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New slot e Stabilità: per il Tar, “Se ciascuno fa il suo non c’è pericolo”

  • Scritto da Avv. Geronimo Cardia, difensore Acadi-Confindustria

Sono in corso di pubblicazione le ordinanze del Tar Lazio sui ricorsi promossi sia dai concessionari che dalla filiera avverso il decreto Adm del 15 gennaio 2015 attuativo della Legge di Stabilità 2015. Sono provvedimenti  fotocopia di rigetto della richiesta di sospensiva che mettono in evidenza una motivazione che merita di essere approfondita.
Si è già avuto modo di rappresentare che in udienza è stato chiesto al Collegio di togliere il comparto dallo scacco matto mosso all'intera filiera disinnescando la bomba ad orologeria della legge di stabilità che vedrà scadere il suo tempo il 30 di aprile e che per questo sono stai messi in evidenza diversi spunti per pesare il periculum che impatta sull'intero comparto. Allo stesso tempo si è anche avuto modo di ammettere che non v'è dubbio che, per i giganteschi interessi in gioco, la decisione avrebbe richiesto coraggio, anche in considerazione della sentenza della Corte Costituzionale del 31 marzo giunta tempestivamente sì ma su questioni diverse dalle esigenze di gettito invece alla base della legge di stabilità in questione. Ed è stato poi precisato che importanti son state le riflessioni sul passaggio registrato sull'obbligo di riversamento che andrebbe limitato all'incassato.
Ebbene con l’ordinanza si è compiuta la scelta di rigettare l’istanza cautelare ma senza omettere una riflessione sulle preoccupazioni sollevate dal comparto con riferimento alla prima scadenza di pagamento del 30 aprile.  Nell’ordinanza si motiva la decisione con due precisazioni.
La prima motivazione prevede che “l’importo del versamento da effettuare, da parte dell’intera filiera del gioco legale, alla data del 30 aprile 2015 ammonta a 200 mln di euro”.  In tale affermazione la valutazione che spicca e di assoluto rilievo è che anche per il Collegio il versamento del 30 aprile debba essere effettuato, testualmente, “da parte dell’intera filiera del gioco”.     
La seconda motivazione prevede che non sarebbe dimostrato il pregiudizio irreparabile (condizione per la concessione della sospensiva) “ottemperando tutti i soggetti della filiera a quanto disposto dall’art. 1, comma 649”. Come a dire, se ognuno facesse il suo, non vi sarebbe un pericolo per il comparto.  E la domanda che giustamente ci si potrebbe porre è: ma in cosa consistono essenzialmente i “doveri” di ciascuno, di tutti i soggetti della filiera??    
Per quanto riguarda i “doveri” dei concessionari può dirsi che sian tenuti a compiere gli atti per far applicare alla filiera la norma in questione, anche ricorrendo agli strumenti ivi previsti ed esplicitati.
Per quanto riguarda i “doveri” della filiera, seguendo alla lettera la norma, sembrerebbe potersi affermare che anche il Collegio ritenga che essa sia tenuta a compiere quanto indicato nella norma in questione e cioè giungere al completamento di una negoziazione, e versare la propria quota di contribuzione al rispettivo Concessionario, ovvero, in mancanza del completamento di una negoziazione, di riversare allo stesso Concessionario l’intera raccolta senza trattenere alcun compenso. Quest’ultimo aspetto è vero, è condivisibile, ma se concretamente ed attualmente distante dalla realtà, porterebbe inevitabilmente al legittimo versamento del solo incassato.
Va detto, infine, che il Collegio dimostra di avere preso atto della rilevanza degli interessi non solo dell’Erario ma anche di tutti gli operatori della filiera del gioco legale ma ciò viene evidenziato al solo fine di fissare con urgenza la valutazione del merito a breve al 1° luglio 2015.   Allo stesso modo il Collegio dimostra di tenere conto sia della novità sia delle complessità delle questioni trattate, ma al solo fine della compensazione delle spese.

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