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As.Tro su Dl esercizi commerciali: "Parere commissione Affari sociali discriminante"

L’associazione As.tro interviene sul parere della Commissione Affari sociali della Camera sul Dl esercizi commerciali che prevede una limitazione nei giorni festivi all’apertura dei locali che offrono gioco. “Una proposta di legge che vorrebbe ‘rilanciare un comparto in crisi’ (quello dei pubblici esercizi) rischia di caratterizzarsi per una delle più odiose delle discriminazioni di genere, ovvero quella che distingue tra bar con slot legali e bar che il gioco (ma solo quello legale) non può, o non vuole più tenere. Se nel bar c’è un centro di raccolta internazionale di puntate sportive, un totem, un tablet precaricato per l’azzardo on line, un torneo di poker, ecc. ecc. ecc. , allora può stare aperto sempre, può stare accanto a una chiesa, difronte a un Sert, a due passi da licei e ospedali.

La slot ‘legale’, no, quella deve sparire, ma non tramite ‘abolizione espressa’, bensì a seguito delle sevizie legislative di Parlamentari che, in tutta onestà e coscienza, pensano veramente di risollevare le sorti del paese accanendosi contro gli apparecchi leciti. I commenti sono superflui, e non è neppure il caso di dare visibilità ai promotori della iniziativa, menzionandoli o criticandoli nel merito. Si preferisce rivolgere una provocazione di carattere culturale, a tutti i politici impegnati a liberare l’Italia dal vizio gioco (lecito). Perché non proporre che ogni impresa di gioco lecito, ogni esercizio che ne ospita i prodotti, ogni azienda che ne fabbrica o distribuisce i relativi macchinari siano: contraddistinti da un marchio distintivo, ubicati in aree non urbanizzate, tassati al 100%, impediti a mostrarsi e/o a parlare in pubblico. Giusta obiezione: tutto ciò è già stato proposto ed è in discussione”, afferma As.Tro.

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