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Delega fiscale, Curcio (Sapar): “Rispettati dei principi, senza discriminazioni e vane limitazioni”

  • Scritto da Redazione

“La Delega Fiscale può rappresentare un’opportunità per il settore giochi, purché tenga in considerazione alcuni principi, come quello della libera concorrenza e della non discriminazione degli operatori, degli esercenti e delle offerte di gioco di tutto il comparto”.

È questa la riflessione di Raffaele Curcio, presidente dell’associazione nazionale Sapar che, in vista dell’attuazione della Delega Fiscale, traccia un quadro completo della grave situazione politica che sta vivendo tutto il settore giochi, a seguito dell’approvazione della legge di Stabilità.

 

“Il testo della Delega Fiscale dovrebbe contenere dei principi chiari e indiscutibili - afferma Curcio - come ad esempio la non discriminazione sulle tipologie di gioco pubblico con vincita in denaro, che dovrebbero essere disciplinate tutte in egual misura. Inoltre bisognerebbe porre l’attenzione anche sul tipo di locale deputato ad ospitare gli apparecchi: esso non dovrebbe essere di tipo segregante, perché è stato dimostrato che i locali chiusi inducono il giocatore ad isolarsi e perdere la cognizione del tempo. E tutto questo ha come conseguenza l’insorgere della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico”.

Proprio in riferimento al problema del gioco patologico, il presidente Sapar ricorda che “aumentare l’offerta di giochi aggressivi non aiuta a contrastare il problema del Gap. Bisognerebbe piuttosto garantire sul territorio una forma alternativa alle Vlt”.

Curcio ribadisce poi che “sistema gioco è un sistema attivo, con un numero di aziende attive che producono gettito erariale per lo Stato. Pertanto il testo della Delega Fiscale deve contenere dei provvedimenti che non vadano a danneggiare le aziende, perché la loro dismissione implicherebbe inevitabilmente una perdita economica per le casse del Paese”.

Infine il presidente Sapar ricorda che gli effetti della Legge Stabilità sono evidenti e incontestabili, visto che numerosi concessionari e gestori hanno proposto, o stanno per proporre, ricorso agli organi giudiziari competenti; per questo “alla luce di quanto sta accadendo - conclude Raffaele Curcio - forse sarebbe stato più opportuno ripetere l'impianto normativo contenuto nel D.D. 2011/2876/Strategie/Ud, nel quale era previsto un aumento dell'aliquota Preu bilanciata dalla diminuzione della percentuale di pay out. L'adozione di tale principio infatti, potrebbe rilanciare il comparto, dando respiro anche ai costruttori e stabilizzare il settore nella sua interezza. Certamente, in un momento di crisi come questo, il settore non si esime dal fare la sua parte in termini di maggior contribuzione; ma questo deve avvenire non attraverso sistemi che portino alla chiusura delle aziende, quanto piuttosto mediante modalità che possano dare stimolo alle attività dei gestori, soprattutto se si vuole mantenere il gettito erariale. Confidiamo, pertanto, nella trasparenza e nel buon senso di tutti, al fine di   trovare una soluzione equa e proporzionata all'interno della Delega Fiscale, magari attraverso la ricezione di proposte e osservazioni dell'intero settore”.

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