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Adm: la raccolta di giochi e scommesse rimane interdetta

  • Scritto da Redazione

Apparecchi da intrattenimento e terminali di scommesse dovranno rimanere ancora spenti, nonostante la riapertura dei bar: a ribadirlo è l'Agenzia delle dogane e dei Monopoli in una nota serale.

La raccolta dei giochi non può ripartire. Parola di Marcello Minenna, direttore generale dell'Agenzia Dogane e Monopoli che attraverso una nota ufficiale inviata alle associazioni di categoria del comparto giochi - che chiedevano da questa mattina una conferma della possibilità di poter riattivare le slot nei locali autorizzati all'apertura - si limita a ribadire i contenuti del Dpcm del 17 maggio 2020, il quale "prevede espressamente", che “sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo”. Oltre all'altro provvedimento dell'Agenzia, attualmente in vigore, che interviene sulla stessa materia: vale a dire la Determinazione Direttoriale n. 125127 del 23 aprile 2020.

"Non essendo prevista dalla legge alcuna forma di silenzio assenso che consenta l’avvio della raccolta delle scommesse e della raccolta del gioco tramite apparecchi previa semplice comunicazione di inizio attività - scrive il leader di Adm - in caso di dubbi interpretativi circa la portata della norma e della Determinazione Direttoriale citate, le Associazioni rappresentative e gli operatori del settore potranno chiedere i chiarimenti necessari alle Istituzioni competenti".

I DUBBI DELLA RIPARTENZA - In effetti quella di oggi è stata proprio una giornata ricca di dubbi, incertezze e perplessità. Per l'intero paese - alle prese con una complessa riapertura, per tutti i settori - e per gli addetti ai lavori del comparto del gioco pubblico, che sulla base della sovrapposizione normativa che si viene a creare in seguito alla "delega" fornita dal Governo alle Regioni attraverso il decreto legge di sabato 16 maggio sulla riapertura, ritenevano possibile poter riaccendere le slot. Ciò sulla base di una possibile interpretazione "estensiva" della riapertura dei bar, all'interno dei quali si trovano, nella maggior parte dei casi, le slot. Una fattispecie quindi teoricamente diversa rispetto a quella citata nel successivo Dpcm nel quale si parla di prorogato chiusura di sale giochi, sale scommesse e bingo. Senza contare, poi, che in territori come il Trentino Alto-Adige, esiste addirittura una legge regionale (quindi, di rango superiore rispetto a un Dpcm) venive formalmente consentita l'attività di sale slot, sulla base di rispettivi codici Ateco. 
Secondo quando ribadito dal numero uno dell'Agenzia, tuttavia, la ratio del Dpcm appare chiara ed evidente ma soprattutto rimane in vigore la sospensione della raccolta prevista dalla determina di fine aprile, in virtù della quale, a questo punto, sarà necessaria la sua abrogazione formale per poter veder ripartire i giochi fisici.
 
(Il testo integrale della nota AdM è disponibile per il download in allegato alla notizia: l'allegato è visualizzabile solo agli utenti registrati. Per eseguire il login o reigistrarsi clicca qui).
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