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Maxi penali new slot: G.Matica chiede la definizione agevolata al 10 percento della sanzione

  • Scritto da Ac

Dopo il decreto di sequestro emesso dal presidente della Terza Sezione giurisdizionale centrale della Corte dei Conti, Angelo De Marco, nei confronti dei quattro concessionari di rete in attesa del giudizio di secondo grado in merito al mancato collegamento degli apparecchi nel periodo 2004-2007, ai quali vengono bloccate le procedure di liquidazione da parte di Aams delle spettanze per la gestione della rete new slot prevista dalla convenzione, arriva un'altra richiesta di definizione agevolata, in attesa dell'udienza fissata per il 9 luglio. Prima però ci sarà un'altra udienza, il prossimo 14 maggio, in Camera di Consiglio, che è quella fissata dallo stesso giudice proprio in virtù del decreto di sequestro che dovrà essere discusso con le parti in causa che ne chiedono la sospensione.


In particolare – secondo quanto apprende GiocoNews.it da fonti istituzionali – la nuova richiesta di definizione agevolata arriverebbe questa volta dal concessionario G.Matica il quale, anche alla luce del decreto di sequestro dei depositi cauzionali (per la società corrisponde a oltre 13,3 milioni di euro), chiede di definire il giudizio in sospeso attraverso il versamento di una somma pari al 10 percento del danno quantificato dalla Corte con sentenza dello scorso 2012. Ribadendo tuttavia che tale richiesta non deve intendersi come ammissione di colpa né come rinuncia alle precedenti difese presentate che rimangono quindi valide. Oltre a rifarsi al precedente positivo, ovvero all'accoglimento della richiesta analoga presentata nei mesi scorsi dalla società Hbg – salvo poi ricondotta a una richiesta del 30 percento in analogia a quanto versato dagli altri sei concessionari – G.Matica avrebbe chiesto di tenere in considerazione il proprio caso specifico diverso da tutte le altre società concessionarie in quanto già nel secondo trimestre del 2005, la società aveva provveduto al collegamento di oltre l'80 percento degli apparecchi della propria rete, per un risultato che, alla luce delle difficoltà oggettive riscontrate all'epoca dei fatti a livello infrastrutturale, sarebbe da ritenere particolarmente 'virtuoso'.

 

 

IL SEQUESTRO DEI DEPOSITI IN ADM – Intanto però le somme spettanti ai quattro concessionari rimangono sotto sequestro. Secondo quanto spiegato dalla Procura Generale della Corte dei Conti nel decreto, dopo aver ribadito l'infondatezza dei ricorsi presentati dalle quattro società concessionarie rispetto al precedente giudizio, con le ultime conclusioni depositate dalla magistratura contabile lo scorso 17 aprile,  e “ritenendosi valide le argomentazioni in diritto svolte dal giudice di primo grado”, è da ritenere opportuno il sequestro in via cautelative delle spettanze nei confronti delle società coinvolte nella vicenda, chiedendo (e ottenendo) alla Terza sezione centrale di appello di autorizzare il sequestro conservativo. Il tutto avviene dopo che l'Agenzia delle Dogane con una nota dello scorso 7 aprile 2014 a firma del vice direttore Luigi Magistro - quale “ente danneggiato” dal procedimento in questione - informa la Corte che avrebbe provveduto alla liquidazione del deposito cauzionale da restituire ai concessionari, chiedendone un parere formale “per le iniziative che si riterrà di adottare a tutela dei diritti erariali”. La procura, in particolare, ritiene che “fondate ragioni inducono a ritenere che nelle more del giudizio di gravame possa verosimilmente realizzarsi un pregiudizio del credito erariale in relazione all'entità rilevante delle condanne di primo grado”, nella “considerazione che i diritti dell'erario non risultano assistiti da diversi strumenti di garanzia”.

 

BLOCCATI OLTRE 73 MILIONI DI EURO - Le cifre bloccate dalla Procura sono di oltre 13,3 milioni di euro nei confronti di G.Matica, circa 20,3 milioni per Hbg, oltre 29,5 per B Plus  e oltre 9,7 milioni per Codere Network, per un totale di oltre 73 milioni di euro.

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