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Vlt: dai Monopoli un conto economico da 5 milioni per la certificazione dei giochi

  • Scritto da Alessio Crisantemi

I concessionari che gestiscono le videolottery sul territorio si sono visti recapitare un conto da 5 milioni di euro per la certificazione dei giochi.

 

Cinque milioni di euro. A tanto ammonta l'importo complessivo della richiesta ricevuta nelle scorse ore ai concessionari che gestiscono le reti di apparecchi da intrattenimento sul territorio nazionale, relativa ai costi delle verifiche di conformità eseguite sulle piattaforme Vlt nel triennio compresso tra il 2013 e il 2015.

 

IL FATTO - Il conto economico proviene dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e riguarda, appunto, i costi dovuti "all'espletamento delle verifiche di conformità dei sistemi di gioco e dei giochi Vlt eseguite e concluse dal partner tecnologico (Sogei, Ndr) nell'arco del triennio dal 20 marzo 2013 al 31 dicembre 2015".
Come previsto dalla convenzione sottoscritta dalle tredici società concessionarie con l'amministrazione, in effetti, i costi per la certificazione delle piattaforme sono completamente a carico dei concessionari, ma vengono liquidate anticipatamente dall'Agenzia dei Monopoli, la quale a sua volta presenta poi il conto alle rispettive società sulla base dei lavori commissionati da ognuna.

 
IL CONTO ECONOMICO - Da qui la missiva ricevuta nei giorni scorsi dai concessionari contenente il conto economico che, in qualche caso, si avvicina ai sei zeri. Secondo quanto è in grado di riferire GiocoNews.it, alcuni concessionari (come Sisal, tra i più attivi sul mercato delle videolottery) hanno superato la cifra di 800mila euro, mentre altri, come Lottomatica (o come Snai-Cogetech, considerando ormai i due concessionari come un'unica entità) si sarebbero comunque avvicinati con costi di circa 740mila euro. Anche Gamenet, tra i principali concessionari italiani in termini di apparecchi installati, si trova con un conto di oltre 650mila euro. Per un totale – considerando le 13 società – superiore ai 4 milioni e 900mila euro.
 
COSI' IL CALCOLO - La quantificazione degli oneri indicata dall'Agenzia si basa sulla determinazione preliminare di un corrispettivo medio per ogni singola tipologia di verifica svolta nel periodo considerato da Sogei, oltre al numero di verifiche effettuate per il singolo concessionario e portate a termine nello stesso periodo. Con una differenziazione tra i costi dovuti per la certificazione di giochi nuovi e per i cosiddetti 'cloni', cioè quelli già oggetto di precedenti rilevazioni presso altri concessionari, tenendo conto che gli stessi giochi vengono praticamente replicati in larga parte sulle varie piattaforme.
 
30 GIORNI DI FUOCO – Un conto piuttosto 'salato', non c'è dubbio, per le tredici società, venendosi a sommare i costi di ben tre anni di attività, che dovranno ora essere saldati entro trenta giorni dal ricevimento della nota. A quanto pare però, alcuni concessionari avrebbero chiesto chiarimenti all'Agenzia, relativamente alle modalità di calcolo degli oneri e ad alcune questioni tecniche riferite alle certificazioni che potrebbero richiedere un incontro tra le parti e, quindi, uno slittamento dei termini qualora fosse richiesta una ulteriore verifica degli atti.
 
ATTESA PER IL CAMBIAMENTO - Adesso però, aldilà del pagamento delle cifre spettanti dai concessionari che avverrà nei termini previsti una volta ottenuti i chiarimenti richiesti, la speranza generale degli operatori è che questo passaggio rappresenti la chiusura di un'epoca, cioè quella che prevede(va) la certificazione delle piattaforma da parte di Sogei. Come noto, in effetti, la legge ha già previsto l'affidamento degli oneri di verifica tecnica agli enti di certificazione specializzati, come avviene già da tempo per gli altri sistemi di gioco (new slot, giochi online, e così via). Ma il passaggio di consegne è slittato nel tempo, richiedendo alcuni aggiornamenti normativi e una procedura di accreditamento da parte degli enti interessati. Ad attenderlo, però, non sono soltanto gli enti di verifica interessati al mercato, ma anche e soprattutto i concessionari e i loro provider di riferimento, in quanto l'affidamento agli enti privati comporterebbe senza dubbio tempi più stretti per le procedure di omologazione. E, forse, anche costi minori, secondo alcuni, ora che tutti conoscono il conto presentato da Sogei.
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