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Sanatoria slot, oggi il verdetto della Corte dei Conti sul 20% con l'ipotesi di rinvio alla Corte Cosituzionale

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Roma – E' il giorno della verità per i concessionari che gestiscono le reti di new slot e vlt. O, almeno, lo sarà per le sei società che hanno deciso di aderire alla definizione agevolata proposta dal governo, rispetto alla quale deve pronunciarsi la Corte dei Conti, chiamata ad esprimere il proprio via libera alla 'sanatoria'. Ma il passaggio non è affatto scontato. Anzi. I giudici della terza sezione della Corte dei Conti - che entro oggi esprimeranno il proprio verdetto – nell'esprimersi sulle richieste di sanatoria al 20 percento presentate dai concessionari delle slot-machines, rispetto alla multa complessiva da 2,5 miliardi per il mancato collegamento delle macchine tra il 2004 e il 2007 disposta dalla stessa Corte – dovranno valutare le istanze dei concessionari, potendo optare per diverse soluzioni. Concedere, appunto, il via libera alla definizione agevolata al 20 percento (rispetto alla quale lo Stato  ha già incassato 233 milioni di euro); oppure, al contrario, rifiutare la proposta mantenendo così la propria precedente posizione, fissando al 30 percento la quota per la definizione agevolata, costringendo così i sei concessionari a integrare il versamento già effettuato per importi relativi a un ulteriore 10 percento. Oppure, ancora, la Corte potrebbe scegliere di rinviare la questione alla Corte Costituzionale per valutare se la norma non leda l'autonomia di giudizio della magistratura contabile. Corte dei Conti.

 

L'ITER PER GLI ALTRI CONCESSIONARI - Completamente diverso lo scenario per i quattro concessionari che, al contrario, hanno scelto di non aderire alla definizione agevolati. Per questi non rimane che attende il giudizio in appello richiesto alla Sezione Centrale della stessa Corte dei Conti, dal quale si potrebbe ottenere, anche qui, una rimodulazione della sanzione calcolata dei giudici contabili. E se ciò non dovesse accadere, secondo quanto apprende GiocoNews.it, le società sarebbero pronte anche a ricorrere ulteriormente alla Corte di Cassazione e, qualora necessario, anche alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Rifacendosi al principio giuridico secondo cui lo stesso soggetto non può essere giudicato sui medesimi fatti da due corti diverse tra loro. Cosa che, al contrario, è accaduta in questo caso tenendo conto che la giustizia amministrativa (Consiglio di Stato per le prime tre penali e Tar Lazio relativamente alla quarta penale) ha già giudicato ed assolto i concessionari dai fatti in contestazione.

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