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Tassa 500 milioni: pioggia di segnalazioni in Adm, 4.000 soggetti inadempienti

  • Scritto da Ac

Sono circa 4mila le segnalazioni pervenute sul tavolo dei Monopoli di Stato dai concessionari relative ai soggetti inadempienti con il contributo imposto dalla Stabilità 2015.

Dopo una serie di ritardi e rinvii e un paio di solleciti ufficiali, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è riuscita ad avere il quadro completo dei soggetti che risultano inadempienti con il versamento del cosiddetto “contributo di Stabilità”: ovvero, quel “prelievo straordinario” imposto alla filiera degli apparecchi da intrattenimento dal legislatore con la legge di Stabilità per il 2015, il quale prevedeva una spartizione delle quote tra i diversi attorni del comparto che aveva portato a diverse interpretazioni e, inevitabilmente, a vari ricorsi. L'ultimo dei quali ha visto pronunciarsi nuovamente il Tribunale amministrativo del Lazio lo scorso novembre, legittimando ancora una volta la norma rispetto alla presunta violazione dei principi di costituzionalità sollevata dagli operatori.

Secondo i dati che apprende GiocoNews.it da fonti istituzionali, il totale dei soggetti segnalati all'amministrazione da parte dei concessionari è di circa 4mila unità: anche se, va detto, in vari casi si tratta di nominativi duplicati in quanto uno stesso soggetto (gestore o esercente), fa spesso riferimento a più di un concessionario di rete. Ma il numero, anche se razionalizzato, rimane comunque notevole. Come pure la cifra che rimane da incassare allo Stato, pari a quasi 150 milioni di euro, dei 500 totali richiesti dal Legislatore.
 
LA RICHIESTA DI ADM - La lista dei soggetti inadempienti, come noto, rappresenta l'ultimo passaggio dell'iter amministrativo in ottemperanza agli obblighi di legge previsti dall’articolo 1, comma 649, della legge n.190/2014 (lettera a), che pone a carico dei concessionari l’obbligo di comunicare i nominativi degli operatori di filiera inadempienti anche ai fini dell’eventuale successiva denuncia all’autorità giudiziaria competente. Con la lista definitiva ora in possesso dell'Agenzia che, una volta epurata dei dati duplicati, verrà inviata alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. 
Come del resto già avvenuto in passato, cioè all'indomani dell'entrata in vigore della Stabilità e alla scadenza dei termini previsti dalla stessa legge, quando mancavano ancora circa 300 milioni da incassare per lo Stato. Un “buco” per lo più dovuto al contenzioso suscitato dalla norma e che aveva messo in attesa molte società di gestione. Salvo poi arrivare al giudizio definitivo del 2018 in cui veniva, sostanzialmente, confermata la legittimità della legge, imponendo il versamento delle cifre dovute ai gestori e, di conseguenza, ai concessionari.
 
IL NUOVO CONTENZIOSO - Nel frattempo, però, la vicenda non si può ancora dichiarare conclusa. Dopo l'ultima serie di pronunce del Tar Lazio, in cui veniva ribadita la legittimità della “tassa dei 500 milioni” perché ritenuta non “più misura strutturale ma intervento una tantum”, sono stati depositati nei giorni scorsi alcuni ricorsi in appello da parte dei soggetti interessati. Oltre ad alcuni gestori, ci sarebbe anche un ricorso presentato da uno dei concessionari e ciò significa che per scrivere definitivamente la parole fine sulla vicenda bisognerà almeno attendere la prossima pronuncia del Consiglio di Stato, con l'udienza di merito che è stata fissata al prossimo 16 luglio 2020.
 
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