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Giochi e Stabilità: raccolta erariale stabile nel 2015, ma pesano gli errori della manovra

  • Scritto da Alessio Crisantemi

La Commissione Europea critica la Stabilità 2015 e muove osservazioni anche sui giochi. La raccolta erariale è stabile ma pesano gli errori sui 500 milioni.

Rimandati a dicembre, verrebbe da dire. Sì, perché la Commissione europea, nel parere ufficiale di valutazione sul bilancio italiano consegnato alle autorità nei giorni scorsi, ha espresso perplessità riguardo all'impostazione della manovra finanziaria attuata del governo, manifestando dubbi anche in riferimento ai giochi. In particolare, il commissario Pierre Moscovici, ha evidenziato come le “additional revenues from gaming”, cioè gli incassi aggiuntivi ottenuti dal gioco, non diano certezze allo Stato e, di conseguenza, all'Europa. Un'osservazione che ha subito suscitato l'interesse mediatico, con inevitabili osservazioni sul fatto che lo Stato non guadagni più sui giochi o rischi di non farlo.

RACCOLTA ERARIALE STABILE - In realtà, va detto, il contributo erariale offerto dai giochi al paese rimane sostanzialmente stabile anche per l'anno corrente: secondo le stime di GiocoNews.it, a fine anno, si dovrebbe attestare attorno agli 8,26 miliardi di euro. Cioè del tutto in linea con quello del 2014 quando il comparto ha versato nelle casse dello Stato circa 8,29 miliardi. Una stabilità dovuta al fatto che i giochi che stanno perdendo terreno (come il bingo, le lotterie e l'ippica) vengono compensati dall'incremento di altri (come online e scommesse, grazie al recupero di una forte componente sommersa, come illustrato in precedenza).
IL 'BUCO' SUI 500 MILIONI - Quello che criticano, invece, in Europa – come del resto all'interno della filiera dei giochi – è l'incertezza generata dalla precedente manovra finanziaria la quale proponeva di generare nuove entrate attraverso alcune iniziative legislative che si sono rivelate, quelle sì, dei veri e propri 'azzardi'. Primo su tutti, il balzello di 500 milioni imposto al comparto degli apparecchi – in maniera 'scellerata', come abbiamo evidenziato fin dal primo momento – che non ha portato allo Stato la cifra messa a bilancio per l'anno corrente. In attesa dei dati ufficiali e definitivi da parte dell'amministrazione, secondo le stime di GiocoNews.it sui dati provenienti dagli operatori, ad oggi sarebbero stati versati soltanto 115 milioni di euro della seconda tranche di pagamenti per un contributo totale, quindi, di 315 milioni arrivati allo Stato, invece di 500. Sempre se tale contributo arriverà davvero a destinazione, tenendo conto della pronuncia delle scorse ore del Tar capitolino che ha sollevato dubbi di legittimità costituzionale della stessa norma, che si presenta come sbilanciata e “non ragionevole” nei criteri di ripartizione nella filiera.
LE ANOMALIE - Una situazione che non poteva certo passare inosservata a Bruxelles. Tenendo anche conto che ai mancati 500 milioni si aggiungono anche quelli sfuggiti dalla cosiddetta 'sanatoria' sui Ctd (ovvero, la procedura di regolarizzazione fiscale per emersione) con la quale il governo puntava a far emergere almeno 3500 dei circa 7000 punti vendita non regolari, portandone a casa soltanto 2100 o poco più (sempre se questi soggetti che hanno aderiti porteranno a termine la procedura). Senza contare, poi, che in questo scenario si è aggiunto anche il clamoroso ritardo sulla gara per il Lotto, anche quella attesa per il 2015 e rimandata a data da destinarsi. Per un autentico paradosso, con lo Stato che voleva prendere di più ed è finito col complicare la raccolta ordinaria, mettendo seriamente a repentaglio le attività nel settore, tenendo conto del caos generato all'interno della filiera da questa manovra e, in particolare, all'interno di quella degli apparecchi. Tutto materiale di studio e approfondimento in vista della prossima Legge di Stabilità, in fase di approvazione in Senato. O almeno, così sarebbe da augurarsi.
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