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Ccnl ippodromi, Cgil e Uilcom: 'Manifestazione a Roma il 30 giugno'

  • Scritto da Redazione

Slc Cgil e Uilcom Uil indicono manifestazione a Roma il 30 giugno per protestare contro il nuovo Ccnl dei lavoratori degli ippodromi: 'Totale disinteresse per rilancio del settore'.

Oltre a confermare le iniziative sindacali e politiche già programmate nei territori, il coordinamento e le segreterie di Slc Cgil e Uilcom Uil, proclamano lo sciopero di tutto il settore con manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 30 giugno nei pressi del ministero del Lavoro.

Questo l'esito del coordinamento straordinario dei lavoratori del settore ippico, tenutosi ieri, 21 giugno, per organizzare e rafforzare le azioni di contrasto al disegno delle società di corse di sostituire unilateralmente il contratto nazionale di lavoro Corse cavalli con quello del Terziario, della distribuzione e dei servizi (Confcommercio), a partire dal 1° luglio.

 

“Alla manifestazione – si legge in una nota a firma di Fabio Scurpa (Slc Cgil) e Franco Marziale (Uilcom Uil) - sono invitati a partecipare tutti i lavoratori del comparto: dipendenti delle società di corse, addetti al totalizzatore e servizi vari, lavoratori delle scuderie e tutte le associazioni del trotto e del galoppo. Al ministro del Lavoro, chiediamo di intervenire per aiutare la soluzione di una vertenza che riguarda tutto il complesso mondo dell’ippica, che le scriventi organizzazioni sindacali intendono ancora riunire sotto un unico contratto di riferimento e che invece le società di corse vogliono destrutturare aggiungendo un nuovo contratto, completamente inconferente, ai quattro già esistenti. In un momento di forte fragilità dei lavoratori, chiamati a fronteggiare un’impennata eccezionale del costo della vita, le società di corse si stanno adoperando per cancellare il Ccnl di riferimento che si sono rifiutate di rinnovare per oltre un decennio. Una logica perdente che dimostra un totale disinteresse per il rilancio dell’ippica, che a parole le stesse società dichiarano di voler riformare ma che nei fatti mirano ad affossare mantenendo quel livello minimo di gestione che dà accesso ai finanziamenti pubblici, spostando quindi attenzione e business su altre attività”.
 
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