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Def, per Astro “primi quattro Preu già a rischio”

  • Scritto da Redazione

“Non è mai esistito un Governo rinunciante ad un gettito erariale cospicuo e sufficientemente certo, soprattutto se tale rinuncia dovesse comportare una difficile sostituzione di tale posta nell’ambito del documento di programmazione economica (che come è noto è il primo esame che ogni Esecutivo deve superare al cospetto del Capo dello Stato e della troika comunitaria)”.

Lo sottolinea l’associazione As.Tro che, nell’analizzare i contenuti del Def, nota come “al comparto giochi non si chiedono nuove ‘entrate straordinarie’, ma solo ‘apparentemente’ di mantenere il proprio livello di fiscalità.

 

VOLUME A RISCHIO - Il 35% circa di tale complessivo ‘volume’ (i quasi miliardi di euro del Preu) è tuttavia a forte rischio di contrazione/evanescenza, posto che il 75% del suolo italiano a più alta capacità di raccolta di gioco a mezzo di tali apparecchi, è già interessato dalle cosiddette normative ‘no-slot’, che solo gli ‘agognati’ decreti attuativi dell’articolo 14 della legge delega fiscale potrebbero cancellare.

Nonostante la complessità generale della realtà del gioco lecito, infatti, il Governo dovrà prima o poi decidere se rendere effettive le aspettative di gettito presentate allo scenario politico nazionale e internazionale, oppure iniziare un delicato percorso di ridimensionamento dei numeri. Sul fronte degli apparecchi da gioco, infatti, ci sono dati che parlano da soli.

 

LE AWP - La raccolta delle Awp è ora assestata sul modesto livello dei 170 euro di coin-in medio giornaliero (solo nel 2010 era di 250), ma le rilevazioni parziali dell’anno consentono di prevedere un crollo sino a quota 150-160.

 

LE VLT - La raccolta delle Vlt continua a crescere solo per l’incremento dei terminali che costantemente si attivano da oramai tre anni a questa parte, ma non genera più alcuna ricchezza per nessun soggetto imprenditoriale, né per lo Stato (che deve compensare il gettito riscosso con le rimostranze territoriali per l’avvenuta trasformazione di vie e quartieri in addensamenti di sale dedicate).

La prudenza sin troppo evidente del Governo, quindi (resa manifesta dalla prima proclamazione di non aumento del gettito previsto dal mondo del gioco lecito), rivela l’intenzione implicita di non rimuovere le limitazioni locali alle slot, confidando che il settore ‘regga’ ad esse almeno per i prossimi 12-18 mesi.

Dal settore deve quindi alzarsi una voce ‘tecnica’ ma anche ‘politica’ che illustri tale incapacità di “tenuta”, e la sostanziale impossibilità di mantenere in vita un circuito industriale sottoposto a vincoli diversi regione per regione, comune per comune, che di fatto hanno introdotto “dalla finestra” quella “moratoria” uscita dalla porta principale dell’indirizzo politico del Governo dopo l’approvazione della legge delega fiscale.

Di maghi della ragioneria pubblica di bilancio se ne sono già visti tanti. A quando il primo rappresentante della chiarezza e della coerenza?”

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