Ludopatia, da Venezia a Pescara nuovi presìdi sul territorio
Il progetto ‘Nuove rotte’ nel Comune di Venezia e nuovo sportello psicologico Gap a Pescara sono tra le ultime iniziative locali per intercettare il disagio legato al gioco d’azzardo patologico.
Le amministrazioni locali, anche in collaborazione con realtà del terzo settore, continuano a sviluppare strumenti dedicati al tema del gioco d’azzardo patologico e delle sue ricadute sociali e sanitarie, come dimostrano le esperienze avviate questa settimana nel Comune di Venezia e nella città di Pescara. In entrambi i casi l’obiettivo dichiarato è quello di avvicinare i servizi alle persone in situazione di fragilità, intervenendo sia sul piano della cura sia su quello dell’inclusione e dell’accompagnamento nel territorio.
IL PROGETTO DI VENEZIA – A Venezia il progetto “Nuove rotte: comunità che disegnano percorsi di inclusione e crescita” si colloca nell’ambito del Servizio civile universale e interessa due comunità del territorio, la comunità Emmaus per adulti e la comunità educativa per minori Villa Lucia. Il settore di intervento indicato è quello dell’assistenza rivolta a persone affette da dipendenze, tra cui la ludopatia, e a minori e giovani in condizioni di disagio o esclusione sociale, con una durata prevista di dodici mesi. L’obiettivo del programma è supportare minori e adulti la cui situazione di fragilità ha determinato l’inserimento in comunità, offrendo “nuove rotte”, cioè spazi in cui costruire percorsi di vita e crescita attraverso opportunità di cura di sé, relazioni positive, apprendimento continuo e occasioni di relazione con il contesto urbano, in un’ottica di sviluppo di una cultura inclusiva all’interno della comunità.
UN NUOVO SPORTELLO A PESCARA – A Pescara Adicu Abruzzo Aps ed Endas Abruzzo Aps hanno attivato un nuovo sportello gratuito di ascolto e orientamento psicologico dedicato al gioco d’azzardo patologico e alle ricadute familiari, economiche e relazionali ad esso collegate, nell’ambito del progetto “Gap: Scommetti solo su di te”, sostenuto dalla Fondazione Pescarabruzzo. Secondo i dati richiamati dai promotori, l’Abruzzo presenta livelli di raccolta da gioco su rete fisica e digitale superiori alla media nazionale, con una raccolta pro capite nella fascia 18–74 anni stimata in 963 euro per il gioco fisico e 1.508 euro per il gioco online e con una quota non trascurabile di giocatori con profilo di rischio moderato o severo, con Pescara e Teramo tra le aree più interessate. Lo sportello viene descritto come un presidio “neutro” e accessibile, pensato per intercettare precocemente il disagio e orientare, in maniera riservata, verso percorsi di cura e supporto in raccordo con la rete dei servizi territoriali, valorizzando anche il collegamento con uno sportello di consulenza legale e finanziaria rivolto a giocatori e familiari, in considerazione delle possibili ricadute in termini di sovraindebitamento e tensioni familiari.