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Passamonti (Sgi): “Pronti a raccogliere la sfida per riordino dell’offerta di gioco”

  • Scritto da nostro inviato Alessio Crisantemi

Milano -“L’incontro di oggi è la dimostrazione che il mondo del gioco legale promuove e ricerca un fattivo e proficuo dialogo con le Istituzioni e con tutte le realtà più sensibili e attente impegnate nel sociale”. Con queste parole Massimo Passamonti, presidente di Confindustria Sistema Gioco Italia, introduce i lavori del convegno ‘Gioco-Giocatori. Comportamenti e riflessioni’, al Piccolo Teatro di Milano.

 

“Riteniamo importante che oggi si siedano con noi al tavolo sia il professore Marco Dotti particolarmente impegnato nel ‘Movimento No Slot’ che il professore Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà e altri importanti esponenti della ricerca e degli studi sociali. Sono voci autorevoli – che pur partendo da posizioni anche distanti dalle nostre – intendono, con noi e con le Istituzioni, trovare un percorso condiviso per affrontare le tante questioni legate al gioco legale”.

 

LE RICERCHE - Presentati i risultati di due ricerche, una di Fondazione Sussidiarietà – Università Cattolica su ‘Giocare per gioco- Una ricerca su comunicazione e gioco responsabile’, l’altra dal titolo ‘Il Gioco problematico – I giocatori e l’evoluzione nel contesto italiano’ condotta da Ipsos Public Affairs e Università La Sapienza. Dai dati di questo secondo studio emerge come la maggior parte dei giocatori - stimati in circa 23.500.000 - intende il gioco come un divertimento al pari di molti altri altri. Dall'analisi emerge inoltre che i giocatori cosiddetti ‘problematici’ sono una ridotta minoranza, pari all’ 1,65% della popolazione adulta, ovvero 790.000 italiani. Dato nella media europea.

 

I GIOCATORI PROBLEMATICI - Giocatori ‘problematici’ - secondo le classificazioni internazionali - sono coloro che manifestano un modo di giocare quali-quantitativo che può esporre al rischio di sviluppare una vera e propria dipendenza. Lo studio non azzarda quantificazioni dei veri e propri giocatori patologici, rimarcando che la diagnosi - sempre soggettiva e a cura di un medico specialista - è difficile e deve tenere conto di numerose variabili non facilmente standardizzabili. I dati ufficiali diffusi dal Dipartimento delle Politiche Antidroga stimano in circa 6.000 gli italiani in trattamento per ‘gioco patologico’ nelle strutture pubbliche. Per questo – secondo la ricerca Ipsos/Università La Sapienza – i giocatori problematici appaiono maggiormente esposti ai messaggi relativi alla ‘facilità della vincita al gioco’. Diventa quindi necessario identificare un registro di comunicazione più corretto, volto a dare un nuovo ordine di priorità ai contenuti, tenendo nella dovuta considerazione le caratteristiche socio – culturali dei giocatori problematici.

“Gli operatori del settore ritengono sia giunto il momento di avviare un’attenta valutazione critica e responsabile dell’intero settore - ricorda Massimo Passamonti - oltre un anno fa, è nato il codice di autoregolamentazione per la pubblicità, a cui sono seguite quest’anno le linee guida per una comunicazione commerciale più attenta e responsabile. Ora riteniamo sia arrivato il momento di avviare un riordino complessivo dell'offerta di gioco, un vero “piano regolatore”, che tenga conto delle istanze territoriali. Come Confindustria Sgi abbiamo proposto agli Organi regolatori, un piano complessivo per il riordino del settore degli apparecchi in Italia”- dichiara Massimo Passamonti - “Primo step l’eliminazione degli apparecchi da quegli esercizi generalisti che per loro natura non possono garantire un adeguato controllo nei confronti del gioco minorile, insieme all’eliminazione di attività di gioco da tutti gli esercizi al di sotto di una metratura minima di 20mq. Abbiamo poi proposto il ritorno ad un contingentamento massimo pari a non più di 4 Awp per esercizio e, seguendo le prescrizioni del Dl Balduzzi, riteniamo ci sia anche l’opportunità di riconvertire una parte delle sale giochi in locali dedicati alle Awp, favorendo così una più stringente applicazione del divieto di gioco ai minori”. Secondo le stime di Confindustria Sgi con le attività previste dalla prima fase di riordino si otterrebbe la riduzione di circa 11.000 punti di vendita e di circa 42.000 Awp. “Parallelamente suggeriamo anche di intervenire nel comparto relativo alle Vlt attraverso la definizione di un numero minimo di apparecchi installabili in un singolo esercizio, per poter così ridurre il numero di punti di vendita sul territorio, nonché definire regole chiare e severe per le pubblicità delle vetrine e delle insegne, obbligando i titolari dei punti di vendita ad un maggior ‘decoro urbano’ secondo schemi da sottoporre poi a rigido controllo. A questi interventi dovrebbe poi seguire una possibile seconda fase per valutare l’introduzione di partizioni all’interno dei punti vendita ‘generalist’ per ridurre la visibilità degli apparecchi. Non è possibile allo stato stimare a priori l’impatto quantitativo e qualitativo dell’intervento, motivo per cui sarà necessario un preventivo approfondimento da effettuarsi a seguito di un’analisi campionaria”, ricorda Passamonti.

 

SOLUZIONI CONDIVISE - Il mondo del gioco legale in Italia dimostra oggi “la concreta volontà di affrontare le problematiche che le autorevoli ricerche presentate evidenziano. Abbiamo sempre cercato un fattivo confronto con le Istituzioni – nazionali e locali- e con le Associazioni impegnate nel sociale. Riteniamo questa giornata un importante appuntamento di discussione e approfondimento su problematiche e su proposte di soluzioni condivise. Una parte di queste proposte sono contenute nella Delega Fiscale, attualmente in discussione in Parlamento. Le nostre proposte concrete vogliono essere una base di partenza reale per affrontare i numerosi problemi del settore”, conclude Passamonti.

 

LE PROPOSTE PER UN RIORDINO DEL SETTORE DEL GIOCO IN ITALIA - “Nell’ultimo quinquennio il settore del gioco in Italia si è fortemente sviluppato. Oggi è un comparto maturo che ha raggiunto dimensioni economico-finanziarie importati con ricadute assai positive: dalla lotta all’illegalità agli importanti introiti erariali, dalla crescita dell’occupazione all’emersione fiscale, dall’ingresso di investitori istituzionali esteri al supporto economico a canali di distribuzione al dettaglio in forte crisi”. Questa la premessa del presidente di Confindustria Sistema Gioco Italia, Massimo Passamonti, in occasione del convegno al Teatro Piccolo di Milano: “Gioco - Giocatori. Comportamenti e riflessioni”. “Gli operatori del comparto e l’intera filiera industriale di riferimento ritengono che sia giunto il momento di un’attenta valutazione critica e responsabile dell’intero settore del gioco che può e deve essere ripensato, rivisitato, riorganizzato e, in parte, ridimensionato, con l’obiettivo di consolidare il mercato, aumentare le tutele per i cittadini, rafforzare il presidio e il controllo di legalità ed eliminare le criticità che talvolta si sono registrate sul territorio”.

RILEVANZA DEL COMPARTO DEGLI APPARECCHI E TENDENZE IN ATTO - Il settore delle slot italiano (che comprende Newslot e Videolottery) rappresenta “il più eclatante caso di successo a livello mondiale nel contrasto al gioco illegale e nel recupero di risorse per lo Stato. Il settore é stato regolamentato in Italia nel 2004 attraverso la definizione di un innovativo sistema concessorio. Prima di tale momento in Italia esistevano – stime della Guardia di Finanza - tra 600.000 e 800.000 slot macchine illegali (i c.d. videopoker), totalmente al di fuori del controllo dello Stato e senza alcuna garanzia per i consumatori, che si stima movimentassero ca. 20 miliardi di euro di raccolta, spesso a vantaggio della criminalità organizzata. Nel 2012 il settore delle ‘slot’ ha consentito un introito erariale di circa 4,0 miliardi di euro con importanti e positive ricadute per lo Stato in termini di controllo dei flussi finanziari. Nel corso di questi anni il comparto ha subito un progressivo aumento del prelievo erariale unico (Preu), che, conteggiando anche il canone di concessione, oggi incide come tassazione reale il 53% della spesa netta nel comparto delle Awp, in ulteriore aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2011, mentre per le Vlt l’incidenza è pari al 50,5%”, aggiunge.

SITUAZIONE DISTRIBUTIVA ITALIANA E CONFRONTO INTERNAZIONALE - Le Awp, circa 380.000 nel complesso, sono distribuite in circa 114.000 punti vendita, sia ‘specializzati’ (ossia dedicati esclusivamente alle attività di raccolta del gioco e ad ingresso limitato ai maggiorenni), sia ‘generalisti’ che a loro volta si dividono in due sottocategorie: ‘generalisti principali’, ossia esercizi aperti al pubblico per attività varie diverse dal gioco, quali la somministrazione di cibo e bevande, come i bar, o tabaccai/ricevitorie lotto; e ‘generalisti secondari’, come alberghi, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari. La gran parte dei punti che ospitano Awp sono ‘generalisti’, cioè principalmente bar e tabacchi (circa 90.000 sui 114.000 di cui sopra).

POSSIBILI SCENARI EVOLUTIVI E RELATIVE IMPLICAZIONI – Secondo Passamonti “il primo blocco di possibili interventi copre quattro macro attività: Eliminazione delle Awp da quegli esercizi generalisti che per loro natura non possono garantire un adeguato controllo nei confronti del gioco minorile; eliminazione di attività di gioco da tutti gli esercizi generalisti al di sotto di una metratura minima di 20mq. Ritorno ad un contingentamento massimo pari a non più di 4 Awp per esercizio; riconversione delle sale giochi in locali dedicati alle Awp, in accordo con le prescrizioni del Dl Balduzzi in merito al divieto di gioco dei minori. La previsione è che operando in tal modo si otterrebbe la riconversione di almeno il 70% delle sale giochi, raggiungendo il duplice obiettivo di una maggior attenzione sociale grazie ad una migliore e più stringente applicazione del divieto di gioco ai minori e la contestuale eliminazione di un certo numero di Awp.

L’implementazione della ‘prima fase’ comporterebbe infatti la riduzione di circa 11.000 punti di vendita e di circa 42.000 Awp.

SECONDA FASE: POSSIBILE EVOLUZIONE - Un secondo intervento “da programmare a seguito di un’attenta analisi della distribuzione che consenta di valutare i possibili impatti sia per la rete che per l’erario, è relativo all’eventuale introduzione di partizioni all’interno dei punti di vendita “Generalisti Principali” (Bar, Tabacchi, Corner) che comportino la diminuzione della visibilità delle AWP all'interno dei locali. Questo intervento, oltre a rispondere ad obiettivi di maggior controllo e di minor “incitamento” al gioco, si stima possa comportare una ulteriore riduzione della capillarità.. L’impossibilità di stimare a priori l’impatto quantitativo e qualitativo di tale intervento, non consente di considerarlo come opzione immediatamente applicabile, ma comporta necessariamente un approfondimento ed una valutazione da effettuarsi a seguito di un’analisi a largo spettro campionario”.

SPECIFICI INTERVENTI SULLE VIDEOLOTTERY - A differenza delle Awp, i diritti di installazione delle Vlt sono stati acquisiti dai concessionari nel 2009 a fronte di un esborso anticipato allo Stato pari ad oltre 850 milioni di euro. Per tale ragione “deve esservi una doverosa tutela dello specifico comparto, andando però a rivedere alcuni aspetti, forse non sufficientemente considerati all’atto dell’originaria impostazione normativa. Gli interventi che nell'immediato futuro dovrebbero essere attuati nel comparto relativo alle Vlt sono: definizione di un numero minimo di Vlt installabili in un singolo esercizio. Questo intervento si pone l'obiettivo di una riduzione del numero di punti di vendita sul territorio; interventi sulla pubblicità delle vetrine e delle insegne, obbligando ad un maggior ‘decoro urbano’ i titolari dei punti di vendita secondo schemi e parametri da definire e sottoporre a rigido controllo”, continua Passamonti.

INTERVENTI SULLA FILIERA - Un’ulteriore proposta riguarda “la riorganizzazione della filiera tramite la razionalizzazione e concentrazione del numero dei gestori, oggi stimato tra 3.500 e 4.000. Si suggerisce di prevedere una sorta di “selezione per titoli e requisiti” di evidenza pubblica, che identifichi come gestori solo i soggetti in possesso di determinati requisiti finanziari, gestionali, di onorabilità e di affidabilità prevedendo, fra le altre cose, che i soggetti ammessi alla procedura siano dotati come minimo della certificazione ISO 9001 o similare. La naturale concentrazione delle società di gestione che ne conseguirebbe andrebbe a tutto vantaggio della possibilità di controllo e trasparenza anche da parte degli organi istituzionalmente preposti”.

IL TEMA DEL TERRITORIO – È poi indifferibile affrontare “il tema del rapporto con il territorio. Senza entrare nel merito delle competenze attribuite allo Stato o ai Comuni, sono indispensabili norme e comportamenti omogenei a livello nazionale, associate ad un rafforzamento del sistema di controllo. Per un miglior dialogo con i Comuni la modalità suggerita passa attraverso il coinvolgimento degli stessi con la creazione di un fondo nazionale, alimentato da una parte dell’attuale gettito erariale - che così potrebbe in parte diventare “destinazione di scopo” - che finanzi progetti locali di interesse pubblico o sociale. Sarebbe, inoltre, opportuno prevedere che anche le sanzioni elevate sul territorio siano destinate ad un fondo centrale della Presidenza del Consiglio o del Ministero della Sanità per la lotta alle ludopatie”, conclude.

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