippodromi - per il galoppo direi la totalità. Si procede quindi in maniera formalmente corretta ma minata nella sostanza da una situazione che può generare effetti a catena di difficile quantificazione su tutto il settore.
Confido nella volontà politica del ministero di 'mettere in sicurezza' l’intero settore, in tempi compatibili con quello delle società di capitali che gestiscono gli impianti”.
Infine, quanto alla riduzione della capienza degli ippodromi, per il direttore generale di HippoGroup Cesenate, “non ci sarà alcun problema per nessun ippodromo se la limitazione sarà imposta solo fino al 31 marzo (termine attuale dello stato di emergenza, Ndr)”.
 
Chiudiamo la nostra carrellata di commenti con Elio Pautasso, direttore generale di Hippogroup Roma Capannelle, gestore dell'omonimo impianto.
“I criteri definiti dal Mipaaf mi sembrano molto simili a quelli precedenti, direi un copia e incolla. Il problema principale è molto grave resta quello dello stanziamento per le società di corse che se non risolto nei primi giorni del nuovo anno farà nascere non poche situazioni al limite del dramma sociale.
Per quanto riguarda infine la riduzione della capienza non la vedo come un problema perché siamo in un periodo abbastanza privo di eventi di rilievo, ma soprattutto perché le capienze degli ippodromi sono molto alte rispetto al numero di spettatori che frequentano. Quindi tale riduzione non porterà problemi”.
 
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