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Fase 2b: perché e dove il gioco può ripartire anche con vlt (ma solo in teoria)

  • Scritto da Redazione GiocoNews.it

Con le nuove disposizioni governative che disciplinano la nuova “Fase 2b”, non tutto il gioco è fermo: oltre ai bar, in alcune regioni può già partire anche nelle sale.

La fase 2 non è per tutti, ed è un fatto. Con l'emanazione dell'ultimo Dpcm sulle riaperture di ieri, domenica 17 maggio, il premier Giuseppe Conte ha previsto l'ulteriore sospensione delle attività di gran parte dei locali di gioco scrivendo che: “Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati".

Ma il divieto non vale per tutto, né per tutti. Proprio in virtù di quanto stabilito dallo stesso governo, con l'atto immediatamente precedente, ovvero, il Decreto legge di sabato 16 maggio, con il quale ha stabilito che “A partire dal 18 maggio, le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali”.

Concedendo, così, una sostanziale autonomia alle Regioni di disciplinare il processo di riapertura. Come di fatto sta già avvenendo, con ognuno dei 20 territori che ha previsto – o sta predisponendo – una propria legge regionale o comunque un provvedimento specifico per la riapertura delle attività. E in molti, già da oggi, hanno già alzato la saracinesca. Giochi compresi. Sì, perché oltre ai bar, nei quali - come anticipato - da oggi si potranno riaccendere le slot, in alcuni territori possono già riaprire anche le sale vlt e, volendo, anche i bingo.
 
 
VLT ACCESE IN TRENTINO - Accade, per esempio, in Trentino Alto Adige: territorio che, anche in forza del proprio statuto speciale e della vera e propria autonomia, aveva già emanato una legge di carattere locale con la quale andava a riaprire sostanzialmente ogni tipo di attività. Ebbene, nonostante il sopraggiunto Dpcm di ieri, in cui si parla espressamente (e fino a un certo punto) di sale giochi, scommesse e bingo, occorre notare che nella gerarchia delle norme prevista dall'ordinamento italiano, il Decreto del presidente del consiglio (Dpcm) è un atto normativo di quarto livello, che rientra tra i Regolamenti Governativi e Ministeriali (ovvero gli atti normativi secondari e di grado inferiore che vengono deliberati dall’amministrazione competente) e risulta quindi di rango inferiore rispetto a una legge regionale, la quale risulta invece un atto normativo di terzo livello. Le singole regioni possono emanare provvedimenti legislativi validi esclusivamente sul loro territorio, come detta la costituzione, che la limita a particolari ambiti (quali l’amministrazione locale, l’urbanistica, il turismo, e così via.). Rispetto alla situazione straordinaria ed emergenziale della pandemia, come detto, è stato proprio il governo a stabilire che anche in questo caso le regioni possono scegliere e proprio per questa ragione il Dpcm, quale atto amministrativo che non ha forza di legge e che, come i decreti ministeriali, ha il carattere di fonte normativa secondaria (al mero scopo di date attuazione a norme o varare regolamenti) non può superare una legge regionale.
 
IL CASO DUPLICE DELLE SALE - Ecco quindi che, sulla base di questa indicazione, già da questa mattina possono rialzare la saracinesca anche le sale vlt del Trentino, oltre ai bar e, volendo, anche le sale bingo. Anche se – secondo quanto rilevato dalla redazione di GiocoNews.it – la sala bingo di Bolzano risulta ancora chiusa, in attesa di chiarimenti ulteriori: ma questa è un'altra storia. Come senz'altro rimarranno chiuse tante altre attività, in tutta la Penisola, per questioni di prudenza o opportunità. Ciò non toglie che, leggi alla mano, queste attività potrebbero ripartire: e lo stesso può accedere in tutte le altre regioni che disciplineranno la riapertura di tutte le attività, se non espressamente vietate le attività di gioco. Ferma restando la posizione che intederà assumere l'Agenzia delle Dogane, quale ente regolatore, che aveva peraltro stabilito l'interruzione della raccolta del gioco fisico nelle precedenti determinazioni di marzo e aprile.
Peraltro occorrerebbe anche notare che nella definizione di “sale giochi, sale scommesse e sale bingo” riportata dal Dpcm, in assenza di un elenco specifico di codici Ateco consentiti o vietati, come già avvenuto in precedenza, non verrebbero ricomprese le sale Vlt, che non rientrano nella definizione generica di sala giochi, anche se nella ratio del legislatore sembra evidente la volontà di includere tutto. Ma così non è scritto. Del resto, la "Questione territoriale" non è certo una novità nel settore dei giochi: e anche questa situazione, che può apparire, per certi versi, anomala, ne è diretta conseguenza.
E gli ulteriori effetti sono già più che evidenti: dopo l'Abruzzo che ha già sospeso i giochi anche prima della decisione governativa, il Trentino ha citato i giochi nella propria legge anche in termini di codici Ateco, mentre il Piemonte, al contrario, ne ha sospeso la raccolta.
 
FERME LE SCOMMESSE - Diverso è invece il discorso delle agenzie di scommesse, in tutti i territori. Al di là dell'inclusione o meno nel Dpcm, per questo tipo di attività l'interruzione era stata formalmente espressa dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e per questa ragione dovrà essere un nuovo provvedimento della stessa agenzia a poterne dare il via libera, come pure per le tabaccherie e per altre forme di gioco. Per questa ragione, anche allo scopo di chiarire in modo più generale cosa si può fare nel settore dei giochi pubblici, si attende il parere di Adm. Che gli addetti ai lavori stanno chiedendo, più in generale, anche per riattivare le slot, non essendo del tutto chiara la situazione proprio a causa della sovrapposizione normativa.
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