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Unigioco: “Aumento Preu e diminuzione payout, a rischio la riserva statale”

  • Scritto da Ac

Roma – Al via i lavori del convegno romano organizzato Unigioco dal titolo ‘Fine del modello italiano dei giochi’, e l’attenzione, a cominciare da quella della Fondazione, si concentra sulle norme in materia contenute nella legge di Stabilità e sulle loro conseguenze.

 

Tra gli impatti possibili dell’ulteriore inasprimento del prelievo erariale, secondo la ricerca condotta dall'Istituto Bruno Leoni e presentata dall'economista Lucio Scudiero, c’è la “riduzione dell’offerta di gioco legale, accompagnata da una corrispondente crescita di quella illegale canalizzata in ambienti poco sicuri e privi di adeguati controlli legali e socio sanitari (fenomeno già rilevato nelle regioni e nei comuni che hanno adottato requisiti stringenti per l’apertura dei punti di gioco sotto forma di distanziometri e/o riduzione dell’orario di apertura), minor gettito per lo Stato”, ma anche “la fuoriuscita dal mercato degli operatori leciti e una forte ripercussione occupazionale”.

 

L'ADEGUAMENTO TECNOLOGICO - Gli impatti sarebbero ulteriormente acuiti dal necessario periodo transitorio di adeguamento tecnologico degli apparecchi al nuovo payout, che richiede tempi tecnici stimati da Sogei in circa due anni. Il peso della tassazione graverebbe solo sul concessionario e la filiera commerciale poiché non sarebbe possibile adeguare direttamente e in maniera sincrona il payout di tutti gli apparecchi installati.

 

LE PREVISIONI PER IL BIENNIO - Nel prossimo biennio dunque il payout per le Awp resterebbe attorno al 74,8 percento (e non al 70 percento); per le Vlt la filiera potrebbe pagare un Preu pari al 9 percento, mentre il payout resterebbe attorno all’88,7 percento e non all’81 percento. Questo disallineamento temporale comporterà per i concessionari un aggravio di costi quantificabili per le Awp in 900 milioni di euro annui. Per le Vlt invece resterà all’intera filiera il 2 percento lordo, contro l’attuale 6 percento, rendendo quindi antieconomico il business e spingendolo alla chiusura.

“L'aumento del Preu previsto dalla legge di Stabilità - prosegue Scudiero - se applicato ai dati di oggi relativi alla filiera delle Awp, provocherebbe una perdita per la filiera del 35,25 percento oltre a una diminuzione dei ricavi lordi per i concessionari (che scenderebbero dall'1,8 percento all'1,1 circa). All'interno di questa perdita ci sarà probabilmente la morte di vari operatori.

Sulle Vlt le perdite per la filiera arriverebbero addirittura al 66,67 percento con i ricavi per i concessionari che passerebbero dal 2,4 percento all'1 percento, per una possibile scomparsa, addirittura, di questo settore. Alla luce di quanto rappresentato è chiaro che un ulteriore innalzamento del prelievo erariale rischi di minare i presupposti stessi della riserva statale, la quale è giustificata da motivi di interesse generale”.

 

LA SOSTENIBILITA' DELLE NORME - È dunque sostenibile un aumento della tassazione come previsto dalla Stabilità? Secondo Scudiero i dati rivelano che “in realtà già al livello attuale si è andati oltre ai margini che rendevano possibili un incremento del gettito: ciò significa che anche mantenendo il regime attuale lo Stato inizierebbe a perdere qualcosa a livello di gettito perché ha già spinto troppo la leva e quindi con un rincaro come quello previsto dalla nuova legge non si potrebbe che peggiorare la situazione con l'ulteriore conseguenza che ci sarà una forte ricaduta nell'illegalità e una riemersione del mercato nero".

 

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