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Tassa 500 milioni, la questione arriva sui banchi della Corte Ue

  • Scritto da Mr

Legge di Stabilità 2015 sotto la lente, il Cds rinvia la questione della tassa dei 500 milioni sugli apparecchi alla Corte europea, otto procedimenti in Gazzetta Ue.

La rilevanza europea della questione sulla tassa dei 500 milioni sugli apparecchi era cosa nota ma ora è ufficiale il rinvio, da parte del Consiglio di Stato, alla Corte di giustizia dell'Unione. Tra i procedimenti giurisdizionali pubblicati in Gazzetta Ue nella giornata di lunedì 25 gennaio, a distanza di cinque mesi dall'ordinanza con la quale il Consiglio di Stato sospendeva il giudizio, ci sono infatti quelli di ben otto concessionari di gioco nei confronti di Agenzia delle dogane e dei monopoli, ministero dell'Economia e delle finanze e Presidenza del Consiglio dei ministri: Admiral gaming network, Cirsa Italia, Codere network, Gamenet, Nts network, Sisal, Snaitech cogetech, Snaitech Snai.

Il motivo della controversia va ricercato nella legge di Stabilità del 2015 che ha introdotto la cosiddetta "tassa dei 500 milioni" sugli apparecchi, riservando alla decisione definitiva ogni ulteriore statuizione in rito, in merito e in ordine alle spese.

Due in particolare le questioni giudiziali poste in relazione al comma 649 dell'art.1 della legge 190/14: in primo luogo si chiede se sia compatibile con l’esercizio della libertà di stabilimento garantita dall’art. 49 del Tfue e con l’esercizio della libera prestazione di servizi garantita dall’art. 56 Tfue, vista la riduzione di aggi e compensi solo nei confronti di una limitata e specifica categoria di operatori, ovvero solo nei confronti degli operatori del gioco con apparecchi da intrattenimento, e non nei confronti di tutti gli operatori del settore.

Alla Corte si chiede altresì di sapere se sia compatibile con il principio di diritto europeo della tutela del legittimo affidamento l’introduzione di una normativa (sempre la stessa) la quale per sole ragioni economiche ha ridotto nel corso della durata della stessa il compenso pattuito in una convenzione di concessione stipulata tra una società ed un’amministrazione dello Stato Italiano.

"Non c'è dubbio - avevano detto a Gioconews gli avvocati Federico Tedeschini e Lino Barreca - che questa iniziativa fiscale italiana viola il principio di affidamento, visto che, come previsto dalla convenzione di concessione, i prezzi erano stati stabiliti e che lo Stato non può cambiare le carte in tavola nel corso del gioco". Ora l'ultima parola spetta ai giudici europei.

LEGGE 190/14, ART.1 COMMA 649 - "A fini di concorso al miglioramento degli obiettivi di finanza pubblica e in anticipazione del piu' organico riordino della misura degli aggi e dei compensi spettanti ai concessionari e agli altri operatori di filiera nell'ambito delle reti di raccolta del gioco per conto dello Stato, in attuazione dell'articolo 14, comma 2, lettera g), della legge 11 marzo 2014, n. 23, e' stabilita in 500 milioni di euro su base annua la riduzione, a decorrere dall'anno 2015, delle risorse statali a disposizione, a titolo di compenso, dei concessionari e dei soggetti che, secondo le rispettive competenze, operano nella gestione e raccolta del gioco praticato mediante apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. Conseguentemente, dal 1º
gennaio 2015:

a) ai concessionari è versato dagli operatori di filiera l'intero ammontare della raccolta del gioco praticato mediante i predetti apparecchi, al netto delle vincite pagate. I concessionari comunicano all'Agenzia delle dogane e dei monopoli i nominativi degli operatori di filiera che non effettuano tale versamento, anche ai fini dell'eventuale successiva denuncia all'autorita' giudiziaria competente;

b) i concessionari, nell'esercizio delle funzioni pubbliche loro attribuite, in aggiunta a quanto versato allo Stato ordinariamente, a titolo di imposte ed altri oneri dovuti a legislazione vigente e sulla base delle convenzioni di concessione, versano altresi' annualmente la somma di 500 milioni di euro, entro i mesi di aprile e di ottobre di ogni anno, ciascuno in quota proporzionale al numero di apparecchi ad essi riferibili alla data del 31 dicembre 2014. Con
provvedimento del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, adottato entro il 15 gennaio 2015, previa ricognizione, sono stabiliti il numero degli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, riferibili a ciascun concessionario, nonchè le modalità di effettuazione del versamento. Con analogo provvedimento si provvede, a decorrere dall'anno 2016, previa periodica ricognizione, all'eventuale modificazione del predetto numero di apparecchi;

c) i concessionari, nell'esercizio delle funzioni pubbliche loro attribuite, ripartiscono con gli altri operatori di filiera le somme residue, disponibili per aggi e compensi, rinegoziando i relativi contratti e versando gli aggi e compensi dovuti esclusivamente a fronte della sottoscrizione dei contratti rinegoziati".

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