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As.Tro: "Il volume di gioco delle awp è stabile da molto tempo"

  • Scritto da Sm

slot_tasti2Un'analisi sui comma sei A e sulle evoluzioni del mercato negli ultimi anni fatta da As.tro, mette in luce una serie di dati interessanti, ponendo in evidenza come il volume di gioco delle awp è rimasto costante nel tempo. Prima di tutto i dati, a cui abbinare il "ricordo" sull'inizio della crisi economica in Italia (fine 2009), sull'inizio dell'acuirsi della cassa integrazione a livelli di panico (primo trimestre 2010), e sul riconoscimento, anche Governativo, circa l'esistenza di una crisi effettivamente seria (primo trimestre 2011).

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Alla luce di questi dati emerge chiaramente come il c.d. comma sei A, dopo un periodo in cui ha sfruttato le novità software e i nuovi parametri di esercizio (raddoppio del costo partita e vincita unitaria), si è assestato su livelli stabili, assorbendo addirittura il fenomeno vlt (oggettivamente tutt'altro che trascurabile), con una naturalezza impressionante. Nell'anno (il 2011) in cui vengono messi a terra oltre trentamila nuovi terminali per il gioco da remoto, le slot perdono solo 770 milioni di "volume" rispetto al 2010, qualcosa come il 2,5 - 3%. Ecco l'impatto massimo che le vlt hanno avuto sul "volume" delle slot, a cui occorre comunque sottrarre l'incidenza della crisi economica che ha "lasciato a casa, senza lavoro", molti più utenti delle awp, rispetto a quelli delle vlt (chi si reca in un bar durante la pausa pranzo, o all'uscita dagli Uffici). Oggi si torna a parlare di possibili innalzamenti dei parametri di esercizio delle slot, ovvero la vincita unitaria e/o il costo partita, o forse anche il lettore di banconote, giusto per rendere ancora più vicina la slot alla vlt. A chi pensa, si spera in buona fede, che tali soluzioni possano essere foriere di aumenti di incassi, si dimostra pertanto quanto segue: quando si innalzano i parametri di esercizio l'incasso aumenta sempre per un periodo ben determinato, per poi ritornare a quello aderente all'effettivo appeal del gioco, o per meglio dire del motore di pagamento. Posto che si va incontro ad un abbassamento del pay out, l'innalzamento dei parametri si traduce in un mero innalzamento del costo orario di gioco, senza alcuna speranza di successo del prodotto al cospetto di una utenza "stressata" da quotidiane ricorse al risparmio sui costi di sopravvivenza (+ 500% procedure sfratto per morosità, + 350% procedure concorsuali, -15% di potere di acquisto dei salari, partite iva individuali falcidiate a regime di centinaia di migliaia l'anno, interi settori praticamente decimati, manifatturiero ed edile solo per citare i due casi più drammatici). Di fronte ad una ripresa economica seria e tangibile, si potrebbe "anche azzardare", ma in costanza di questa sofferenza del Paese, presentare la nuova slot da Bar in formato "potenziato", si rischia solo di vedersi in nuovi e drammatici servizi televisivi, stile "intoccabili". Chi lavora onestamente, non accetterà di prendersi il fango mediatico che altri avranno generato per l'incapacità di decifrare i dati della raccolta o la ritrosia nel leggere le drammatiche pagine che i quotidiani rappresentano al cittadino che vuole essere aggiornato sull'andamento economico del Paese. Se persino i videopoker, prima di sparire, hanno conosciuto la trasformazione tra il bet minimo a 40 punti del 1995, e quello ridotto a uno del 2000, significa che ogni "era" di gioco (ovvero i motori di pagamento), affrontano l'avanzare del tempo e la scommessa sulla fidelizzazione dell'utenza, puntando sull'abbassamento del costo orario di gioco, e mai sul relativo innalzamento. Il settore necessita di elevata tecnologia, ma anche di attaccamento alla realtà, anche a quella che impone il confronto con i problemi dell'utenza.

 

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