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Fipe, no al ‘piano regolatore’ di slot e Vlt di Sistema Gioco Italia

  • Scritto da Amr

Fipe-Confcommercio si dice “perplessa e incredula” alla notizia, appresa da agenzie di stampa, che Sistema Gioco Italia, l’associazione aderente a Confindustria, avrebbe intenzione di promuovere un “piano regolatore” per rimodulare l’offerta e la distribuzione dei giochi, riducendo il numero di slot e videolottery presenti nei pubblici esercizi per concentrarli nelle sale giochi.

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La Federazione italiana pubblici esercizi si dice tale “innanzitutto per la confusione di ruoli che genera questo organismo che pretende di sostituirsi al legislatore e al regolatore Aams, cioè i Monopoli di Stato, unici responsabili nel nostro paese in materia di giochi pubblici”.

Contrariamente al positivo accoglimento che la proposta ha avuto in casa Anci “Ha poi del clamoroso – continua Fipe – che Sistema Gioco Italia voglia suggerire al nuovo Parlamento di ‘stornare’ ai Comuni parte del gettito tributario derivante dai giochi: un provvedimento di questo genere contrasta con la riserva primaria dello stato in materia di gioco pubblico sancita dal decreto legislativo del 1948 che ne ha affidato in esclusiva al Ministero delle Finanze la gestione per garantire allo stato l’intero gettito erariale. Questa riserva ha resistito 65 anni ed è di assoluta attualità proprio per garantire i supremi interessi di salute pubblica dei cittadini e di ordine sociale. Al contrario, un interesse dei comuni su parte del gettito aprirebbe a pericoli di proliferazione dei giochi non controllabile”.

Da ultimo, se “piano regolatore e pausa di riflessione da parte di tutti e dello stato” sono i pretesti per modificare assetti di offerta e distribuzione dei giochi sanciti con la finanziaria 2011 e recentemente attuati con il nuovo decreto Aams di contingentamento degli apparecchi Slot e Videolottery negli esercizi pubblici, Fipe-Confcommercio fa sapere che si adopererà con fermezza in tutte le sedi istituzionali, affinché le regole recentemente varate e ben accolte dalla filiera delle imprese di settore e dagli esercenti non vengano rimesse in discussione. Il timore è che la scusa della lotta alla ludopatia nasconda in realtà il perseguimento di interessi privati.

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