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Riunione Genova, Pucci (As.tro): "Attivare un percorso di confronto politico e istituzionale"

  • Scritto da Alessio Crisantemi

puccigenovaGenova - Nel capoluogo ligure è andata in scena ieri la riunione sul territorio di As.tro. Un incontro atteso e particolarmente importante, alla luce della nuova legge regionale che limita l’apertura delle sale da gioco e che sta creando non posa confusione tra gli operatori. Gioconews.it ha intervistato per l’occasione Massimiliano Pucci, Presidente As.tro e vicepresidente della federazione Sistema Gioco Italia di Confindustria sit.

Lei lo scorso venerdì ha lanciato una sorta di appello al settore e alla politica, parlando di 'terzo livello di sviluppo' del gioco pubblico. Che cosa intende di preciso?

“Il terzo modello invocato da As.tro altro non è se non il superamento dell’impasse in cui stagna l’attuale situazione, che vede il gioco lecito schiacciato da contraddizioni che ne minacciano il futuro. Da un lato, il gioco lecito è destinatario di una pretesa erariale al limite della voracità, cui si associa quell’accusa di far ammalare “di vizio” milioni di italiani, che fa scaturire la reazione dei Territori, che introducono divieti normativi, al limite della legittimità costituzionale”.

E dall’altro lato cosa si pone ?

“Dall’altro lato, proprio a quel gioco lecito che si vuole contrastare, si chiede di garantire gettito erariale e investimenti per la prevenzione del gap., nonché il contenimento del gioco illegale a livelli di mercato marginali e compatibili con le capacità repressive a disposizione delle Autorità. Se questa situazione si protrae continueremo a perdere tempo, a parlarci addosso, compromettendo le rispettive mission, ovvero il mantenimento di un sistema gioco lecito controllato e tassato dallo Stato, che garantisca all’utenza condizioni di sicura fruibilità. Il rischio che si corre è quello di tornare al “primo livello” di sviluppo del gioco in Italia, quello dei videopoker e dell’anarchia nella raccolta scommesse, ovvero totale insicurezza dell’utenza, lasciata in balia di prodotti non controllati e spesso gestiti da operatori a vocazione criminale, oltre all’ assenza di gettito erariale. Il gioco in sé non è un prodotto nocivo alla salute, quindi è l’opera dell’uomo che può mantenerlo tendenzialmente innocuo, o trasformarlo in fattore foriero di dipendenza comportamentale”.

Come rendere innocuo il gioco, quindi ?

“Se si interrompe il “gioco al massacro” a cui assistiamo oggi, e si inizia a lavorare insieme su “progetti concreti” interdisciplinari e coinvolgenti – con pari dignità - tutte le realtà economiche, sociali, politiche e istituzionali, allora si inverte la rotta: si passa dal parlare” al fare”, non si buttano risorse con finanziamenti a pioggia svincolati da un risultato preciso da raggiungere, si inizia a capire quale livello distributivo del gioco è compatibile con il territorio, quale fiscalità può accompagnare la razionalizzazione distributiva, quali livelli di prevenzione anti-gap sono allestibili, e quali esiti sociali ci si attende dal loro varo”.

Partecipando al convegno della scorsa settimana e a una serie di altri incontri precedenti dedicati al tema del gioco responsabile, cosa si aspetta dal confronto con gli organismi che si occupano di questi temi e dalla collaborazione con essi, ammesso che sia possibile parlare di collaborazione?

“As.tro vuole costruire ponti e non alzare muri. L’on.le Binetti, al convegno che ha citato, ha evidenziato come i “due mondi” non possono fare a meno di lavorare insieme, se veramente si vuole risolvere il problema”.

Ma As.tro riesce a costruire un ponte verso gli operatori sociale e sanitari ?

“As.tro è entrata in contatto con Primo consumo, con Conagga, con decine di Sert e amministrazioni comunali, riscontrando sostanziale condivisione sulla vera frontiera che va raggiunta sul tema della lotta al gap”.

E quale sarebbe?

“L’informazione e la comunicazione costituiscono il perno di ogni campagna sociale e di ogni profilassi civica e sanitaria. Informare significa individuare i contenuti conoscitivi che devono essere percepiti dall’utenza (e se del caso anche quelli che non devono raggiungerla); comunicare significa usare tutti gli strumenti idonei per ottenere il risultato della corretta informazione. As.tro oggi fa informazione e formazione. Il nostro mensile Infogaming, redatto in collaborazione con la Agipronews, la più importante agenzia di stampa nazionale sul settore, raggiunge 37.000 pubblici esercizi con la sua iniziativa sull’informazione responsabile. Lo staff associativo ha allestito, in collaborazione con la società articolo1, un progetto nazionale per la formazione del personale preposto ai locali dedicati al gioco lecito (condiviso con le Autorità e gli operatori). La politica associativa coinvolge sempre i Comuni nelle campagne di informazione nei pubblici esercizi, al fine di incrementare la sensibilizzazione dell’utenza”.

A Genova il problema più sentito, in questo momento, è però quello della disciplina per le sale da gioco in seguito alla nuova Legge Regionale che aveva visto As.tro opporsi in prima persona su questo fronte. Qual è la situazione, oggi, a Genova e quali le vostre prossime iniziative in questo senso?

“Innanzitutto una precisazione. La legge regionale della Liguria non è solo un provvedimento di contingentamento metrico delle sale giochi. Trattasi di una legge che si propone di cancellare il gioco tramite apparecchi leciti dal territorio nel giro di cinque anni, unitamente all’espressa abrogazione della disciplina Statale in tema di luoghi dedicati al gioco lecito. La sua incostituzionalità prescinde quindi, dal merito delle singole disposizioni, dovendosene censurare le fondamenta da un punto di vista culturale e intellettuale prima ancora che giuridico, laddove una Regione pensa di risolvere il “suo problema” del g.a.p. favorendo l’esodo dei “suoi” giocatori verso la locale casa da gioco e le limitrofe località sfornite di limitazioni analoghe, per non parlare di quel gioco illegale che sicuramente non sarà ottemperante a tali divieti”.

Come pensate di contrastare la legge della Regione Liguria ?

“Ciò che è sbagliato va contrastato anche se giuridicamente corretto, ed è per questo motivo che As.tro non si affiderà al solo strumento legale per affrontare questa situazione, ma attiverà ogni percorso di confronto politico e istituzionale per insinuare un “dubbio” nella società civile: possibile che il solo problema della regione Liguria siano le slot lecite nei bar e le sale autorizzate e controllate da videosorveglianza e sistemi telematici? E’ su questo che gli amministratori locali chiederanno il rinnovo del rispettivo consenso? As.tro ha promosso la procedura dell’esposto alla Direzione degli affari regionali, chiedendo l’impugnazione alla Corte Costituzionale della legge regionale, tramite uno degli studi legali più affermati di Genova, ma questo round non ha sortito l’esito sperato. Ogni percorso ulteriore è però aperto, e come ha potuto assistere durante la riunione i gestori locali non sono rassegnati a subire senza aver esperito ogni rimedio consentito dalla legge”.

Tra i punti all'ordine del giorno della riunione di Genova c'è anche quello riguardo quello delle nuova generazione di slot. Quale è la posizione di As.tro ?

“As.tro è favorevole a tutte le innovazioni tecnologiche che siano fattibili da un punto di vista tecnico e non impattanti sotto il profilo funzionale e economico. Personalmente ho sempre pensato che una riforma ha speranza di attuazione solo se praticabile, e se promette un miglioramento delle condizioni di lavoro, quindi ritengo che anche questo profilo dovrà, prima o poi, soggiacere a questa massima universale”.

Al cospetto di tutte queste avversità As.tro si mantiene quindi ottimista?

“Il settore sta maturando molto velocemente. As.tro, in questo ha avviato una piccola “rivoluzione” che da culturale inizia ad impattare anche a livello industriale. Il gestore sino a due anni fa era un “operatore fantasma”, ora è riconosciuto e vanta la sua rappresentanza in Confindustria. Ma pensiamo anche al cambiamento che sta attraversando la comunicazione di settore in cui Gioconews ha proposto un nuovo modello di informazione. Questa giovane realtà, al pari di As.tro, si è affermata grazie alla professionalità, all’equilibrio, alla equidistanza tra le linee di pensiero. Quando si afferma la cultura della elevazione professionale e della serietà, l’ottimismo non muore mai”.

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