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Black Jack, il gioco più noto del mondo

  • Scritto da Marco Fiore

blackjack11Nell’ultima lezione di gioco abbiamo concluso il capitolo Roulette ed è quindi venuto il momento di proseguire nella scoperta di altri giochi. Per semplicità, popolarità e diffusione, la priorità spetta sicuramente al Black Jack.

Qualche cenno storico è d’obbligo: pare, perché non esiste molta letteratura sull’argomento gioco d’azzardo, che le origini del Black Jack siano da ascrivere alla terra di Francia dove il gioco vide la luce, nel lontano ‘700, come variante dello Chemin de Fer prendendo il nome di ‘Vingt-Et-Un’ che significa per l’appunto 21. Le regole erano diverse da quelle oggi vigenti, la partita prevedeva un susseguirsi di mani, per altrettante scommesse, quando un giocatore realizzava il punteggio di 21 riceveva come vincita le scommesse degli altri giocatori. Giochi simili al ‘Vingt-Et-Un’ furono il ‘Sette e Mezzo’ italiano e il ‘31’ spagnolo in cui cambiava il punteggio da ottenere per vincere, ma lo scopo del gioco era il medesimo, raggiungere un certo punteggio senza oltrepassarlo. Solo nel 1800 il gioco emigrò verso il continente americano dove assunse il nome attuale, Black Jack.

Con questa denominazione al tempo si intendeva la mano in cui il giocatore riceveva il jack e l’asso, entrambi di picche, la vincita veniva pagata 10 a 1. La probabilità di realizzare la combinazione di cui sopra era abbastanza rara, da ciò derivava l’elevato rapporto di pagamento rispetto alla puntata. Le regole nel tempo sono cambiate, ogni combinazione di jack e asso è diventata vincente, oggi lo è anche la combinazione di una qualsiasi figura con un asso. In tal modo la percentuale a favore del giocatore nel realizzare la combinazione vincente è di molto aumentata, conseguentemente è diminuito il rapporto di pagamento che oggi è di una volta e mezzo. Per tutte le altre combinazioni il pagamento della vincita è alla pari, quindi battendo il banco si ottiene in vincita lo stesso importo puntato. Il Black Jack è un gioco di carte divertente, veloce e facile, ma che esige decisioni immediate, a volte razionali, a volte d’istinto. Le puntate sono pagate alla pari, ma l’obiettivo è realizzare il punteggio 21, meglio black jack, ovvero, con due sole carte, mettendo insieme un asso più una figura, che vale 10.

Come si gioca? Occorre realizzare, con due o più carte, 21 o avvicinarsi il più possibile a questo punteggio; oltre, si ‘sballa’ e si perde. La forma del tavolo da gioco è all’incirca quella di un semicerchio, leggermente scarso. Il croupier si trova in piedi sul diametro di questo semicerchio, mentre i giocatori sono seduti, in numero variabile da 6 a 7, intorno alla parte curva del tavolo. Ognuno di essi ha disegnata sul tappeto davanti a sé una casella sulla quale deve piazzare la propria puntata. La stessa casella è a disposizione per eventuali puntate di altri giocatori che non possono però influenzare il titolare della casella sulla decisione da prendere. Il gioco si svolge tra il banco e un certo numero di giocatori. Sul tavolo, alla sinistra del croupier, trova posto un sabot al cui interno vengono collocati, opportunamente mescolati, i mazzi di carte utili allo svolgimento della partita.

Al Casinò di Saint-Vincent, dove il gioco è stato introdotto nei primi anni ’80, i mazzi previsti per lo svolgimento della partita sono 6, da 52 carte ciascuno. Le carte, prima dell’inizio della partita, vengono mescolate dal croupier, tagliate da un giocatore, e posizionate all’interno del sabot. Prima che la distribuzione della carte abbia inizio, ogni giocatore è tenuto a piazzare la puntata sulla sua casella, ovvero anche in altre caselle, ricordando che non potrà però prendere decisioni se non su quella abbinata al suo posto al tavolo. A questo punto, il croupier, una volta piazzate le puntate da parte di tutti coloro che intendono partecipare al gioco, annuncia il Rien ne va plus (No more bets, in inglese…), quindi chiude il gioco, comunicando che da quel momento non è più possibile effettuare ulteriori puntate. Inizia la distribuzione della carte, una scoperta in corrispondenza di ogni casella puntata, scoprendone una anche per il banco. Ripete la medesima distribuzione dando una seconda carta scoperta a ogni giocatore e una coperta per il banco. Si rende necessaria qualche ulteriore spiegazione in relazione al valore delle carte. Re, Regine e Fanti valgono 10; tutte le altre carte rispettano il loro valore facciale; l’asso può valere 1 o 11, a scelta del giocatore che lo possiede, secondo la sua convenienza rispetto all’obiettivo di avvicinarsi il più possibile o raggiungere il punteggio 21.  

Il giocatore, quando è il suo turno di gioco e a sua esclusiva discrezione, può tirare una o più carte nel tentativo di migliorare il suo punteggio totale. Per il momento, non andiamo oltre, per limiti di spazio editoriale, ma anche per evitare di creare confusione in chi ci legge. Torneremo sull’argomento nel prossimo numero per completare la descrizione delle fasi di gioco, ma anche per illustrarne la migliore strategia.

L'AUTORE - Marco Fiore è il direttore commerciale del Casinò di Saint Vincent

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