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Sapar, focus su gioco responsabile: Curcio "Progetto nelle scuole e diffusione territoriale i principi cardine"

  • Scritto da Sara

raffaele_curcioRimini - "Il problema della ludopatia è particolarmente sentito, come la questione dell'informazione sul gioco. La Sapar lo scorso anno ha lanciato la campagna "Affinchè il gioco rimanga un gioco" in cui c'era soprattutto una focalizzazione sui minori. Ma la nostra volontà è quella di una tutela generale, per tutti coloro che si approcciano al gioco e che in alcuni casi possono avere comportamenti problematici". E' quanto afferma il presidente di Sapar, Raffaele Curcio, nel convegno sul gioco responsabile a Enada Rimini. "L'apetto della diffusione territoriale è fondamentale e Sapar ha cercato proprio un dialogo con i comuni per la promozione di questa campagna informativa.

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Il primo comune ad aderire è stato quello di Perugia e annuncio oggi un nuovo ingresso, quello che comune di Torino che ha dato il suo patrocinio alla nostra campagna. Vogliamo riuscire, attraverso gli operatori del settore gioco e tramite operatori specializzati nel campo scientifico e sociale - e da qui la sinergia con il Sert di Cesena - di creare un approccio adeguato al mondo del gioco, promuovendo la cultura del gioco responsabile. Speriamo, allora, di poter dare il nostro contributo per l'attuazione del decreto interdirigenziale sulla ludopatia".

La campagna di Sapar si correla a un nuovo progetto che prende lo stesso nome "Affinchè il gioco rimanga un gioco" che verrà attuato nelle scuole superiori di Cesena e sarà rivolto ai ragazzi dai 13 ai 19 anni. "Il progetto - spiega la responsabile Clelia Angelastri - si basa su una prevenzione primaria, con l'adozione di interventi e comportamenti in grado di evitare o ridurre l'insorgenza di disturbi legati al gioco. Si pongono dei macro obiettivi come dare continuità e concretezza alla campagna lanciata da Sapar lo scorso anno; creare una rete di collaborazione tra piccole e grandi associazioni e istituzioni. E micro obiettivi come intervenire preventivamente; promuovere la cultura del gioco responsabile e informare. Abbiamo scelto la fascia di età che va dai 13 ai 19 anni, perchè ricerche dimostrano la prevalenza di gioco patologico proprio in questo range. La metodologia usata sarà quella del peer education e del focus group e per quanto riguarda i tempi di realizzazione prevediamo di presentare il progetto nelle scuole nella primavera-estate 2012 e nell'anno scolastico 2012-2013 partiremo con l'attivazione delm progetto e ci saranno questionarti pre e post test".

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