Ippodromo di Taranto, Borrelli (Avs) interroga Lollobrigida (Masaf): ‘Verificare requisiti e pignoramento’

Scritto da Daniele

Il deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi e Sinistra) presenta un’interrogazione rivolta al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, per fare luce sulla gestione e sul riconoscimento della società di corse dell’ippodromo di Taranto per l’annualità 2026.

Al centro della questione posta dal parlamentare di Avs c’è il decreto direttoriale del 30 gennaio 2026, con cui il Masaf concede alla società Caroli Global Service Srl il riconoscimento per l’organizzazione delle corse ippiche presso l’impianto pugliese. Si tratta di un provvedimento arrivato dopo un supplemento di istruttoria resosi necessario a seguito di un avviso di vendita immobiliare dell’ippodromo per un procedimento di pignoramento esattoriale, trascritto il 12 novembre 2025.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, Borrelli contesta i criteri utilizzati per attestare l’effettiva disponibilità dell’impianto. Nonostante la società abbia presentato un contratto di locazione con la Sifj Spa valido fino al 2030, il deputato sottolinea come il decreto ministeriale faccia riferimento alla data di trascrizione dell’avviso di vendita all’asta e non a quella dell’atto di pignoramento, che sarebbe antecedente. “Appare discutibile”, si legge nel testo dell’interrogazione, “il riferimento alla data di trascrizione dell’avviso di vendita all’asta dell’impianto, anziché a quella dell’atto di pignoramento, ai fini dell’attestazione dell’effettiva disponibilità dell’impianto stesso”. Questo profilo, secondo Borrelli, potrebbe evidenziare “lacune nell’esercizio della funzione di vigilanza e controllo propria della Direzione generale per l’ippica“.

L’obiettivo dell’interrogazione è garantire la continuità delle corse ippiche in un territorio già segnato da difficoltà. Borrelli chiede al Ministro Lollobrigida se sia a conoscenza della data effettiva dell’atto di pignoramento e quali criteri siano stati usati per concedere il riconoscimento, anche in deroga ai termini prescritti.
Il parlamentare richiama infine la necessità di accertare i requisiti “al fine di garantire il regolare svolgimento delle corse calendarizzate per l’anno scongiurando ripercussioni su un settore interessato da una crisi annosa”. In assenza di chiarimenti o in caso di irregolarità non sanate, Borrelli sollecita il Ministero a valutare la revoca del riconoscimento, come previsto dalle clausole di salvaguardia dello stesso decreto.