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New slot e Vlt: verso l’adeguamento della convenzione ai vecchi canoni

  • Scritto da Alessio Crisantemi

La convivenza sul mercato di due diversi regime di concessione per le società che gestiscono le reti di new slot e vlt rappresenta una situazione insostenibile, per il mercato e per i Monopoli di Stato. Per questo occorre intervenire presto, con una soluzione che permette di ripristinare, per quanto possibile, la situazione.

E a tale scopo l’Agenzia delle Dogane ha convocato un vertice, nella mattinata di ieri, presso la sede di Piazza Mastai, con i nove concessionari ‘storici’ chiamati in causa, in qualità di ‘vittime’ della situazione.

 

I FATTI - Tutto nasce in seguito alla pronuncia del Consiglio di Stato che, il mese scorso accogliendo il ricorso del ritrovato concessionario Bplus, ha stabilito come fossero illegittimi i requisiti imposti ai concessionari stessi con il nuovo bando di gara, tenendo conto che tali società avevano già eseguito esborsi milionari per acquisire i diritti vlt, rendendo di fatto illegittime le ulteriori richieste economiche prevista nella nuova convenzione di concessione. Una pronuncia in seguito alla quale Bplus ha chiaramente rifiutato di siglare la nuova convenzione ritenendo di poter operare in piena conformità col diritto mantenendo la vecchia, ma creando così un difetto di concorrenza nei confronti degli altri 12 concessionari (visto che, alla nuova gara, oltre alle dieci storiche hanno partecipato, e con successo, altre tre soggetti), per i quali esistono oggi oneri particolarmente impegnativi come il pagamento di cento euro per ogni nulla osta, il milione di euro da versare ogni anno in un fondo per la ludopatia e tanto altro ancora.

 

UNA POSSIBILE SOLUZIONE – Com’era inevitabile, il tema della ‘doppia’ concessione è diventato centrale in queste ultime settimane all’interno della filiera, oltre ad essere una vera e propria grana per i Monopoli, i quali starebbero però lavorando nel trovare una soluzione. In particolare, secondo quanto apprende GiocoNews.it, si starebbe valutando l’impugnazione della pronuncia del Consiglio di Stato (e allo scopo si è attivata l’avvocatura di Stato per un parere consultivo) ma questo non basterebbe a garantire un regime di concorrenza perfetto nei prossimi mesi, tenendo conto soprattutto dei tempi richiesti dal procedimento.

Per questo l’unica soluzione possibile appare quella di ricorrere ad un atto integrativo in grado di adeguare le nuove convenzioni ai requisiti previsti nella precedente, ancora in possesso di Bplus. Rinunciando così agli oneri introdotti dall’ultimo bando di gara, ma tentando di salvaguardare, almeno, i milioni di euro già versati dai concessionari per ogni nulla osta richiesto. La possibile soluzione sarebbe stata illustrata dai Monopoli nell’incontro di ieri con i nove concessionari (ma riguarderebbe anche i tre nuovi non presenti all’incontro) e sembrerebbe trovare consenso piuttosto generale. Tutto questo, ovviamente, per evitare di ritrovarsi con un mercato a due velocità che comprometterebbe la stabilità del settore.

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