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Roma, Cds conferma legittimità sala giochi: 'Rispettate norme vigenti'

  • Scritto da Fm

Il Consiglio di Stato respinge ricorso del Codacons contro sala giochi di Roma in quanto non sono state violate le norme nazionali e locali vigenti.

 


"La materia urbanistica ed edilizia e quella della tutela della salute rientrano nella legislazione concorrente; nel caso di specie, la legislazione nazionale non fissa direttamente i limiti distanziometrici dai plessi c.d. sensibili; la legge regionale del Lazio (art. 4 della legge regionale del 5 Agosto 2013, n. 5) rinvia alla legislazione nazionale e non dispone direttamente sul punto ('non è ammessa l’apertura di sale da gioco che siano ubicate ad una distanza da aree sensibili, quali istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili, centri anziani luoghi di culto o altri istituti frequentati principalmente dai giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operati in ambito sanitario o socio – assistenziale, inferiore a quella prevista dalla normativa statale in materia'); neppure è stato evocato alcun regolamento comunale che preveda alcuna puntuale e specifica disciplina in subiecta materia".


Queste alcune delle motivazioni con cui il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Codacons, Associazione Italiana per i Diritti del Malato - Aidma Onlus (ora Art.32), contro Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Questura di Roma, nei confronti di una società di gioco per la riforma della sentenza del Tar per il Lazio che aveva "in parte respinto (quanto alla proposta domanda di annullamento) ed in parte dichiarato inammissibile (quanto alla domanda di accertamento formulata in via subordinata) il ricorso che confermava la liceità dell'apertura di una sala giochi a Roma.
 

Codacons, Associazione Italiana per i Diritti del Malato - Aidma Onlus (ora Art.32) avevano sostenuto "l’assenza di controlli ed accertamenti nell sala", in realtà effettuati, e che "l’autorizzazione all’apertura della sala giochi era stata rilasciata senza che fosse stato previamente verificato il rispetto delle disposizioni in materia di impatto acustico e senza che, a monte, la società richiedente avesse prodotto la documentazione attestante il rispetto delle suindicate disposizioni".
 
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