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Orlandini (Bet e Slot): “Nuova generazione di slot sia appannaggio di tutta la filiera”

  • Scritto da Ac

Rimini – “Forse è ancora prematuro parlare nei dettagli dei contenuti della delega fiscale perché finora abbiamo visionato soltanto una serie di bozze, tuttavia si può percepire un'esigenza da parte del legislatore di avere un maggiore controllo del sistema. Pertanto se il nuovo sistema che scaturirà dalla delega sarà basato su delle tecnologie appannaggio di tutti diventerà un sistema virtuoso. Se al contrario la scelta dovesse essere quella di andare verso tecnologie più vicine alle videolottery allora quel sistema sarebbe appannaggio soltanto di alcuni, con una conseguente destabilizzazione della filiera”.

A parlare è Massimiliano Orlandini, amministratore delegato di Bet e Slot, una delle più grandi imprese di gestione di apparecchi in Italia, che commenta a Gioconews.it la situazione attuale in cui vive il settore anche in virtù della legge delega. Ma nonostante i vari rischi racchiusi nella riforma, non significa che la legge delega rappresenti necessariamente uno scenario negativo. Anzi. “Quello che c'è di buono e di significativo nella legge delega è senza dubbio l'introduzione della tassazione sul margine che rappresenta una grandissima opportunità per il settore e non a caso è una richiesta che porto avanti da tempo attraverso l'associazione. Anche per questo credo che la legge delega debba essere vista come un punto di ripartenza per il comparto per rifondare il settore su nuove basi più solide”.

 

Ma il tema davvero critico, in questo momento, è quello della Stabilità e dei 500 milioni chiesti alla filiera. “Si tratta di un balzello che ci viene imposto dopo anni di mercato in cui abbiamo operato in condizioni difficili e in  un momento in cui non c'è più crescita e per tali ragioni crea inevitabilmente dei problemi alla filiera. Da qui le difficoltà degli ultimi mesi anche nei rapporti tra categorie. Sono però convinto che la soluzione a questa situazione di impasse deve necessariamente venire dall'interno e quindi dall'assunzione di responsabilità da parte di ogni attore della filiera per raggiungere una compliance e una sostenibilità che sia però davvero tale e per tutti”.

Quello che serve, quindi, è un cambio di mentalità per affrontare le attuali sfide e quelle future. “Non dobbiamo nasconderci che i problemi che viviamo oggi sono in parte anche il frutto degli errori commessi in questi anni dal settore. Ed è proprio da qui che è nato il progetto di Bet e Slot, che sta semplicemente facendo quello che avrebbero dovuto fare i concessionari nel corso degli anni e che invece, in linea di massima, non hanno fatto: puntare sulla rete come valore e come asset strategico. Questo è quello che stiamo facendo noi, in un processo di evoluzione continua e di miglioramento continuo, che passa per un sistema di economia di scala, un'ottimizzazione dei costi e delle risorse. Oggi abbiamo fatto confluire nel nostro progetto circa 20 aziende e contiamo di estendere ulteriormente la compagine sociale. Ma quello che conta, nella nostra filosofia, non è soltanto l'obiettivo da raggiungere, ma anche le modalità con cui si vuole perseguire e raggiungere quello stesso obiettivo”.

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