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Imposizione slot illegali, Cassazione conferma custodia in carcere a boss mafioso

  • Scritto da Redazione

Cassazione conferma custodia in carcere disposta dal Tribunale del riesame di Caltanissetta contro boss che imponeva slot illegali ad esercenti.

 

"Il provvedimento impugnato appare immune da vizi logici e congruamente motivato in ordine alle ragioni della configurabilità del concorso in associazione di stampo mafioso da parte del ricorrente". Questo uno dei motivi con cui la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro il provvedimento di applicazione della custodia in carcere emesso dal Gip e confermato dal Tribunale del riesame di Caltanissetta ad un soggetto colpevole di associazione di tipo mafioso con "un ruolo attivo nel settore del racket delle slot, attraverso la partecipazione all'imposizione di apparecchi illegali (modificati in modo da consentire vincita in danaro con elusione del collegamento coi Monopoli) e alla spartizione di parte dei profitti conseguiti dagli esercenti".

 

"In base all'esame delle motivazioni dei giudici della cautela, emergeva l'inserimento del ricorrente in un'articolazione del clan Santapaola, articolazione del clan Cosa Nostra, che agiva con metodi noti allo stesso e sopra riportati in fatto. Peraltro, l'argomentazione della mancanza di prova della disponibilità di armi da parte del ricorrente è ininfluente", si legge nella sentenza.

 

"La contestazione associativa, infatti, contempla un riferimento al sodalizio Cosa nostra e, pertanto, non si espone a censura la sentenza del giudice di merito che ritenga la sussistenza dell'aggravante di cui all'art. 416 bis, comma quarto, cod. pen., qualora - come nella specie - il delitto associativo sia contestato agli appartenenti di una 'famiglia' mafiosa aderente a Cosa nostra; con riferimento alla stabile dotazione di armi dell'organizzazione mafiosa denominata 'Cosa nostra', bene e correttamente può ritenersi che la circostanza costituisca fatto notorio, non ignorabile dai singoli partecipi (cfr. Cass., Sez. 5, 05/11/2013 n. 18837 dep. 2014, Corso, Rv. 260919; Sez. 6, 08/03/2012 n. 11194, Lupo, Rv. 252177) e a maggior ragione da parte di chi, come l'odierno ricorrente, a conoscenza dei metodi intimidatori adottati dall'associazione per averli subiti, poi si adoperava al suo interno per realizzarne i suoi scopi illeciti nello stesso settore delle slot machine illegali", concludono i giudici della Cassazione.
 
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