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Awp e Vlt: nuovo incremento del Preu, sale al 24% e 8,6%

  • Scritto da Redazione

Da gennaio 2021 scatta il nuovo e ulteriore incremento del prelievo erariale unico su Awp e Vlt previsto dal decreto Dignità. Ma l'industria chiede la moratoria.

Anno nuovo, tassa nuova. E' la dura legge che accompagna ormai da tempo il comparto degli apparecchi da intrattenimento che anche quest'anno, nonostante la situazione di grave difficoltà in cui si trova l'intera filiera, deve fare i conti con un nuovo e ulteriore rincaro del Prelievo erariale unico (Preu) sia per le slot (Awp) che per le videolottery (Vlt).

Tutta colpa (anche in questo caso) del celebre decreto Dignità che, tra le varie disposizioni “anti-gioco”, ha imposto ulteriori aumenti del Preu applicato su New slot e Vlt, oltre a quelli già disposti da (svariate) leggi precedenti, da applicarsi progressivamente a partire dalla seconda metà del 2018, quando il decreto diventata a tutti gli effetti legge. Il primo incremento del Prelievo imposto dal Dignità si era avuto già dal 1 settembre del 2018, con le aliquote di slot e vlt che salivano rispettivamente al 19,25 e 6,25 percento.

Il secondo scatto si è avuto poco dopo, a partire da gennaio 2019, quindi, nel 2020. In particolare, dal 1 gennaio dello scorso anno, e cioè dopo la pubblicazione del Decreto Legislativo 124/2019 (cosiddetto "Decreto fiscale"), le aliquote sono passate dal 21,60 al 21,68 percento fino ad arrivare al 23,85 percento. Il Preu sulle Vlt, invece, secondo la Legge di Bilancio, era arrivato all'8,50 percento. A crescere, ovviamente, negli anni, fino ad arrivare oggi, cioè a partire da gennaio 2021, al 24 percento sulle Awp, stabilizzandosi su questa percentuale anche per il 2022 e il 2023Sulle Vlt invece sale all'8,60 percento.

LA CRISI E LE RICHIESTE DELLA FILIERA - Tutto questo, però, avviene soltanto sulla carta, almeno per il momento: visto che per gli addetti ai lavori non ci sarà nulla da versare, per il 2021, finché non ci sarà nulla da raccogliere, visto che le attività di gioco sono ancora interdette sull'intero territorio nazionale, a causa delle restrizioni dovute dall'emergenza da Covid-19. Con l'interruzione di servizio prevista – per ora – fino al 15 gennaio 2021, e con il timore che possa essere ulteriormente prolungata. Proprio per questo – tuttavia – l'industria aveva chiesto, in maniera collegiale, una moratorio sul Prelievo erariale unico

Non solo sospendendo i versamenti delle precedenti spettanze che rimanevano da versare, come già disposto dal Decreto ristori quater: ma chiedendo anche di evitare l'ulteriore incremento di tassazione che sarebbe scattato automaticamente da oggi, in caso di nessun intervento. Come di fatto è avvenuto. Anche se, va detto, il governo avrebbe ancora il tempo di intervenire, fin quando non farà ripartire le attività di gioco. Magari anche attraverso il prossimo decreto ristori che dovrebbe arrivare già entro il mese corrente.

I PRECEDENTI - Il decreto Dignità, come noto, era stato soltanto l'ultimo provvedimento (di una lunga serie) a intervenire sulla tassazione degli apparecchi. Il precedente rincaro si era avuto con la cosiddetta "Manovra bis" del 2019, che aveva portato il Preu delle New slot al 19 percento delle giocate e quello delle Vlt al 6 percento. Dopo che la precedente legge di stabilità 2016 aveva già incrementato, a decorrere dal 1° gennaio 2016, lo stesso prelievo dal 13 percento al 17,5 percento per le Awp e dal 5 al 5,5 percento sulle Vlt. Senza contare, poi, che le stesse leggi avevano anche disposto e attuato la riduzione del parco macchine Awp di circa il 34 percento, riducendo quindi anche le possibilità di business degli operatori.

 

L'INDUSTRIA ALLO STREMO - Una crisi nella crisi. E' quella che stanno vivendo, ormai da diversi mesi, gli addetti ai lavori del comparto del gioco pubblico e, in particolare, quelli del ramo degli apparecchi da intrattenimento: i più colpiti dalle restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria, oltre ad essere i più colpiti – da sempre – dai rincari della tassazione. Per una combinazione fatale. In effetti, negli ultimi 6 anni, si è ricorsi ben 5 volte ad incrementi delle aliquote, portando la pressione fiscale complessiva a raggiungere l'incredibile quota del 70 percento. Rendendo il settore italiano degli apparecchi il più tassato in Europa pur contribuendo alle entrate erariali in misura maggiore rispetto ad ogni altro segmento di gioco.

 

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