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Genova, Brasesco (Consulta gioco): "Promuovere Campagna sul territorio comunale"

  • Scritto da Sm

Il presidente della Consulta su gioco, Pierclaudio Brasesco, ha presentato oggi, nella seduta del consiglio comunale, l'informativa sull'ultimo anno, di cui Gioconews.it anticipa i contenuti.

“La Consulta ha deciso di promuovere in particolare una campagna su tutto il territorio comunale che prevede l’identificazione delle le attività commerciali ed associative che non utilizzano slot machine, valorizzando la scelta fatta attraverso una vetrofania da esporre in vetrina. Parallelamente organizzare una giornata sul gioco d’azzardo e a favore del ‘buon gioco’ da tenersi il 20 maggio di ogni anno; in tale data il calendario ricorda San Bonaventura protagonista di una campagna contro il gioco d’azzardo. Infine, prossimamente, si inviteranno i rappresentanti delle due squadre di calcio cittadine per valutare possibili iniziative congiunte, dal momento che entrambe annoverano tra i propri sponsor operatori del settore azzardo”, afferma Brasesco. Per la realizzazione di tali iniziative la Consulta “fa appello al sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale e anche alla Asl 3 genovese trattandosi di azioni volte alla prevenzione del gioco d’azzardo patologico o gambling, perché tutti contribuiscano alla riuscita delle stesse”.

 

 

IL GRUPPO DI LAVORO E LE FINALITA’ - Il ‘Gruppo di lavoro su Prevenzione e Monitoraggio’, costituitosi all’interno della ‘Consulta permanente sul gioco con premi in denaro’ si è riunito tre volte, in data 20 marzo, 10 aprile e 18 aprile 2013. Dagli incontri sono scaturite una serie di riflessioni e di prime proposte sulle quali confrontarsi in sede di Consulta, per valutare insieme su quali concentrarsi, ma anche come migliorarle e incrementarle. “Punto di partenza delle riflessioni del Gruppo di lavoro è stata la consapevolezza di come la diffusione del gioco con premi in denaro non sia ancora percepito – a livello diffuso – come una vera e propria emergenza sociale. Il beneplacito dello Stato e il costante incoraggiamento mediatico da una parte, l’allarme sul fenomeno ludopatia dall’altro, rischiano di creare corto circuiti che – in mancanza di una corretta informazione – possono generare disinteresse e passiva acquiescenza verso comportamenti sì patologici, ma ritenuti personali e comunque percepiti come lontani dal proprio ambiente e dal proprio vissuto. Come sappiamo, invece, il problema del gioco non rimane circoscritto al destino individuale del giocatore, ma investe - con le sue ripercussioni a livello sociale, economico, legale – la collettività nella sua interezza, spesso ormai con risvolti tragici. Anche a questi aspetti occorre dare dunque adeguata rilevanza: essi infatti, consentendo una lettura “sociale” del fenomeno, lo traguardano immediatamente alla dimensione della responsabilità collettiva. Per questo è necessario che istituzioni, enti, associazioni, lavorino in sinergia per arginare una deriva che sembrerebbe diventata ineluttabile ma che non lo è affatto”, aggiunge Brasesco.

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